Autore:
Luca Pezzoni

SUONO O RUMORE? Appena seduti nell'abitacolo non abbiamo resistito. Ci siamo immersi nel sedile tutto di pelle chiara e abbiamo premuto il pulsante. Poi siamo usciti fuori, e ci siamo accucciati, vicino al doppio rene BMW, lasciando spazio all'udito: il suono vellutato dei sei cilindri a benzina di Monaco merita sempre. I diesel vanno bene e consumano poco, ma il rumore ancora no, non ci siamo. Dopo siamo partiti, per scoprire in una prova continuativa - dalla spesa al supermercato alla tirata in autostrada fino al week-end montanaro - se una berlina moderna e ben dotata può fare tutto. In altre parole: tanti cavalli, trazione integrale, marchio prestigioso e un bel carico di optional. L'auto perfetta?

NON MANCA NIENTE Guardando la dotazione tecnica, motoristica e di comfort, optional compresi con un listino pericolosamente alto, sembrerebbe non mancare nulla. I cavalli, 218, sono più che sufficienti per togliersi i pruriti sportivi. I cerchi da 16" e gli interni in pelle aggiungono i primi risposte veloci tra le curve ma senza esagerazioni sul pavè, i secondi quel senso di calore che forse, agli interni base, manca. Poi c'è la pinna da squaletto sul tetto, sinonimo di gps e, nel caso specifico, di uno schermo a colori "sedicinoni" in mezzo alla plancia che integra tutto quello che serve: dalle melodie preferite alla strada di casa, passando per i controlli sul mezzo meccanico.

ROTELLONA Il tutto da navigare con la rotellona dell'i-Drive, che ci ha fatto giocare per ore. A proposito: il sistema continua a dividere. Noi ci siamo divertiti a fare una prova cattiva: testandolo "alla cieca" con superesperti di informatica disinteressati al mondo auto e viceversa. Risultato contraddittorio: chi mastica pane e bit ha trovato mille cose da ridire, chi ancora fa fatica a leggere un sms ma pensa col volante invece ci ha giocato felice, dopo un iniziale sospetto e qualche dubbio. La presa esterna sotto il bracciolo per collegare iPod e mp3 player di ogni genere è in grado mette d'accordo tutti. Anche se il massimo si raggiunge con la scala delle stazioni radio riprodotta sullo schermo: un tempo si perdevano gli occhi in pochi centimetri quadrati, oggi ci sono schermate intere da scorrere in sequenza. Progresso vero o imbellettamento?

BELLA LUCE Partiamo con un bel punto-punto notturno. 200 chilometri tutti d'un fiato con l'autostrada bella libera. Va forte? Consuma troppo? Tiene bene anche sulle strade invernali di montagna piene di sale e ghiaccio (neve quest'anno poca)? Tutte risposte affermative. La prima notte la luna mancava, per fortuna anche la nebbia, e ci siamo segnati il punto a favore per igruppi ottici: secondo noi sono tra i migliori da guardare. Con i due doppi cerchi per faro che si illuminano d'immenso, e sono anche provvidenziali nell'illuminare con la loro luce, fredda ma pervasiva, il nastro d'asfalto che scorre veloce.

SILENZIO Specialmente quando si esagera. Anche troppo. Il silenzio domina a bordo e mancano vibrazioni e rumori molesti, non solo da fermo, e con una quarta marcia da 190 kmh di tachimetro ci si trova in fretta (o troppo tardi) a pensare agli autovelox. Meglio alzare il piede e godersi la riserva di potenza come bonus per i sorpassi. Il volante si tiene bene tra le mani e non ostacola la visibilità: la posizione di guida sembra tagliata addosso alla nostra corporatura media come un abito di sartoria. Ma andando avanti nella prova ogni tanto abbiamo avuto una sensazione di costrizione: le taglie extraforti forse farebbero bene a pensare alla "serie cinque" o anche i claustrofobici e amanti dei suv, che qui il parabrezza arriva vicino al naso anche se non siete Cyrano.

