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Confederate X132 Hellcat Speedster


Avatar Redazionale , il 20/08/14

7 anni fa - La Confederate X132 Hellcat Speedster è opera di Pierre Terblanche

La Confederate X132 Hellcat Speedster è opera di Pierre Terblanche, il designer sudafricano padre anche della prima Ducati Multistrada. Sarà venduta a un prezzo di 65.000 dollari e tirata in soli 65 esemplari

MATITA DISCUSSA Dopo aver fatto molto discutere ai tempi in cui era designer Ducati, firmando modelli come la prima Multistrada e la 999, il sudafricano Pierre Terblanche torna a fare parlare di sé Oltreoceano. In America, infatti, la Confederate lo ha chiamato a disegnare la sua gamma prossima ventura e la sua prima realizzazione può esser considerata questa Confederate X132 Hellcat Speedster, profonda evoluzione della Hellcat già a catalogo.

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INGREDIENTI CLASSICI Gli interventi non stravolgono la filosofia di fondo del marchio e la Confederate X132 Hellcat Speedster mantiene quelle che sono le peculiarità di tutte le Confederate: fisico scultoreo, dettagli curati come se fossero opere d'arte e componentistica di primissima qualità. Rispetto alla Hellcat vulgaris, la Speedster si distingue soprattutto per il serbatoio e la sella monoposto in carbonio (stesso materiale impiegato anche per i parafanghi e i cerchi da 18 pollici), oltre che per l'enorme gomma posteriore da 240. A ben vedere, però, le novità si annidano in ogni dove, tanto che lo stesso Terblanche parla di una moto completamente nuova.

DA LECCARSI I BAFFI Scorrendo la scheda tecnica, sono molti i punti che meritano una sottilineatura, a partire dal motore. Quest'ultimo è un bicilindrico a V di 56° da ben 132 pollici cubi, pari a 2.163 cc, capace di 123 cv di potenza e di una coppia di quasi 190 Nm. A fargli da spalla ci sono un cambio Drag Racing a cinque marce e la trasmissione finale a catena, mentre l'alimentazione è a iniezione elettronica. Quanto alle sospensioni, spazio a una forcella a steli rovesciati WP da 48 mm e a un mono Race Tech, entrambi completamente regolabili. Sui freni c'è invece la griffe Beringer, tanto a livello dei dischi quanto della pinze monoblocco a quattro pistoncini montate radialmente; l'unico intruso - di lusso - è il disco posteriore Brembo. Con un quadro del genere, trova in parte un senso anche il prezzo, fissato a 65.000 dollari (poco meno di 50.000 euro) per ciascuno dei 65 esemplari previsti.


Pubblicato da Paolo Sardi, 20/08/2014
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