Pubblicato il 23/11/20

La sicurezza in moto è uno dei temi più delicati e diffusi quando si parla di due ruote, di qualsiasi tipologia. Ma a quanto pare, è proprio il tipo di moto a fare la differenza in caso di incidente. Le prestazioni del mezzo non centrano, ma quello che può influire in un infortunio grave o meno è proprio la posizione in sella. È quanto afferma uno studio condotto dagli enti australiani Transurban Road Safety Center e Neuroscience Research Australia. Questo studio parte dal fatto che, in Australia, il traffico è composto per il 5% da moto, ma il 25% delle persone portate in ospedale in seguito a un incidente sono motociclisti. Tra gli infortuni più comuni – e gravi – che si possono riscontrare in questo contesti riguardano quelli al bacino, ovvero a tutta la parte inferiore del tronco. Questi traumi possono anche essere debilitanti: talvolta possono causare la paralisi della zona inferiore del corpo. Il motivo principale è l’impatto con il serbatoio.

La prova della Harley-Davidson Low Rider S

Gli studi eseguiti in laboratorio hanno dimostrato che, in uno stesso impatto, due tipologie di moto diverse portano a differenti traumi. Le moto cruiser, con la schiena dritta e le gambe basse, sono ''più rischiose'' (dal punto di vista della posizione di guida) di una supersportiva, che invece presentano una postura più rannicchiata, con il pilota proteso verso la zona anteriore. A fare la differenza è anche la distanza del corpo dal serbatoio: più si è lontani, più il colpo sarà forte e traumatico. Gli enti di ricerca stanno pensando di catalogare le moto in base alla loro “pericolosità” sotto questo aspetto, oltre al fatto che questo studio potrebbe influenzare le case motociclistiche a disegnare dei serbatoi più “sicuri”.


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