Autore:
Paolo Sardi
Pubblicato il 28/11/2005 ore 11:39


COMPARSA? NO, GRAZIE Bollare come snobismo la scelta della Vyrus di non partecipare al Salone di Milano sarebbe sin troppo facile. Una simile decisione ha invece a ben vedere un suo fondamento logico. Nel caos della fiera, la Casa riminese avrebbe forzatamente ricoperto il ruolo della semplice comparsa. Con la ribalta monopolizzata dalle best-seller più acclamate, alla Vyrus hanno così deciso di presentare la loro ultima novità su un palco magari un po' defilato ma tutto per loro. Come dar loro torto?!

PUNTO DI PAREGGIO L'ultima creazione (anche se la si potrebbe quasi chiamare creatura...) dell'atelier romagnolo porta il nome di 985 C3-V4 e utilizza il motore Ducati Testastretta in luogo del mille a due valvole raffreddato ad aria della versione 984 C3-2V. I tecnici Vyrus hanno scelto di adottare il desmo bolognese in configurazione Euro 3 da ben 150 cv, per un rapporto peso/potenza prossimo a 1 kg/cv, visto che la massa a vuoto dichiarata è nell'ordine dei 157 kg.


PIADINA DESIGN

Per questa versione la Vyrus ha scelto di mantenere praticamente immutate le linee scarne ed essenziali che l'hanno resa famosa. Pochi i ritocchi imposti dalla nuova meccanica: tra i principali ci sono un grintoso doppio scarico sotto il codino, i radiatori disposti a V sotto il blocco motore e un inedito telaietto anteriore in carbonio. Per il resto si ritrova applicato quello che scherzosamente si è meritato l'appellativo di "piadina design": pochi ingredienti per un risultato comunque gustoso.

PELLE E OSSA Le sovrastrutture, in particolare, sono ridotte ai minimi termini: niente forme giunoniche ma una bellezza pelle e ossa, alla Kate Moss. Un serbatoio esile da 14,5 litri, una sella rigorosamente monoposto, un cupolino attillato e un parafango dalla linea molto pulita sono le uniche sovrastrutture della 985 C3-V4, cui si aggiunge la lunga presa d'aria in carbonio che si protende in avanti neanche fosse la lancia di un guerriero medioevale impegnato in un torneo.


SCULTOREA

A tenere banco sono così soprattutto i componenti del telaio, che gravitano attorno a due piastre scultoree a forma della lettera greca omega. Tutto è realizzato in lega leggera, con tecniche artigianali e con molti pezzi ricavati dal pieno. Dalle pedane alle leve dei comandi a pedale, abbondano i particolari capaci causare la lussazione della mascella ai cultori del genere. Per non parlare del massiccio forcellone posteriore asimmetrico e di quello anteriore, con l'atipico sistema di sterzo, che rimpiazza la tradizionale forcella telescopica.

SU MISURA Disponibile dal prossimo mese di marzo, la 985 C3-V4 ha un costo di 53.750 euro. E' un prezzo già salato ma destinato a lievitare se, come è probabile, non si dovesse riuscire a resistere alla tentazione di personalizzare la propria Vyrus. Molte le possibilità offerte in tal senso, tanto sul fronte estetico quanto su quello tecnico, con il faro allo xenon e il cambio elettronico ad aprire la lista.

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