UN NUOVO TELEFONO A CONCHIGLIA Nei giorni scorsi Motorola ha presentato la sua nuova versione del Razr, un telefono con schermo pieghevole che, lungi dall’essere poco più che un tuffo nel passato per nostalgici (come lo sono stati gli ultimi Nokia), rappresenta come allora la promessa di un futuro ancora da venire, ma non troppo lontano. Anche se costoso.

PASSATO E FUTURO INSIEME Sono passati più o meno quindici anni da quando il mondo girava con i telefoni a conchiglia in tasca, i cosiddetti flip phone che si chiudevano con una mano sola (e quanto ci sentivamo fighi nel compiere quel gesto!). Il più ambito era indubbiamente il Motorola Razr, caratterizzato da un design pulito ed elegante e i suoi colori, destinato a rimanere uno degli oggetti di culto dei primi anni Duemila.

UNO SCHERMO PIEGHEVOLE Se siete scettici nei confronti degli schermi pieghevoli, sappiate di non essere i soli: al di là del fallimentare lancio del Galaxy Fold di Samsung, l’idea è talmente rivoluzionaria rispetto a quello a cui siamo abituati da lasciare comprensibilmente perplessi, e cauti nell’approcciarla. In ogni caso, che piaccia o meno, gli schermi pieghevoli sono ormai una realtà, migliorano in continuazione e diventeranno sempre più efficienti e funzionali. Nel suo approccio volutamente retrò, il Motorola Razr potrebbe essere l’apripista di una nuova generazione di telefoni, o di come li usiamo tutti i giorni.

Lo schermo aperto del Motorola Razr 2019

PICCOLO MA NON TROPPO La prima cosa che convince è la dimensione: invece di essere uno smartphone che si apre e diventa un tablet, è un telefono che chiuso sta comodamente in tasca, e una volta aperto si trasforma in un “normale” smartphone con uno schermo da 6,2 pollici. Da chiuso, il telefono è spesso solo 14 mm (come l’originale del 2004); una volta aperto non ci si trova davanti al vecchio tasterino in basso e allo schermo a cristalli liquidi in alto, ma un display OLED da 6,2” perfettamente piatto con risoluzione 876x2142 pixel (circa 373 ppi). La parte sporgente in basso, presente anche nell’originale, ospita in questa nuova versione il sensore per il riconoscimento dell’impronta digitale. Lo schermo OLED ha una buona risoluzione, ma la tecnologia relativamente recente lo rende comunque un po’ “plasticoso” nell’aspetto e nella resa dei colori: diciamo che potrebbe non essere lo schermo d’elezione per la visione di contenuti multimediali.

CHIUSURA ROBUSTA Una volta aperto, lo schermo rimane rigido grazie alle placche di acciaio poste sul retro e alle due cerniere. Il meccanismo è stato studiato a lungo dagli ingegneri Motorola, ed è il frutto di ventisei prototipi sviluppati negli ultimi quattro anni in collaborazione con Lenovo (che possiede Motorola). Il produttore sembra abbastanza sicuro della robustezza del suo sistema, al punto da non aver dichiarato il numero massimo di aperture/chiusure che è in grado di sopportare prima di rovinarsi, né si è premunito - fino a questo momento, perlomeno - di avvisare gli utenti di usarlo con particolare cautela. Anche se, al prezzo a cui viene venduto, non “giocarci” è quasi un imperativo morale. Il dispositivo sarà garantito un anno (due in Europa, con ogni probabilità), e le sostituzioni dello schermo fuori garanzia dovrebbero costare circa 300 euro.

MINI-SCHERMO SECONDARIO Lo schermo esterno da 2,7” è invece un più economico G-OLED da 600x800 pixel che permette di visualizzare le notifiche, messaggi e chiamate in arrivo. Senza dover aprire ogni volta il telefono, è possibile rispondere usando l’assistente vocale. Lo schermo esterno serve anche per gestire la riproduzione di brani musicali.

FOTOCAMERE E HARDWARE Come tutti gli smartphone moderni, anche il Razr ha due fotocamere, una da 16 megapixel al centro dello schermo principale e una da 5 MP. Quella principale ha una modalità notturna per le foto al buio. Come lo schermo grande, però, non aspettatevi prestazioni da top di gamma. Per il resto, le specifiche sono grossomodo quelle che ci si aspetta da un telefono nel 2019: GPS, SIM virtuale, NFC, resistenza alla polvere e agli spruzzi d’acqua, 128 GB di spazio per app e foto e 6 GB di RAM, Bluetooth 5.0. Nessuno slot di espansione, e assente anche il jack per le cuffie.

PROCESSORE E BATTERIA Il processore del nuovo Motorola Razr è uno Snapdragon 710, progettato più per l’efficienza e i bassi consumi che le prestazioni estreme; del resto, i telefoni Android di quest’anno sono mossi dallo Snapdragon 855, e quelli dell’anno venturo dallo Snapdragon 865. La batteria da 2.510 mAh dovrebbe garantire una durata accettabile, in linea con gli standard odierni.

PREZZO Il nuovo Motorola Razr dovrebbe arrivare entro l’inizio del prossimo anno a un prezzo che si aggira intorno ai 1.500 euro. Tanti, ma si sa, la vita degli early adopter è costellata di sacrifici. E poi, volete mettere la soddisfazione di chiudere il telefono con il gesto di una mano dopo una chiamata?


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