Pubblicato il 20/09/2001 ore 19:26

Con la vittoria portoghese Valentino Rossi prende il volo e mette una seria ipoteca sul titolo iridato 2001 riportando, quasi senza colpo ferire, il proprio vantaggio in classifica alla bellezza di 43 punti di vantaggio. Abbiamo detto senza colpo ferire non perché il folletto di Tavullia non abbia meriti, anzi, ma semplicemente perché in questo è stato certamente agevolato dal doppio harakiri di Biaggi. E se la caduta di Brno, per quanto difficile da digerire, ci poteva stare, la nuova scivolata all’Estoril ha preso la forma di un inequivocabile KO, che lascia il campione romano nello stato d’animo di un pugile finito a tappeto senza sapere da che parte è arrivata la "castagna".

Una situazione particolarmente frustrante, perché maturata in una fase di gara in cui, per sua stessa ammissione, Max non stava forzando più del solito, consapevole dei limiti della sua Yamaha rispetto alle Honda di Rossi e Capirossi. Una sensazione che lascia Biaggi in uno stato di impotenza nei confronti del tavulliano e della sua Nsr, come ha tenuto a ribadire lo stesso campione romano. E con questo siamo alle solite: naturalmente non abbiamo elementi certi per asserire senza ombra di dubbio che una moto sia decisamente meglio dell’altra, con il conseguente condizionamento dei valori in campo, quindi possiamo solo limitarci a fare delle supposizioni in base a quanto visto nelle gare disputate finora.

Certo, è innegabile che la Nsr abbia quel pizzico di qualità in più, ma non certamente il vantaggio che aveva mostrato di avere a inizio stagione. E ad onor del vero va detto che pure Valentino Rossi ci mette tanto del suo: nella fase di messa a punto, durante la quale dopo qualche screzio è ora perfettamente coadiuvato dalla squadra, ma soprattutto in gara, Rossi ha dimostrato ancora una volta di essere immune da condizionamenti psicologici di qualunque tipo. Dote fondamentale per un campione completo. E forse proprio questo ha rovinato i piani di Biaggi, che dopo la vittoria al Sachsenring e nell’immediata vigilia di Brno aveva dato il via ad una guerra psicologica, carta che in passato si era rivelata spesso un vero e proprio "jolly", lanciando diverse frecciate all’indirizzo del rivale giurato.

Gli ultimi due round si sono rivelati, invece, disastrosi per il romano che ha dovuto trangugiare dosi massicce dell’amara medicina propinatagli dal "Dottor" Rossi. Ora, per il "Gladiatore" la strada si fa più che mai in salita e, per prima cosa, Max dovrà reagire psicologicamente al doppio ko, cercando di mantenere viva la lotta in pista per non allentare la pressione sull’hondista. Cosa non certo semplice, perché anche il prossimo gran premio, quello di Valencia appunto, vede l’anglo marchigiano ancora in veste di favorito, almeno per due buone ragioni: il circuito salotto spagnolo ricalca almeno in parte le caratteristiche del tracciato portoghese, dove la Honda ha mostrato di adattarsi meglio della Yamaha; qui Rossi godrà del vantaggio di aver potuto effettuare i test due settimane orsono (grazie alla regola che consente alle squadre di scegliere due tracciati su cui poter svolgere prove prima dell’effettuazione del gran premio).

Per contro, Valentino non dovrà farsi prendere la mano come avvenne l’anno scorso quando, scivolando, vide svanire nella polvere le residue possibilità di contrastare Roberts nella lotta per il titolo. Situazione, però, completamente differente da allora, quando in veste di debuttante non aveva nulla da perdere, mentre ora si trova nella comoda, ma anche scottante, posizione di leader che può contare su un congruo vantaggio. Insomma, non tutto è ancora perduto per Max, ma a questo punto solo un "regalo" di Rossi potrebbe rimettere in gioco lo scettro della classe regina.

Ormai fuori dai giochi per il titolo, invece, Loris Capirossi che, dopo aver finalmente ottenuto qualche pezzo buono dalla Honda, potrebbe togliersi qualche soddisfazione da qui alla fine del campionato. Decisamente in calo, guarda caso dopo le voci di un suo possibile accordo con l’Aprilia, le prestazioni di Barros, così come i due yamahisti Abe e Nakano, entrambi però giustificati dagli acciacchi dei recenti infortuni, mentre Mc Coy appare in leggera ripresa.

Checa e Roberts vivacchiano tra alti, pochi per la verità, e bassi, mentre è sempre buio pesto per Haga e Criville, con l’unica differenza che lo spagnolo ha già ricevuto ufficialmente il benservito dalla Honda, mentre per il giapponese, che potrebbe anche tornare in Superbike, è solo questione di tempo. Un quadro che mostra in modo evidente la differenza di valori oggi esistente in 500, con il nostro tris d’assi capace di fare la differenza sul resto del gruppo. Non ci resta che attendere la prossima sfida a tre.

Classifica mondiale dopo 11 gare


-220 punti Valentino Rossi
-177 punti Max Biaggi
-147 punti Loris Capirossi
-107 punti Alex Barros
-100 punti Shinya Nakano

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