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Il BackStage


Avatar Redazionale , il 25/04/07

14 anni fa -


L'ISOLA DEI FAMOSI Quest'anno va di moda provare le moto su un'isola e anche noi nel nostro piccolo ci siamo organizzati. Per il confronto delle 600 2007 siamo approdati in Sardegna esplorando così un tratto di questa splendida isola ma anche (per la prima volta per un test), un nuovo circuito, quello di Mores, nato da poco ma con tanta voglia di farsi conoscere. Nel nostro stile ci siamo andati ''ruote a terra'', anche perché in questo modoabbiamo potuto utilizzare le nostre cinque reginette nel modo più completo possibile.

1000 KM DI TUTTO Autostrada, statale, un po' di curve e tornanti e poi pista, tutto per percorrere quasi 1.000 km in due giorni, traghetto compreso. E questo è anche il punto di forza del circuito sardo, i prezzi sono bassi il clima clemente quasi tutto l'anno e se ci si pensa bene la Sardegna è meno lontana di quel che si pensi.


C'È DA PENSARCI Ogni sera alle 20 un traghetto della Grimaldi Lines salpa da Genova in direzione Porto Torres, con circa 80 € s'imbarca la moto e si dorme in una comoda cabina, si sbarca alle 7 del mattino, si percorrono circa 55 km e si è in pista per le 9 in punto, pronti a girare a sfinimento. Poi la sera alle 8 un'altra nave vi riporta a Genova, per le 7 del mattino. Se fate bene i vostri conti, il tempo impiegato è lo stesso che se si andasse a girare in continente e soprattutto si spende meno. Lo abbiamo sperimentato di persona per questo test.

PRENDIAMOLA LARGA Michele di Hi-Power vuole tenersi comodo con i tempi, per cui ci raduna tutti sull'attenti alle 4 del pomeriggio tenendo conto che per andare a Genova ci vuole un'oretta si e no possiamo arrivare giusto in tempo per fare le pulizie nella nave in attesa del nostro imbarco....


TURISMO VELOCE Moto con bagaglio al seguito e via per le vie di Milano. I manubri bassi non sono il massimo per la città e nemmeno per l'autostrada, insomma con queste sportive viaggiare sul dritto vuol dire soffrire, chi più chi meno tutte impongono sacrifici che vengono ripagati solo se sai che la meta sarà sfogarsi in pista. La velocità giusta è quella consigliata dal codice (abboniamo i 10 km/h accademici indicati dai contakm) perché è quella in cui la spinta del vento bilancia il peso caricato sui polsi, oltre quel ritmo il collo manda segnali preoccupanti, sotto sono i polsi a dare qualche segno di insofferenza. Ma i 100 km da Milano al porto di Genova non sono comunque un problema anche per queste moto.

TRAGHETTO DI LUSSO La nave ''Fantastic'' (un nome un programma) della Grimaldi è bella, rifinita alla grande, belle cabine, e al ristorante si mangia anche bene. La traversata notturna arriva giusta giusto in contemporanea con la perturbazione atlantica che porta freddo e vento sulla Sardegna, per cui il mare è un po' sull'agitato ma mentre sei sdraiato nella tua cuccetta il dondolio ha lo stesso effetto della cullata per il poppante. Alle 7 siamo belli pimpanti per attraversare questo pezzo di Sardegna (di questi tempi fantasticamente deserta) arriviamo a Mores giusto in tempo per l'apertura del circuito.


SCARPE UGUALI Prima però dobbiamo lavare le moto (i fotografi, si sa, hanno le loro esigenze) e gommarle tutte uguali per avere un parametro di riferimento omogeneo. Per questo test le gomme protagoniste sono le nuove Continental Race Attack le nuove gomme supersporive omologate della casa tedesca che possiamo provare in anteprima.

CORDOLI SARDI Finalmente è l'ora di conoscere da vicino il circuito di Mores, il proprietario ha una passione esagerata, il circuito è adesso cortino, 1650 m, (già iniziati i lavorio per portarlo a oltre 3000 m) ma si dà già arie da grande con un paio di saliscendi, una esse veloce (da terza piena con le 600) e un bel curvone in discesa. Le strutture sono ottime e sul rettilineo d'arrivo c'è un tribunone da fare invidia a quello di Le Mans. La pista è tutta per noi, e giriamo praticamente a sfinimento scambiando moto e opinioni non dimenticandoci anche di prendere qualche tempo.

TEMPI CON METODO Trasponder sul serbatoio ci siamo dati un metodo il più possibile scientifico. Moto con gomme uguali (le già citate Race Attack) e assetto standard, 10 giri in progressione per ogni moto tutti nella stessa ora del giorno per evitare di avere troppi sbalzi termici che potessero influenzare la prova. Per uniformare il più possibile il giudizio le prime due moto provate sono state riprovate alla fine, quando il tester ormai ''caldo'' e assuefatto al circuito poteva girare sempre e costantemente vicino al proprio limite. Il tempo medio rappresenta la media dei cinque migliori giri, edè quindi rappresentativo non solo del giro più veloce (che potrebbe essere dato dal ''giro della vita'' del pilota) ma del passo che si riesce ad ottenere con ciascuna moto.


VALORI IN CAMPO I risultati, non è certo una sorpresa, rispecchiano quanto si sta evidenziando nel mondiale Supersport, segno che le moto da corsa sono effettivamente vicine ai prodotti di serie almeno come valori in campo. Poi su strada, ovviamente, cambiano parecchie cose, le differenti filosofie emergono in modo prepotente e le trovate riassunte nei commenti delle singole moto.

GRANDINE Per il test team è invece ora di tornare e per non farci mancare niente alla fine di questa bella giornata ci becchiamo anche una grandinata lungo la strada per il traghetto, dove ci attende una bella doccia calda in cabina.


UN PO' DI CURVE Autostrada? Naaaa. La mattina dello sbarco a Genova la voglia di curve non ci è ancora passata per cui disertiamo volentieri per un pezzo la A7 per dirigere le ruote verso l'appenino ligure giusto per capire come si muovono le moto tra i tornanti. Quando rientriamo a Milano i contakm segnano quasi mille km in più di cui 300 in pista.


Pubblicato da Redazione, 25/04/2007
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