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Suzuki Burgman 125-150


Avatar Redazionale , il 19/09/01

20 anni fa - Il piccolo Burgman

Piccola cilindrata, maxi spazio per i due nuovi Burgman 125-150 che vanno a completare la gamma dei maxi scooter Suzuki. Come per i fratelli maggiori massima attenzione al comfort. Il motore quattro valvole promette buone prestazioni.

Come è accaduto alla concorrenza, anche il Burgman allarga la famiglia non solo con l’opulento 650 ma anche con le versioni di cilindrata minore (125 e 150). I due "Burgmannini" sono in effetti l’altra novità esposta a Milano da casa Suzuki e sono particolarmente interessanti per il nostro mercato in quanto gli scooter di cilindrata 125 e 150 sono quelli che attualmente si vendono di più.
Burgman non è più quindi un marchio legato ad un solo modello, ma il nome di una vera e propria famiglia di scooter, attualmente è anche la più numerosa del mercato visto che con i nuovi arrivi può contare su ben 5 cilindrate 125, 150, 250, 400, 650.

MIDIMAXI

Piccoli solo nella cilindrata i nuovi Burgman, perché quanto a dimensioni non sono secondi a nessuno. Pur senza raggiungere la lunghezza esagerata del fratellone 250/400 si difendono bene con i loro 2085 mm e con un interasse di ben 1450 mm. Numeri che la dicono lunga sull’abitabilità dei nuovi arrivati.

NUOVA LINEA

Il family feeling con la famiglia Burgman è evidente anche se i due neonati hanno un look più accattivante dei fratelli maggiori, che al loro cospetto paiono invecchiare di colpo. Elegante il frontale, con il doppio faro a parabola complessa, che promette cavalcate notturne in tutta sicurezza; filante la linea, con un alto parabrezza pronto a proteggere pilota e passeggero. A proposito il doppio sellone su due piani (quello del pilota è a soli 705 mm da terra) è pronto ad ospitare comodamente sia l’uno che l’altro. Sotto, tanto spazio per i bagagli o per due caschi integrali disposti in modo quantomeno inusuale. Agli oggetti personali d’uso frequente è dedicato invece lo scomparto dietro lo scudo protetto da serratura. Grande cura per i dettagli dunque: il vano sotto la sella è illuminato, il blocchetto d’accensione (come accade sui fratelli maggiori) è blindato da uno sportellino sbloccabile magneticamente con la stessa chiave d’accensione. La strumentazione è analogica e fornisce tutte le indicazioni che servono ma è sprovvista del contakm parziale.

PIEDI VICINI

Tra le buone idee proposte da Burgman va citata senz’altro la pedana che si rastrema proprio nel punto dove passano le gambe al momento di poggiare i piedi a terra. È una soluzione che avevamo già visto sull’Adiva e che ritroviamo volentieri anche sul maxi di casa Suzuki, avere i piedi più vicini all’asse della moto significa soprattutto avere un appoggio più sicuro e questo non è certo un male.

MOTORE MODERNO

Il motore è stato sviluppato appositamente per questi scooter, partendo dalla già buona base di quello dell’Epicuro 125-150. Quattro valvole e raffreddamento a liquido ne fanno un’unità moderna e veloce. Non viene però dichiarata la potenza massima anche se i tecnici Suzuki affermano di aver posto particolare attenzione all’erogazione che hanno voluto corposa fin dai regimi più bassi a dispetto della cilindrata contenuta.

RESPIRA PULITO

In ossequio alle norme antinquinamento, che si fanno sempre più severe, il mono Suzuki monta un dispositivo d’aria secondaria e un catalizzatore allo scarico. Le norme Euro 2 sono così rispettate senza l’ausilio dell’iniezione elettronica, entrambi i Burgman montano infatti un carburatore a depressione da 24 mm.

SCARPE GROSSE

Tradizionale la ciclistica con il gruppo motore-trasmissione oscillante due ammortizzatori regolabili e una forcella telescopica all’anteriore. Appoggiato su cerchi da 12 pollici, Burgman sfoggia anche una gommatura generosa (130/70 al posteriore 110/70 all’anteriore) e un impianto frenante adeguato che sfrutta due dischi da 220 mm stretti da pinze flottanti a doppio pistoncino parallelo.
Sarà disponibile a febbraio con prezzi attorno ai 7.000.000/7.500.000 lire.
Pubblicato da Stefano Cordara, 19/09/2001
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