MotoGp 2011

Gran Premio d'Olanda


Avatar Redazionale , il 25/06/11

10 anni fa - La prima di Spies

La prima di Spies è da fenomeno. L’americano ad Assen straccia tutti e costringe Stoner sulla difensiva. Simoncelli atterra Lorenzo con l’ennesimo errore, Rossi è quarto ma sempre troppo distante. E intanto Dovizioso, zitto zitto…

YAMAHA DI NUOVO AL VERTICE Beh diciamo che le gare della MotoGP non sono certo lo spettacolo più adrenalinico a cui si possa assistere. Però gli spunti non mancano, anche perché tra errori, cadute e ribaltoni ogni volta capita qualcosa. Ad Assen la Yamaha, con un fantastico Ben Spies, è tornata a brillare costringendo le Honda a difendersi. Anche quella di Stoner, che dopo aver fatto i diavolo a quattro a Silverstone in terra d’Olanda non ha mai brillato ed è anche caduto in prova per cui non era in condizioni fisiche ottimali. Ma del resto non è che Assen stia proprio simpatica all’australiano, che qui ha vinto solo nel 2008.

BENTORNATO ELBOWZ Spies invece ama questa pista, anche in Superbike aveva fatto impressione e stavolta non ha dato possibilità a nessuno mostrando che quando ha la moto come piace a lui Ben non è secondo a nessuno. Partito a razzo si è fidato delle gomme (che sono nell'occhio del ciclone perchè con questo freddo il rischio High Side è altissimo nei primi 4-5 giri) e in un paio di giri ha rifilato 4 secondi agli inseguitori, rintuzzandone gli attacchi con una serie di giri veloci. Insomma, stavolta è stato Spies a fare lo Stoner. Il week end dell’americano è stato quasi perfetto, a parte la pole sfumata per 9 millesimi che, dicono, lo abbia fatto molto arrabbiare.

SIC, BASTA CADERE! Pole che è andata al solito Marco Simoncelli, sempre più veloce, sempre più incisivo in prova e sempre più sciupone in gara. Stavolta (come all’Estoril) sono bastate 5 curve per vederlo a terra e rovinare una gara che ragionando con calma poteva essere sua. Peccato che nella sua caduta abbia coinvolto anche Jorge Lorenzo, proprio quello che più ce l’ha con lui per la sua condotta di guida, diciamo “spregiudicata”. Incidente di gara, è ovvio, ma Lorenzo non ha risparmiato parole di fuoco verso il talento di Coriano, chiedendo provvedimenti alla direzione gara e che a Simoncelli venga ritirata la licenza per una gara. Entrambi, comunque, sono riusciti a ripartire rimediando in parte al disastro (Lorenzo in particolare che è arrivato sesto) e anche al problema di vedere solo 10 piloti in pista.

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DOVI SEMPRE PIÙ AVANTI Intanto, di tutti questi errori ne approfitta Dovizioso. Andrea è costante, ultimamente spesso sul podio e sempre più veloce, anche se i distacchi da Stoner sono ancora consistenti. Oggi è riuscito anche a mangiare punti a Lorenzo che non è così lontano in campionato. Non c’è modo migliore per dimostrare a Shuei Nakamoto, responsabile della HRC, che lui alla fine è un buon investimento.

NUOVA DUCATI, STESSO RISULTATO In una giornata in cui sono partiti in 16 per l’assenza di Capirossi, causa la brutta botta presa sabato, Rossi non ha saputo fare meglio della quarta fila in qualifica. Eppure, tutti e forse lui più di altri, riponevano grandi speranze nella nuova Ducati GP 11.1 (in pratica una GP12 con motore 800). Parecchia stampa parlava già di “miracolo italiano” dopo che Rossi ha stampato buoni tempi nelle libere bagnate.

AZZARDO Ma i miracoli non si fanno, e l’azzardo a questi livelli è più rischioso che altro. Chiunque abbia fatto un po’ di corse sa che in gara non si sperimenta mai, non si provano nemmeno i pezzi nuovi, figuriamoci una moto intera. La mossa della Ducati è stata decisamente azzardata e ha il sapore dell’ultima spiaggia, oppure della voglia di pensare già al futuro portandosi avanti con i lavori per quando arriveranno le 1.000.

ALTALENA Il risultato però non è molto incoraggiante (ma con una moto completamente nuova sarebbe stato impossibile pretendere di più), Rossi continua con il suo rendimento altalenante: buono il venerdì quando fa ben sperare i suoi tifosi, lento in qualifica quando i suoi tempi sono poco più rapidi di quelli delle prove libere mentre gli altri abbassano di 2 secondi. Decisamente più competitivo la domenica quando, Silverstone esclusa, Rossi riesce sempre a essere il primo ducatista al traguardo, e per un motivo o per l’altro a portare a casa punti pesanti. Come il podio di Le Mans anche il quarto posto di Assen è figlio di una notevole dose di fortuna, ma certo non è colpa di Rossi se gli altri cadono. Piuttosto a far riflettere deve essere il distacco da Spies: 30 secondi sono tanti, troppi.

ASPETTANDO IL CALDO In questo periodo il calendario della MotoGP è senza respiro: il prossimo Week End si va al Mugello, e lì la Ducati non spererà nella pioggia, spererà nel caldo, caldo che fino ad ora non c’è quasi mai stato e che dovrà aiutare la Desmosedici a mandare in temperatura le Bridgestone. Ovvio che al Mugello (pista prova della Ducati) tutti si aspettino un buon risultato, ma al Mugello ci saranno anche gli altri e saranno in parecchi ad avere buoni motivi per andare forte. Pochi giorni e potremo capire come andranno le cose.  


Pubblicato da Stefano Cordara, 25/06/2011
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