Autore:
Emanuele Colombo

LA PROVA DAY BY DAY Della Renault Scenic vi ho già parlato in occasione della presentazione in Francia (http://www.motorbox.com/auto/auto-viste-e-provate/auto-primo-contatto/renault-scenic-e-grand-scenic-2016-prova-prezzi-dotazioni): ora torno sull'argomento dopo una prova a lungo termine della versione diesel top, la 1.6 dCi in allestimento Bose (30.750 euro), che ne ha messo in luce pregi e difetti nell'uso da famiglia.

PIACE AI BAMBINI L'abitacolo ampio e luminoso continua a essere un indiscutibile punto a favore. In più, ho scoperto, i bambini adorano la nuova Renault Scenic: il tavolino pieghevole sullo schienale dei sedili (di serie sulle versioni top Intens e Bose) offre un punto d'appoggio per i loro giochi e le tendine oscuranti ai finestrini sono un gadget per loro irresistibile. Non solo: il sistema di infotainment R-Link 2, con il suo display touch da 8,7 pollici, è quasi un videogame (quando il babbo lo consente).

IL PARERE DELL'ADULTO Da adulto, apprezzo il design pulito che questo sistema permette di adottare per la plancia, visto che rende superflui parecchi pulsanti. In movimento, però, sento la mancanza di un comando tipo iDrive e di un pomello tradizionale per il controllo dell'audio: più immediati da usare quando si guida. Per fortuna i controlli vocali hanno funzionato a dovere. Il sistema vivavoce, però, accoppiato con il mio smartphone Nexus 5X non sempre mi ha dato un audio pulitissimo.

TANTO SPAZIO DA SFRUTTARE Il bagagliaio da 506 litri è ben sfruttabile e basta premere un tasto nel vano di carico per abbattere gli schienali e aumentarne la capacità. Molto profondo il pozzetto tra i sedili, che tra l'altro posso posizionare a contatto con la plancia oppure arretrarlo verso il divanetto posteriore tramite un meccanismo scorrevole. Enorme infine il cassetto porta guanti che tuttavia, va detto, in apertura interferisce con le ginocchia del passeggero.

MEGLIO AUTOMATICA In movimento mi accorgo di quanto il cambio automatico della Scenic che ho guidato in Francia facesse la differenza: il manuale dell'esemplare in prova sembra avere gli innesti ancora un po' legati, specialmente a motore freddo. E le ruote da 20 pollici, che caratterizzano in modo così unico il design, accentuano le vibrazioni sul pavé e sui tombini, nonostante la spalla non sia ribassatissima e l'assetto, invece, sia piuttosto molleggiato.

UN ACCESSORIO IRRINUNCIABILE In manovra i sensori e la telecamera di retromarcia, che trovo di serie sulla mia versione Bose, sono utilissimi, perché la Scenic non è tra le auto più semplici da parcheggiare a colpo d'occhio. Non sono disponibili, va detto, per la versione base chiamata Life e sono invece compresi in un pacchetto che costa 600 euro sulla versione Zen: il consiglio è di non rinunciarvi.

MI BASTA LA ECO Il motore diesel di 1.600 cc e 130 cavalli è un po' rumoroso in accelerazione, ma abbastanza generoso anche impostando la modalità di guida Eco, che riduce al massimo consumi ed emissioni. Di fatto ho condotto quasi tutta la prova in questa modalità, perché non sentivo il bisogno di più sprint. La modalità Sport, in ogni caso, fa molta differenza: sia nella sensibilità dell'acceleratore sia nella propensione all'allungo del motore, che in Eco è invece un po' strozzato. I consumi? Con uno stile di guida normale la mia media è stata di 7,6 litri per 100 chilometri.


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