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Suzuki Burgman 650: l'ultrascooter


Avatar Redazionale , il 17/09/01

20 anni fa -

Dopo aver stroncato la concorrenza (per il momento) nel settore delle ipersportive con la serie GSX-R, la casa di Hamamatsu si appresta a fare lo stesso con gli scooter. Innanzitutto il nome: si chiamerà ancora Burgman, consolidando quindi il family feeling con la famiglia che per prima ha avuto il "coraggio" di sfondare quota 250. E che non solo si allarga verso l'alto con il 650 ma anche verso il basso con i "piccoli" 125 e 150.

NUOVO LIMITE

Il re del Salone è indubbiamente lui. Imponente, tecnologico, il Burgman 650 è in effetti un ulteriore passo avanti nella direzione della moto automatica. Chi si aspettava un mezzo sportivo potrà in parte rimanere deluso. L'ultra-Burgman, infatti, sembra seguire più la strada intrapresa dal comodoso Honda Silver Wing che non quella dello sportivo Tmax. Questo Burgman è uno scooter "più" in tutti i sensi. È il più innovativo, il più grosso di cilindrata e, probabilmente, anche il più potente (nonostante i cavalli non siano ancora stati dichiarati). Sarà anche il più costoso (per ora) con una cifra che si dovrebbe attestare attorno i 18.000.000 di lire; probabilmente sarà anche il più pesante (dichiarati 215 kg a secco), indubbiamente il più tecnologico.

NON SOLO AUTOMATICO

Se lo osservate bene non potrete non notare i due pulsantini UP e Down sul manubrio. Sta proprio qui il segreto del Burgman 650, nella sua nuova trasmissione automatica denominata SECVT. Il principio è quello già utilizzato nelle automobili. Nell'uso normale la trasmissione funziona né più né meno come una normalissima trasmissione per scooter. Il SECVT è però gestito elettronicamente ed ha due differenti tarature da utilizzare alla bisogna. Nella funzione "Drive" quella totalmente automatica, il modo "Normal" consente accelerazioni più morbide e minori consumi, in pratica il motore è fatto girare più tranquillo. Nel modo "Sport", invece, il motore è tenuto ad un regime più elevato, e si hanno le massime performance in accelerazione. Ma, ed è qui il plus offerto dal 650 Suzuki, volendo si può anche cambiare manualmente.

MAGICO BOTTONE

Sì, avete capito bene: manualmente. Non con cambio e frizione, ma semplicemente con i due famosi pulsanti posto sul manubrio. Un servomotore muove la puleggia condotta e la blocca in 5 differenti posizioni. La sensazione sarà quindi quella di una vera e propria cambiata e questo spiega anche la presenza nel cruscotto del Burgman 650 (piacevolmente full digital e con tanto di contagiri) dell'indicatore di rapporto.

MOTORE FISSO

Come vuole la tendenza degli over, il motore è fissato rigidamente al telaio e c'è un vero e proprio forcellone d'alluminio. Il bicilindrico del Burgman oltre a promettere prestazioni record (si parla di 170 all'ora effettivi) è anche molto attento alle emissioni inquinanti. Ha quattro valvole per cilindro, due contralberi antivibrazioni, l'iniezione elettronica (due corpi farfallati da 32 mm) e il catalizzatore allo scarico con sonda lambda che abbatte le emissioni e consente al Burgman di rispettare agevolmente le norme Euro 2.

GOMME DA MOTO

Il telaio è di tipo tubolare d'acciaio e dai disegni tecnici giunti in redazione sembrerebbe che la forcella sia una vera forcella motociclistica con due piastre, proprio come accade sul Tmax. Ad avvicinare il Burgman alle moto sono i pneumatici e i freni: la ruota anteriore ha un diametro di 15 pollici e monta un pneumatico da 120/70; al posteriore c'è addirittura un 160/60 (misura tipica di una moto 600 cc sportiva di un paio d'anni fa), cosa che lascia ben sperare sulla tenuta di strada. Per fermarsi utilizza tre dischi curiosamente non forati ma "baffati". La coppia anteriore ha diametro 260 mm ed è morsa da pinze flottanti a doppio pistoncino. Il disco posteriore da 230 mm utilizza invece una pinza a due pistoncini contrapposti.
Pubblicato da Stefano Cordara, 17/09/2001
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