Autore:
Danilo Chissalè

PARTNERSHIP PREZIOSA Il Gran Premio del Mugello, tappa italiano del Campionato del Mondo, ci ha permesso di scoprire grazie a Kenwood (Radio Communication Supplier) quanta tecnologia sia necessaria per il buon esito di una manifestazione trasmessa in ogni angolo del pianeta. Già, perché i protagonisti sono le moto e i nostri beniamini ma senza la tecnologia per vedere un GP sarebbe necessario recarsi in circuito… per 20 volte, con 20 alberghi prenotati e almeno il doppio dei voli. Non proprio una cosa da due lire.

TUTTO SOTTO CONTROLLO Durante la tappa italiana Kenwood mi ha permesso di entrare nell’area51 del paddock di ogni GP, la sala radio della Dorna. Da qui tutto viene registrato o trasmesso in tutto il mondo. La tecnologia messa a disposizione da Kenwood ha permesso ai tecnici dell’organizzazione spagnola di ridurre costi, consumi, ingombri e migliorare la qualità delle trasmissioni. Il merito va alla tecnologia DMR che evita tra l’altro che dei mal intenzionati possano ascoltare comunicazioni delicate come lo stato di salute di un pilota dopo un incidente.

ITALIA FACILE In un continuo snocciolare di dati tecnici interessanti per gli operatori del settore (per me aramaico antico nonostante qualche nozione di elettrotecnica) mi ha colpito come la morfologia di un circuito possa semplificare la vita, o al contrario complicarla, ai tecnici. Un circuito come quello del Mugello, posto all’interno di una conca naturale è un gioco da ragazzi, il più difficile risulta invece il tortuoso circuito del Sachsenring che si snoda su due diversi versanti di una collina. Anche Misano, prossimo appuntamento in terra italiana, essendo praticamente pianeggiante non rappresenta una grossa sfida. Insomma, buon cibo, clima mite e lavoro semplificato, per gli addetti ai lavori venire in Italia è sempre un piacere.


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