Autore:
Gilberto Milano

Il tabacco è quello marca Copenhagen che Colin ama masticare quando scende dalla moto, unico pilota in tutto il circus mondiale con questo vizietto. Il texano dalla faccia pulita, il sorriso facile e un mondiale Superbike appena cucito sulla tuta è l’uomo della “provvidenza” che Ivano Beggio, patron dell’Aprilia, ha fatto di tutto per portarsi in Casa. Un duro che in pista non molla mai e che dovrebbe portare in cascina qualche buon risultato. Le ambizioni del resto non sono irraggiungibili: entro i primi sette, secondo le dichiarazioni ufficiali dello stesso Beggio.

Il sushi (si fa per dire visto il caratterino) è quello di Noriyuki Haga, poche parole rilasciate a fatica, due orecchini massicci ai lobi e lo sguardo furbetto. Due combattenti lui ed Edwards, con il pregio di saper anche collaudare la moto, parlare con i meccanici e mettere a punto la Cube come nessun altro.

Il resto lo faranno i 98 uomini in rosso e blu del team veneto diretti dall’ingegner Jan Witteveen, forti ormai di un anno di esperienza nel MotoGp e ora più motivati che mai a spingere sull’acceleratore. Quanto a lei, la RS Cube, del filo da torcere sembra in grado di darlo anche ai più quotati marchi giapponesi.

Il tre cilindri in linea da 990cc è un trionfo di cavalli e tecnologia che nella versione al debutto vanta numeri da primato, con oltre 220cv a 15.000 giri, monoblocco in lega di alluminio, quattro valvole per cilindro a richiamo pneumatico, raffreddamento a liquido a circuito sigillato, iniezione elettronico-digitale e controllo dell’acceleratore by wire, senza cavi di nessun genere, ma solo impulsi elettrici.

Chiudono la scheda tecnica il cambio in lega di alluminio a sei rapporti, interamente estraibile, telaio in allumino a doppia trave inclinata, sospensioni Hohlins a steli rovesciati, forcellone in alluminio o carbonio con bracci a disegno differenziato, freni Brembo in carbonio (anteriore a doppio disco – 290/320 mm; posteriore a disco singolo di 218mm), ruote in lega di magnesio o carbonio da 16,52/17”. Un bolide lungo poco più di due metri (2.030mm) con un interasse di 1.410mm e un peso leggerissimo di 135 kg.

Buio fitto invece sull’aspetto economico di tutta l’operazione. “Costa tanto” si limita a dire Beggio, ammettendo che un grosso contributo è arrivato dallo sponsor principale, quell’Alice di Telecom Italia che oltre al rosso ha imposto anche il nome al team: Alice Aprilia Racing per la precisione. Ferrari insegna...