Prova su strada

Honda Pantheon 125-150


Avatar Redazionale , il 18/02/03

18 anni fa -

Nuovo look spigoloso e motori a iniezione per il nuovo Pantheon 125 e 150. L'evoluzione dello scooterone Honda mantiene le caratteristiche che lo hanno fatto apprezzare da tanti scooteristi italiani, ma dà un giro di vite ai consumi e alle emissioni. Tanta tecnologia in più a prezzi concorrenziali.

COM’E’

Dopo cinque anni di assoluto immobilismo estetico, il Pantheon 125  si dà finalmente un cambio di tono. Le sedute dal dietologo e dal visagista hanno dato i risultati sperati, così che il nuovo Pantheon si presenta al suo pubblico forte di un’estetica moderna, moderatamente aggressiva e di una silhouette di tutto rispetto.

LINEE VERTICALI Del suo predecessore si può dire che non riprenda nulla, anche se piccole soluzioni tecniche sono ancora presenti. Le forme paciose ed allungate del vecchio Pantheon hanno lasciato spazio a moderne ed eleganti linee spigolose, con uno sviluppo più verticale del disegno. Tutto lo scooter si rifà ai dettami del nuovo Honda V-style (già utilizzato su VFR e Dylan), così, al posto del vecchio nasone, il frontale presenta ora ampi elementi vetrati dall’inconfondibile disegno a "V", ben a filo con la carrozzeria.

AMPIE VETRATE

Alcentro spicca il gruppo ottico multi-reflector (rimasto nella sua configurazione originaria sovrapposta "piggyback"), mentre ai lati, gli indicatori di direzione si allungano lungo tutto lo scudo, accentuando il design spigoloso dello scooter Honda. Per il retro, i designer si sono ispirati al lussuoso Silver Wing (o ai nuovi Aprilia Atlantic 125-200?), da cui il Pantheon ha ereditato una linea più filante e sportiveggiante, con la coda rivolta verso l’alto ed il portapacchi in resina a fare da "spoiler".

SALE LA SELLA

A conferma dello sviluppo verticale del nuovo Pantheon, la sella (completamente ridisegnata e più simile a quella del Dylan), si è alzata di 25 mm rispetto al vecchio modello. In ogni caso i  770 mm (contro i vecchi 745 mm) non sono certo una altezza da vertigine, anche per chi non è lungo di gamba. In compenso i "due piani" riservati a pilota e passeggero hanno ora un dislivello meno accentuato.

PARSIMONIOSO

Sotto le nuove plastiche, il Pantheon 2003 cela importanti novità tecniche, facendo incetta di tutto il know-how sviluppato in questi anni dalla Honda. Il telaio in tubi d’acciaio deriva da quello sviluppato per l’@ (con un interasse più lungo), così come le nuove motorizzazioni quattro tempi raffreddate a liquido di 125 e 150 cc. In più c'è la chicca dell'iniezione elettronica. Grazie alla "solita" PGM-FI, il nuovo Pantheon si pone come punto di riferimento per quanto riguarda i consumi (37-40 Km/lt. di media), con un risparmio di oltre il 45% rispetto al vecchio 2T e di oltre 8% rispetto ai più recenti @, SH e Dylan.

ECOLOGISTA

Sul fronte ecologia, invece, Honda ha fatto segnare un ulteriore passo in avanti, equipaggiando il Pantheon con il sistema di catalizzazione HECS3, semplificato e migliorato rispetto a quello montato sulle moto di grossa cilindrata, rispettando i probabili standard della futura normativa Euro-3, il nuovo. Limiti che il Pantheon raggiunge senza nemmeno l'ausilio del sistema d’immissione d’aria secondaria.

UNA LEVA PER DUE 

La forcella telescopica mantiene gli steli da 33 mm di diametro, ma l’escursione alla ruota scende a 85,7 mm, mentre una solida coppia di ammortizzatori regolabili e con un’escursione alla ruota di 98,1 mm, si affianca al forcellone oscillante. Sono nuove le ruote in alluminio pressofuso con cerchi a tre razze, con all’anteriore il nuovo formato da 13" che monta un pneumatico da 110/90, mentre al posteriore ritroviamo il 12" abbinato ad un pneumatico da 130/70. L’impianto frenante ripropone la coppia di dischi di 240 mm (pinza a tre pistoncini) all’anteriore di 220 mm al posteriore (pinza a singolo pistoncino, più la valvola ritardante), abbinata al sistema di frenata combinata CBS, a detta dei tecnici Honda migliorato e semplificato rispetto alle vecchie versioni.

DI TUTTO, DI PIU'

Proponendosi ad una clientela esigente e, dovendo confrontarsi con una agguerrita concorrenza, il Pantheon offre tutto l’offribile, come la luce di cortesia e la presa elettrica nel sottosella (apribile direttamente dal blocchetto d’accensione, come il tappo della benzina posto sul tunnel centrale), il sistema di frenata combinata evoluto (idraulico e non più meccanico come sull’@), una strumentazione completa ed originale nel design, con al centro il tachimetro elettronico, affiancato dagli indicatori della temperatura dell’olio e del carburante. Non mancano il display LCD, con doppio trip parziale, l’orologio e la serie di spie ad avvisare su qualsiasi malfunzionamento. Inoltre, sono presenti il doppio cavalletto e l’interruttore ana/abbagliante

ANCORA MENO

Con i nuovi Pantheon, la Honda è intenzionata più che mai a riprendersi un posto in prima fila e per garantirsi ciò, confida anche in una agguerrita politica di prezzo, proponendo i nuovi scooter a prezzi decisamente concorrenziali, capaci di dare una scrollata ad un mercato che fatica a mantenere i vecchi ritmi di vendita. Il 125 sarà venduto a 3.299 Euro, mentre con soli 200 Euro in più (3.499 Euro) si potrà portare a casa la versione 150.

