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Loris Capirossi presenta il GP di Valencia


Avatar Redazionale , il 20/09/01

20 anni fa -

Il campione imolese ci introduce al GP di domenica anticipando la sua strategia di gara e guidandoci, curva dopo curva, nelle insidie della pista spagnola.

"Valencia è una bella pista, abbastanza tecnica anche se forse è un po’ troppo lenta per la 500, perché diventa difficile sfruttare tutta la potenza disponibile: la moto tende sempre ad impennare e quindi bisogna avere una buona trazione fuori dalle curve.

Poi ci sono molte staccate da affrontare

con la moto ancora piegata ed è quindi molto difficile trovare la messa a punto ideale. Diciamo che è una pista divertente sotto il profilo della guida, anche se non si può certo annoverare tra le preferite dai piloti della 500, ed anche impegnativa per il fisico, perché è tutto un susseguirsi di curve che in gara saranno da percorrere per molti giri. Un tracciato dove il pilota, come sempre, può fare la differenza ma dove è fondamentale azzeccare la giusta messa a punto.

E’ un circuito che mi diverte abbastanza: l’anno scorso stavo andando bene, prima di scivolare per un problema alla moto, perciò spero di rifarmi quest’anno. Finalmente ho ricevuto qualche pezzo nuovo dalla Honda ed anche se non siamo certo arrivati al livello della moto di Valentino non mi posso lamentare. Speriamo arrivi qualcosina ancora prima della fine della stagione, perché il secondo posto in classifica è ancora distante ma l’importante è crederci, anche se Max è stato fortunato a prendere ugualmente punti nonostante le cadute.

A Valencia

si respira anche un’atmosfera particolare: infatti sembra di correre all’interno di uno stadio. Questo grazie al fatto che il tracciato è compresso entro un’area limitata, perciò il numerosissimo pubblico gode della vista di gran parte del tracciato dalle ampie tribune che circondano il perimetro dell’impianto.

Azzeccare la giusta messa a punto è difficile, quanto essenziale

: bisogna lavorare molto sull’avantreno, perché ci sono molte staccate che si affrontano con la moto ancora inclinata ed è quindi facile perdere l’anteriore. Ma al tempo stesso è necessario avere pure una buona trazione, perché sono quasi tutte curve lente ed è quindi molto difficile scaricare la potenza nella fase di accelerazione.

Dopo essere transitati davanti ai box

, in sesta, arriviamo alla prima staccata scalando in terza marcia per affrontare l’impegnativo curvone verso sinistra. Quindi inseriamo la quarta per arrivare ad una delle staccate più difficili: una violenta frenata, scalando fino alla prima per affrontare la curvetta a sinistra. Grande accelerazione, cercando di contrastare la volontà della moto di impennare, salendo fino alla terza e, dopo una piega a sinistra, torniamo in seconda per affrontare una destra.

Manteniamo la seconda per affrontare la successiva destra, terza in uscita e nuovamente seconda per una sinistra che ci immette nel rettilineo posteriore dove torniamo a scaricare tutte le marce fino alla sesta, con la quale affrontiamo il veloce curvone a sinistra che ci porta ad una delle staccate più delicate, perché si affronta con la moto ancora piegata ed è quindi facilissimo perdere l’anteriore, per affrontare in seconda il tornantone a destra che ci porta ad un altro tratto tormentato.

Violenta accelerazione

e terza che manteniamo nella esse veloce, quindi nuovamente seconda per un altro tornantone a sinistra. Nuova accelerazione, scaricando terza e quarta marcia per arrivare alla curvettina a destra, di seconda, che ci immette in un veloce curvone che gira a destra con la pista leggermente in salita. Questo è un altro dei tratti più impegnativi: una lunga piega si percorre in accelerazione parzializzando l’acceleratore perché è facilissimo perdere sia l’anteriore sia il posteriore e quindi si arriva alla staccata successiva con la moto ancora inclinata. Seconda per la curva di ritorno che ci riporta sul rettifilo del traguardo, dove torniamo a scaricare tutte le marce e possiamo riprendere fiato per un attimo.
Pubblicato da Eugenio Mosca, 20/09/2001
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