ANGELELLI TORNA IN ITALIA Max Angelelli esce di scena. L'italiano lascia il team Wayne Taylor Racing di cui era comproprietario assieme appunto a Wayne Taylor. Quest'ultimo ha acquisito dal 53enne bolognese il restante 49% di cui Max era proprietario nello scorso agosto.
FAMIGLIA E SALUTE Per l'ex pilota che in America ha colto bei successi sia dietro al volante che al muretto ora è il momento di dedicare più tempo alla famiglia ed a sé stesso. Un anno fa Angelelli aveva avuto dei problemi di salute che lo avevano convinto a lasciare il mondo delle corse per rimanere vicino ai propri familiari. Angelelli lascia così una squadra che aveva fatto nascere oltre dieci anni fa e che in breve ha colto successi nelle gare di spicco dell'endurance nord-americano.
TRE CENTRI A DAYTONA Dopo essere stati compagni di equipaggio, Max Angelelli e Wayne Taylor hanno fondato la propria squadra nel 2007. Prima è venuto il programma nella Grand-Am, poi confluita nell'IMSA Weathertech Sportscar Championship. Successivamente è stato allargato l'impegno del team anche nel Lamborghini SuperTrofeo nord-americano. Diversi i titoli su cui hanno messo le mani i due con il loro sodalizio. Su questi spiccano le tre vittorie assolute alla 24 ore di Daytona. Angelelli si è ritirato nel 2017, dopo aver colto a gennaio l'ultimo successo sull'ovale della Florida in equipaggio con i due figli di Wayne, Ricky e Jordan. Fondamentale l'impegno dell'italiano nella gestione commerciale ed organizzativa della collaborazione tra Dallara e Cadillac per la costruzione del prototipo DPi, partnership che si concluderà a fine anno. Sul fronte agonistico personale, Angelelli ha vinto due volte il titolo Grand Am (2013 e 2005) mentre è stato campione italiano di Formula 3 nel 1992.
LE PAROLE DI TAYLOR ''All'inizio mi occupavo io della parte commerciale - ha dichiarato Taylor a sportscar365.com - ma gran parte del successo è dovuto a Max in quanto pilota. Poi pian piano ha smesso di guidare e ha ricoperto molti ruoli. A Road America, lo scorso agosto, abbiamo concluso la cessione della sua parte del team. Ora è tutto sulle mie spalle. Mi mancherà molto. Anche se ci sentiremo e verrà a trovarci, non sarà come prima. Ha passato molto tempo lontano dalla famiglia. Manuela e i suoi bambini sono meravigliosi. Ci mancheranno tantissimo''.
Tutto ciò che corre in pista e non è F1 è il suo pane. Alla calma piatta di un lavoro in un azienda di mobili (quella che ha arredato McLaren, Ferrari e Renault F1) alterna fine settimana da cronista sportivo. 3.200 articoli su Formulapassion.it ne hanno fatto un giornalista iscritto all’albo portandolo in pista fino ad Indianapolis. Ha messo piede in ogni paddock: al suo appello mancano solo Nascar ed IMSA (per ovvie ragioni geografiche). Nella vita di tutti i giorni vive l’endurance a modo suo preparando la ‘sua’ 24 ore di Le Mans: la prima maratona.



