Anteprima:

Suzuki Stratosphere


Avatar Redazionale , il 20/10/05

15 anni fa - Sei cilindri per sognare

Faccia da Katana e una marea di cilindri per questo prototipo che Suzuki mostra in anteprima a Tokio. Potenza super per un motore che riporta in auge frazionamenti dimenticati.


C'ERA UNA VOLTA
Erano gli anni in cui quasi tutti i costruttori di moto si cimentavano in frazionamenti decisamente fuori dalla norma. Per andar forte occorreva fari girare forte il motore, e per farlo girare forte si frazionava all'inverosimile, basti pensare alle Honda GP 125 (cinque cilindri!) o 250 sei cilindri, per arrivare alla Guzzi 500 Gp con il suo incredibile 8 cilindri. Un'epoca che pensavamo definitivamente tramontata. Invece, come accade nella moda, tutto torna prima o poi. Ci pensa Suzuki a portare in voga il superfrazionamento. Nel caso della Stratosphere, prototipo presentato a Tokio i cilindri sono "solo" sei, in linea con disposizione frontemarcia

SINUOSA Il problema principale di una tale disposizione è l'ingombro frontale che però sembra essere risolto brillantemente. in Suzuki con questo propulsore di 1100cc accreditato di 180 cv che dalle foto appare molto compatto. Ne è nata così una linea sinuosa e sportiva, che si rifà senza mezzi termini alle Katana degli anni 80 con sella lunga per favorire la posizione aerodinamica e sellino posteriore limitato per il passeggero.


IN COMPAGNIA
Dovesse arrivare sulle nostre strade questa Suzuki si potrebbe confrontare per ora solo con la Honda Goldwing a pari frazionamento, anche se i cilindri in questo caso sono boxer. Negli anni 70, motori di questo tipo erano invece quasi usuali, basti ricordare la Honda CBX 1000, la Benelli 750 e 900 Sei, Kawasaki Z1300, o anche la Laverda V6 o, più di recente, il prototipo della Morbidelli V8 (mai andata in produzione). Chissà che questo sia l'inizio di un ritorno dei superfrazionati. Per il momento la Stratosphere si mostra solo al salone, in compagnia di una versione ridotta a 400 cc della GSR appena presentata a Parigi.


Pubblicato da Fabio Pellizzoni, 20/10/2005
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