OCCASIONE SFUMATA Il 2020 è stato un anno durissimo - sportivamente parlando - per Andrea Dovizioso. Il forlivese veniva da tre secondi posti nella classifica iridata, e non ha saputo cogliere l'occasione della vita venutasi a creare con l'assenza di Marc Marquez, per vincere il tanto agognato titolo. Saputo o potuto, visto che la Ducati non ha offerto una moto competitiva su tutte le piste ma è anche vero che, a parità di mezzo, Andrea non è stato costantemente il miglior ducatista della stagione, ma è stato talvolta messo dietro, a turno, da Miller, Bagnaia, Zarco e - in un'occasione - persino dallo spento Petrucci del 2020.

ADDIO MOTOGP Gli errori tra Dovizioso e della Ducati sono stati diversi, e non solo tecnici o in pista, e probabilmente più di tutto ha pesato il clima da separati in casa che entrambe le parti hanno contribuito a creare. E così, con l'inevitabile divorzio certificato nelle prime fasi del campionato (e dopo l'annuncio del quale, tuttavia, Dovi ha vinto la sua unica gara dell'anno a Spielberg) e concretizzatosi dopo l'ultima bandiera a scacchi della stagione a Portimao, il pilota di Forlimpopoli ha rinunciato a rimanere nell'ambito della MotoGP, scegliendo di non diventare tester (nella fattispecie della Yamaha), come hanno fatto prima di lui dagli altri assi della serie Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo, e lasciando il sedile M1 a Cal Crutchlow dopo aver lasciato quello della Desmosedici a Jack Miller.

PORTE APERTE Cosa farà Dovi nel 2021? Derubricata a chiacchiera da bar il possibile approdo temporaneo in Honda in sostituzione di Marc Marquez, Andrea si dedicherà alla su grande passione: il motocross. ''Sinceramente non mi sentivo ancora pronto per fare semplicemente il test driver'', ha spiegato ai microfoni di Sky Sport - ''Con questo non voglio dire che fare il collaudatore non sia importante, però mi sento ancora un pilota. In questo momento di motocross (scherza). Non sto cercando un modo di rientrare a tutti i costi'', ha poi aggiunto Andrea: ''mi interessano solamente i progetti di un certo tipo e perciò se dovesse esserci la possibiltà di tornare in sella, nel 2021 come nel 2022, sarò il primo a esserne contento e a parlarne, altrimenti non c'è problema''.
Nasce a Roma nell’82, cresce a Viterbo, poi torna nella città natale per laurearsi in Architettura e decidere che, fino a quel momento, è stato tutto un gioco. Le vere passioni sono i motori e il giornalismo sportivo, coltivate anche negli anni accademici attraverso collaborazioni. Nel 2013 entra a FormulaPassion.it, e in sei stagioni trascorse a seguire Formula 1 e MotoGP (anche sul campo) matura una esperienza straordinaria, un bagaglio che lo porterà a rivestire il ruolo di coordinatore della redazione. Dall’estate 2018 trova posto nella famiglia MotorBox, per continuare a seguire con passione e competenza le discipline regine del motorsport.



