Royal Enfield FT450: flat track con la Guerrilla 450
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Royal Enfield FT450: quando la Guerrilla 450 si trasforma per l'offroad


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1 anno fa - La Royal Enfield Guerrilla 450 si trasforma in FT450, moto da flat track

Royal Enfield ha presentato FT450, una Guerrilla 450 modificata ad hoc per il flat track: scopriamo tutto di questa novità

La nuova Guerrilla 450 si veste da offroad, o meglio da flat track. FT450, infatti, è la moto che Royal Enfield ha presentato in India per la scuola specialistica della disciplina sull'ovale di terra. Scopriamo come cambia la moto.

MENO FRONZOLI È una moto da ovale la nuova FT450 di Royal Enfield, quindi addio a tutto il superfluo. Niente fari, fanali, targa né indicatori di direzione o display, una bella tabella portanumero davanti e il gioco è servito. Anche il parafango anteriore si fa da parte, mentre il codino diventa tronco e la sella monoposto più lunga e piatta. Ma dal punto di vista strettamente tecnico cosa differenzia la FT450 dalla Guerrilla 450?

COSA CAMBIA La modifica più rilevante è l'arrivo dei nuovi cerchi da 18'' a raggi in luogo di quelli in lega da 17'', mentre scompare il disco freno anteriore e con esso anche la leva al manubrio (sulle moto da flat non si usa). Visto l'uso track only della FT450 arriva anche uno scarico aperto a dare un po' di tono in più – e magari qualche CV e NM – al monocilindrico da 452 cc. Tutte le modifiche, peraltro, dovrebbero permettere a questa FT450 di Royal Enfield di scendere significativamente di peso rispetto ai 185 kg della Guerrilla 450 (se ve la siete persa, qui la prova della roadster). FT450 sarà solo la moto da flat track della scuola Royal Enfield o ci sarà spazio anche per una versione in commercio? Il tempo ci darà le risposte...

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Pubblicato da Michele Perrino, 30/11/2024
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Michele Perrino
Michele Perrino
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…

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