Autore:
Lorenzo Centenari

MODELLO UNICO Si è fatto attendere, ma alla fine eccolo qua. Entra in servizio il nuovo Certificato Unico (lo start il 31 marzo 2019), e la revisione auto non sarà più la stessa. O meglio: nulla cambia per gli automobilisti onesti, mentre ai "furbetti" del contachilometri risulterà più dura farla franca. Già, perché scopo primario del Certificato Unico - oltre ad altri aspetti - è proprio quello di neutralizzare la diffusa prassi di una ritoccata al chilometraggio, ringiovanendo la vettura in modo fittizio, in sostanza truffando il mercato. Cosa succede, dunque?

AUTO AI RAGGI X Slittato in avanti di quasi un anno causa impreparazione dei sistemi informatici della Motorizzazione civile (la burocrazia che blocca la burocrazia), il Certificato Unico di Revisione sostituisce il precedente tagliando di controllo, aggiungendovi una serie di parametri sin qui ignorati, segnalando anche eventuali carenze. Informazioni sullo stato di salute generale della vettura, soprattutto il chilometraggio esatto dell'auto al momento della revisione: in sede di rivendita, impossibile barare. Compilato in formato digitale, l'identikit dell'auto verrà poi trasmesso al Ministero dei Trasporti: il chilometraggio, anche al Portale dell'Automobilista. A rilasciare il documento, infine, come sempre saranno Motorizzazione od officine autorizzate.

SEI IN REGOLA? Invariate anche le scadenze ed il listino prezzi. Revisione auto obbligatoria dopo 4 anni dalla prima immatricolazione (nel 2019 toccherà quindi agli esemplari del 2015), in seguito ogni 2 anni, salvo diverse disposizioni individuali. Di 45 euro il costo qualora ci rivolgiamo alla Motorizzazione, 65,68 euro se invece si sceglie un'officina autenticata. Revisione scaduta? Multa da 159 a 639 euro, cifra che cresce vertiginosamente (da 1.842 a 7.396 euro, oltre al fermo dell'auto per 90 giorni) in caso di recidiva. 


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