Autore:
Daniele Zeri

PRIMO TITOLO Questo fine settimana l’iconico circuito inglese di Brands Hatch ospiterà l’ultima tappa della stagione inaugurale della W-Series, l’emergente campionato interamente femminile che vede al via 18 delle migliori pilote dell’automobilismo mondiale. La lotta per lo storico titolo e per il montepremi da 500 mila dollari vede ancora in lizza la britannica Jamie Chadwick e l’olandese Beitske Visser, separate da 13 punti. In griglia anche l’italiana Vicky Piria.

Jamie Chadwick in pista. La giovane pilota britannica ha 13 punti di vantaggio

LE CRITICHE Un campionato polarizzante, la W-Series ha finora raccolto consensi contrastanti anche da parte di alcune personalità del motorsport femminile: ormai celebri le critiche della pilota di Formula 3 Sophia Floersch e della veterana della Indy 500 Pippa Mann, le quali sostengono con forza la parità competitiva di genere e dunque vedono nella W-Series una inutile “segregazione” e un passo indietro nella promozione del motorsport femminile. L’ex collaudatrice della Sauber F1 Simona de Silvestro ha inoltre sollevato dubbi sull’utilizzo di un montepremi così elevato, meglio impiegato secondo la svizzera in un programma di sviluppo per giovani ragazze in categorie miste.

LA RISPOSTA Dall’altro canto, è arrivata dalla pista la risposta della nuova serie creata da Catherine Bond-Muir, la quale può contare sulla presenza di pilote di assoluto rilievo ma soprattutto un approccio profondamente innovativo per le categorie addestrative. Perché di ciò si tratta: un campionato che ha come scopo la crescita sportiva e mediatica delle partecipanti per il loro reinserimento ai vertici dei campionati misti. Non chiamatela Formula 1 femminile, dunque: non un punto di arrivo per impossibilità di competere con gli uomini, ma un’occasione di crescita in un ambiente altamente professionale che mira ad un raggiungimento ideale di parità numerica a lungo termine nella categoria regina del motorsport.

La concentrazione di Beitske Visser prima del via della gara di Assen

INNOVAZIONE Di sicuro la W-Series si è da subito distinta per l’approccio fortemente innovativo del suo modello di business. Non più team che debbano sostentare le loro operazioni attraverso richieste milionarie agli sponsor personali (e molto più spesso alle famiglie stesse) dei giovani piloti, ma un unico team gestito direttamente dall’organizzazione del campionato, con vetture identiche sorteggiate a rotazione tra le partecipanti di weekend in weekend. In questo modo, la W-Series ha messo al bando i cosiddetti “piloti con la valigia”, introducendo un rivoluzionario programma di selezioni dal quale sono uscite le 18 pilote titolari, più due riserve. Hanno potuto così far ritorno sulla scena internazionale talenti promettenti costretti all’inattività dalla penuria economica, così come giovani altrettanto di valore che non avrebbero probabilmente avuto l’opportunità di competere a questi livelli su vetture di formula 3, in maniera totalmente gratuita.

COSA È SUCCESSO FIN QUI? Al weekend inaugurale di Hockenheim dello scorso maggio, si è assistito al dominio assoluto di Jamie Chadwick, attuale development driver del team Williams in Formula 1. La ventunenne, dopo essersi laureata campione britannico GT in giovanissima età ed aver trascorso alcuni anni in monoposto vincendo gare nel British F3 e dominando il campionato MRF Formula, non poteva che essere la grande attesa di questa stagione. La Chadwick ha condotto in testa ogni singola sessione sul tracciato tedesco, facendo temere di avere già “ucciso” il campionato. A Zolder non è però mancata la risposta di un’altra pilota di grande esperienza, l’olandese Beitske Visser. Ufficiale di casa BMW, ex GP3 e World Series by Renault, la Visser ha dimostrato di saper tenere testa a Jamie Chadwick vincendo l’appuntamento belga, mentre Alice Powell (la prima donna a conquistare punti in GP3) saliva per la seconda volta sul podio.