COME VA

Insieme al rinnovato look, il Pantheon 2003 porta con sé un nuovo modo di andare in scooter, simile a quello di una moto per quanto riguarda la stabilità, sicurezza e maneggevolezza, ma sempre con la consapevolezza di essere uno scooter, quindi con grande attenzione al comfort di marcia, alla praticità d’uso e ad un’ampia versatilità.

POSIZIONE OBBLIGATA

La nuova impostazione è subito avvertibile una volta saliti in sella. Il busto assume una posizione più eretta, le braccia rimangono sempre vicine al corpo, mentre le pedane non più piatte, ma inclinate verso l’alto, non meno libertà di movimento longitudinale che in precedenza, costringendo chi guida ad una sistemazione più raccolta. Nonostante questo, le distanze manubrio, sella e pedane sono ben rapportate tra loro e il livello di comfort offerto è rimasto elevato. La nuova sella a due piani ravvicinati ha una superficie di appoggio eccellente, ospita comodamente piloti e passeggeri di qualsiasi taglia o dimensione, ma l’appoggio lombare per il pilota non da più lo stesso sostegno-sollievo di una volta, così nei lunghi tragitti si accusa una certa stanchezza alla base della schiena.

BEN COPERTI La protezione offerta dal nuovo scudo e dal parabrezza di serie sono di buon livello, al pari dello stesso vecchio Pantheon 2T, da cui eredita piccole "perdite" d’aria sulla parte alta delle cosce, rimediabili con l’aggiunta dei "baffi" laterali offerti in optional. Il parabrezza, invece, copre bene spalle, busto e casco e, per quanto mi ricordi, è forse uno dei pochi che non infastidisce la visuale di chi guida, qualunque sia la sua altezza. Anche nella versione full-optional, il parabrezza maggiorato offre un’ottima visuale, protegge meglio e, insieme ai paramani, il Pantheon non mostra il fianco ad alcuna critica, proteggendo su tutti i fronti chi sta alla guida. Unico appunto è per la scelta cromatica di tali optional: al posto del solito nero avremmo preferito l’abbinamento con il colore della carrozzeria.

IL SOLE BACIA I BELLI

Con il sole a scaldare l’asfalto, il mare calmo a farci da sfondo e poco vento ad infastidire la guida, il Pantheon si è pavoneggiato tra le curve della costiera francese, dando conferma delle ottime doti dinamiche che i tecnici Honda enfatizzavano. Maneggevolezza, stabilità, prontezza del motore, sono tutte qualità che abbiamo ritrovano piacevolmente in sella al nuovo Pantheon.

FACILE PER TUTTI

La distribuzione dei pesi è decisamente azzeccata: sia da fermo sia in movimento, il Pantheon non mette in imbarazzo nessuno. In due, inoltre, non si avverte la fastidiosa sensazione di "ritardo" del retrotreno nei cambi di direzione od il maggior peso, proprio per la vicinanza tra i due piani della sella che fanno alzare poco il baricentro.

OTTIMO TRA LE CURVE

La scelta di allungare l’interasse rispetto al modello precedente ha portato un ulteriore miglioramento della stabilità alle alte velocità, mentre l’uso della ruota da 13" all’anteriore, non ha rallentato lo scooter in ingresso curva, anzi ne ha aumentato la sensazione di rigore. Una volta impostata la traiettoria, il Pantheon segue la linea immaginaria senza sbavare, facilitando possibili correzioni in caso di errori di valutazione.

COMPROMESSO RAGGIUNTO Ottima la resa di entrambe le sospensioni: perfette anche nella guida veloce, ottime nel filtrare le asperità del manto stradale, la forcella (aiutata dal gommone "spalla alta" da 13") e la coppia di ammortizzatori posteriori (il vecchio Pantheon ne aveva uno solo), sopportano benissimo anche il carico ulteriore di un passeggero e di bagagli extra.

EROGAZIONE PIENA Entrambe le motorizzazioni hanno confermato ciò che già si sapeva sul loro conto, ponendosi tra i migliori propulsori 125 e 150 sul mercato. Prontezza di risposta al comando del gas e trasmissione impeccabile sono i punti forti dei cuori dei nuovi Pantheon che si differenziano tra loro non tanto sulle velocità massime (rispettivamente 110 e 125 orari indicati), quanto per la coppia liberata ai bassi e medi regimi, decisamente a favore del 150. Inoltre, rispetto all’@, hanno guadagnato un’erogazione ancora più morbida e piena grazie all’adozione dell’iniezione elettronica. Insomma, sono perfetti, nessuna sbavatura di funzionamento, anche se sono sembrati alla lunga un po’ più rumorosi della media.

FRENA BENE

Dulcis in fundo, il sistema di frenata combinata CBS (montato già su altri scooter di alta gamma Honda), sembra finalmente convincere, per una migliore distribuzione della forza frenante sui due freni. Il Pantheon frena bene in ogni situazione, sia che si usi solo una delle leve al manubrio (con la sinistra si aziona il disco posteriore ed il pistoncino centrale dell’anteriore), sia entrambe contemporaneamente.
Pubblicato da Alfredo Verdicchio, 18/02/2003
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