Autore:
Massimo Grassi

BASTA E AVANZA Chi ha bisogno di spazio e viaggia praticamente sempre con famiglia (numerosa) al seguito può salire sulla CX-5. E chi invece vuole un suv firmato Mazda ma non ha bisogno di tutti quei centimetri? Semplice: può salire sulla Mazda CX-3, il suv di dimensioni compatte (4,2 metri di lunghezza) della Casa giapponese. Naturalmente anche lui è figlio di Kodo Design e Jinba Ittai, le due filosofie costruttive che accomunano tutte le nuove Mazda.

AFFILATO Peccato che non sia rossa la “mia” Mazda CX-3 ma di un grigio che forse non le rende giustizia. Le linee mi piacciono e sembrano quelle di una CX-5 in miniatura. Sembra quasi che la CX-3 faccia di tutto per non apparire come un suv, con linee sfuggenti che non ne appesantiscono il corpo. Il muso punta la strada e conferisce alla giapponese un andamento quasi sportivo mentre il montante C gioca a nascondino e alleggerisce di molto il posteriore. Non sono un’amante del genere, ma devo dire che in Mazda hanno fatto un gran bel lavoro.

TUTTO INTORNO A ME Il giapponese lo mastico solo se sotto forma di sushi ma so che Jinba Ittai sta a indicare il legame tra cavallo e cavaliere. Lo stesso che Mazda vuole far ritrovare all’interno di CX-3 e tutte le sue sorelle minori e maggiori. Questo significa sono al centro dell’attenzione. Come una star che cammina lungo il tappeto rosso io e gli altri occupanti abbiamo tutti gli occhi su di noi e nell’abitacolo non c’è particolare che non sia studiato per offrirci il meglio del comfort e dell’ergonomia. Dandoci l’impressione di essere in simbiosi con l’auto, con un buon livello di comodità. Giusto chi siede in mezzo sul divanetto posteriore non gode di tutta la comodità promessa.

CAVALLO, CAVALIERE E BAGAGLI Con una lunghezza di 4,2 metri la Mazda CX-3 non può fare miracoli quanto a capacità di carico e rimane nella media del segmento con un minimo di 350 e un massimo di 1.260 litri di spazio utile. In 4 non viaggerete con bagagli immensi, ma per una coppia con bambino il suv giapponese può rappresentare l’unica auto di famiglia.

TOCCO E GIRO Jinba Ittai significa ad esempio che il sistema di infotainment lo posso gestire tramite tocchi sul monitor quando sono fermo e tramite rotella quando l’auto è in movimento. Bene, peccato però che così anche il passeggero sia obbligato ad agire sulla rotellina, ma con la mano sinistra. Poco male, ci farà l’abitudine. C’è poi un’altra cosa che non mi esalta particolarmente: il quadro strumenti. È tutto ridotto ai minimi termini e in un’epoca dove i monitor spuntan come funghi davanti a me ho poche ed essenziali informazioni. Per fortuna c’è l’head up display che mi aiuta.

LA QUALITÀ Per il resto dentro la Mazda CX-3 mi trovo circondato da una buona qualità generale con pochissime cadute di stile, come ad esempio alcune plastiche nascoste un po’ croccanti. Mi piace il design della plancia centrale, minimal ma con tutto quello che serve.

SCELTA OBBLIGATA Voi un suv come lo scegliereste? Dite diesel e, perché no, magari col cambio automatico? Bene, è proprio come quello che ho guidato io. Quindi dovete prendervi anche la trazione integrale. Poco male, questo significa più sicurezza e la certezza di muoversi facilmente anche in caso di nevicate copiose. Lo scotto lo si paga con consumi maggiori, ma su questo ci torneremo dopo.

ABBASSA LA VOCE Il 1.5 diesel da 105 cv e 270 Nm ha numeri che permettono alla Mazda CX-3 di muoversi disinvolta in praticamente tutte le occasioni, peccato però che non sappia farlo a voce sempre bassa. Appena avviato e in accelerazione la sua voce entra un po’ troppo in abitacolo, per poi tornare a livelli normali quando si viaggia a velocità costante.

PRECISIONE DA SAMURAI A farvi dimenticare la voce del 1.5 ci pensa lo sterzo: preciso e diretto, un piacere. La posizione è quella giusta e portare la CX-3 tra le curve si rivela un piacere, grazie anche all’assetto rigido ma mai scomodo. L’unica pecca è l’angolo di sterzata: quando vi trovate a muovermi in spazi stretti dovete mettere in conto qualche manovra in più.

QUANDO TI PRENDE LA SETE Parlavo prima dei consumi: tra autostrada, città, statali e qualche pezzo in montagna con un po’ di saliscendi la Mazda CX-3 mi ha restituito una media di 6,7 litri ogni 100 km. Nulla di davvero eccessivo, ma lontano da quanto dichiarato dalla Casa. Sono sicuro che senza i chili in più della trazione integrale avrebbe fatto decisamente meglio. Ecco qualcosa su cui riflettere in caso di acquisto: meglio cambio automatico, trazione integrale e qualche sosta in più dal benzinaio o cambio manuale, trazione anteriore e consumi ridotti? Anche perché il prezzo cambia un tot: 26.120 per l’anteriore e 29.870 per l’integrale con l’automatico.


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