Lo spettacolare incidente che ha visto protagonista Alice Powell

CALENDARIO CORTO Con soli 6 round a gara singola previsti, la costanza è la virtù che si rivelerà decisiva nell’assegnazione di questo primo titolo. Sul tracciato nostrano di Misano è stata ancora Jamie Chadwick a portare a casa il bottino, non senza però essersi confrontata in pista questa volta con Beitske Visser e con la pilota del Lichtenstein Fabienne Wohlwend (già campionessa delle finali mondiali del Ferrari Challenge), autrice della pole position. Nel weekend di boa del campionato è invece sbocciata la stella Marta Garcia, spagnola diciottenne che ha conquistato pole e vittoria sul difficile tracciato cittadino del Norisring. Seguita dalle immancabili Visser e Chadwick, la Garcia è tornata alle competizioni dopo un passato ai vertici del karting internazionale e una brevissima esperienza nel programma di sviluppo della Renault F1, che l’aveva lasciata senza un sedile e budget.

NUOVE PROTAGONISTE È proprio la seconda parte di stagione a decretare l’iniziale successo della W-Series: se l’esperienza aveva fatto la differenza nei primi appuntamenti, con l’avanzare del campionato i gap si sono fatti più ridotti, la griglia più competitiva e le gare sempre più spettacolari. Ad Assen, la finlandese Emma Kimilainen ha colto una autorevole vittoria dopo essere stata costretta a saltare tutta la prima metà di stagione a causa di un infortunio. Alice Powell, sfortunatissima a Misano e al Norisring, è tornata sul podio accanto all’onnipresente Chadwick.

ESPERIMENTI L’appuntamento olandese ha anche visto l'introduzione di una speciale gara extra-campionato in cui le venti Tatuus T-318 motorizzate Alfa Romeo hanno per la prima volta sperimentato una seconda manche con griglia invertita, basata non sui risultati di gara 1 ma sui punteggi di classifica generale. In questo modo, pilote che non avevano fino a questo momento avuto modo di mettersi in mostra nelle posizioni che contano si sono trovate protagoniste di una delle competizioni più incredibili degli ultimi anni (la gara è visibile interamente sul canale YouTube della categoria). La canadese Megan Gilkes, zero punti in classifica iridata, ha dunque incredibilmente vinto la sua prima gara per 3 soli millesimi di secondo su Alice Powell, partita dalla 17ma posizione. Nonostante non ci fossero punti in palio, l'esperimento è stato utile alla W-Series per valutare soluzioni alternative per espandere il calendario.

Jamie Chadwick a colloquio con uno dei suoi ingegneri

POSTA IN GIOCO Si arriva quindi a Brand Hatch con la favorita Chadwick all'appuntamento di casa e con 13 punti di vantaggio su Beitske Visser, la quale tenterà in ogni modo l'assalto al primo storico titolo W-Series e ai 500 mila dollari in palio per la vincitrice, mentre Marta Garcia e Fabienne Wohlwend sono matematicamente fuori dai giochi dopo il round olandese. Ma non sarà solo l'entusiasmante lotta per il primo posto ad attrarre l'attenzione: le prime dodici concorrenti in classifica generale guadagneranno infatti l'accesso automatico alla prossima edizione del campionato, mentre le restanti dovranno riaffrontare le complesse sfide pratiche e teoriche del processo di selezione, insieme alle nuove candidate. Altissima dunque la posta in gioco, inclusa la suddivisione dei premi in denaro (1.5 milioni di dollari in totale) su base della classifica finale. Il gran finale della W-Series andrà in onda domenica 11 agosto (e non sabato 10, come inizialmente previsto) e sarà possibile seguire qualifica e gara in diretta sulla piattaforma streaming di Eleven Sports. MotorBox sarà in pista per raccontarvi passo dopo passo tutti gli avvenimenti del fine settimana decisivo del campionato.


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