LAUNCH CONTROL Più li proviamo e piu ci convinciamo che i cambi automatici-robotizzati-sequenziali, van bene tutti, meriterebbero maggiore attenzione. Per guidare dimenticandosi del braccio destro e della gamba sinistra, lasciando sempre la possibilità di spostare la leva sulla destra e vedere se davvero ci sono tutti i cavallini: snocciolando le sei marce che neppure Kubica. Anche se il DSG dei concorrenti sembra ancora meglio. Dopo gli iniziali entusiasmi, nella vita di tutti i giorni fatta di traffico, code, rallentamenti e telefonate continue siamo andati quasi sempre in automatico.

CON LA X Quasi ci dimenticavamo che la 325 con la X spinge con tutte le ruote, se serve. Impossibile accorgersene o quasi in condizioni d'uso normali. Solo lo sterzo, ogni tanto, regala qualche reazione che fa sospettare la spinta anche anteriore, mentre a livello acustico - leggasi rombosità e rumorini strani, non si paga pegno. Con l'inestimabile vantaggio psicologico di poter contare su una riserva di sicurezza. Le dimensioni non sono eccessive e dal centro cittadino al viottolo di montagna ci si muove senza patemi. Vero che dietro si vede poco, ma nessun timore.

SENSITIVA In soccorso arrivano le doti extrasensoriali della 325 che aiutano a tenere lontano il carrozziere. Che non solo dispone di quasi-invisibili spie nei paraurti, ma che utilizza lo schermo centrale, quello dedicato al navigatore, per spiegare e far capire anche al più imbranato dei guidatori, quanto spazio manca al contatto con il muso o con il posteriore. Con la gamma di colori che cambia e arriva al rosso, insieme al cicalino isterico, per segnalare l'avvicinamento alla zona carrozziere. Alle comodità ci si abitua in fretta, specialmente quando funzionano bene. E dopo un mese i paraurti verniciati erano ancora immacolati.

SPOGLIATA L'interno sembra spoglio e qualche nostalgico potrebbe rimpiangere i vecchi cockpit della casa ma alla fine la qualità non manca. I sedili sono rigidi ma perfetti. Ma non lo spazio per le gambe degli spilungoni al posteriore, con i piedoni che fanno anche fatica e entrare negli incavi tra panchetta e schienale. Se cercate un'auto pratica e modulare qui rimanete delusi. Forse con la Touring, dove lo spazio rimane poco ma almeno aiuta il portellone.

NUN ZE PO FA Con una 325Xi si può far tutto o quasi quello che serve: bella figura fuori dal centro direzionale, una sgroppata facendo urlare il motore e snocciolando le marce, divertendosi anche quando iniziano le curve. O anche provare a uscire senza coprirsi di ridicolo da un parcheggio ghiacciato in pendenza nel piazzale dello skilift. Cosa non si può fare? Caricare il comò della nonna, accogliere degnamente nei sedili posteriori il vostro amico che gioca a pallacanestro e tantomeno ospitare torme di bambini per la partita del sabato, che rovinerebbero la pelle crema rovesciandoci gelato e pizza. Per non parlare dei consumi: a meno di non essere vicini alla pensione automobilistica, rimanere sopra i dieci richiede viaggi con piede piumato e stomaco vuoto.

A DOMANDA RISPONDE Tornando al quesito iniziale, meglio una berlina moderna che fa quasi tutto quasi bene o scegliere in modo decisouna sportiva, un cross over o una familiare? Oppure un diesel per risparmiare? Dipende dal vostro carattere: oggi optare per una classica berlina a quattro porte con tutte le sue doti nascoste significa essere davvero alternativi. Quando la salutiamo non proviamo grandi emozioni, se non il ricordo del sei cilindri al minimo. Trasformista a metà.


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