Pubblicato il 16/12/2019 ore 18:55

TESI H2, BIMOTA PROVA L’ABS Dopo la sensazionale presentazione avvenuta a EICMA 2019, la nuova Bimota Tesi H2 prosegue senza sosta i collaudi, in vista del suo arrivo sul mercato nel 2020. La sportiva italiana, realizzata in collaborazione con Kawasaki (che detiene una parte delle quote di mercato della Casa riminese), si sta evolvendo verso la fase finale di sviluppo e le foto che ci arrivano mettono nero su bianco un muletto, in officina e in pista, spogliato delle carene e completamente attrezzato di strumenti per le prove di frenata ABS. Test che, secondo le voci dei tecnici impegnati sul campo, hanno raggiunto risultati straordinari. 

Nuova Bimota Tesi H2: le prove di frenata ABS in pista

MOTORE KAWA SOVRALIMENTATO La Tesi H2 avrà il compito di rinverdire i fasti della Casa di Rimini nel segmento delle sportive ultratecnologiche e potrà farlo contando sull’ultima evoluzione del quattro cilindri bialbero di Akashi, sovralimentato mediante compressore centrifugo e derivato dalla H2R, che dovrebbe raggiungere la strabiliante potenza di circa 300 CV – ma questi sono rumors non ancora ufficializzati. Quello che c’è di vero è che la moto marcia spedita verso la produzione in veste quasi definitiva.

Nuova Bimota Tesi H2: il motore da 300 CV derivato dalla Kawasaki H2R

TECNICA ALLO STATO DELL’ARTE Al di là dello stile modernissimo e derivato dagli attenti studi aerodinamici (ci sono anche le immancabili alette integrate), e di un telaio a Omega costruito in piastre d’alluminio ricavate dal pieno, la nota tecnica più particolare è la sospensione anteriore, che non sfrutta una forcella tradizionale, ma un forcellone a doppio braccio. Questa soluzione rappresenta il marchio di fabbrica della gamma Tesi di Bimota fin dal primo modello, commercializzato nel 1990, ed è caratterizzata da un sistema di sterzata integrato nel mozzo della ruota anteriore. La moto sarà equipaggiata con il top della componentistica, compresi ammortizzatori Ohlins e pinze freno Brembo Stylema. Naturalmente bocche cucite sul prezzo (che non sarà alla portata di tutti…), almeno finché non sarà definita la data effettiva di presentazione, ma è chiaro che bisognerà attendere ancora qualche mese.


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