Pubblicato il 24/12/2018 ore 18:30

LA SVOLTA Dopo le proteste da parte di taxisti e le contro-manifestazioni degli Ncc arriva il decreto legge, approvato dal Consiglio dei ministri nel weekend che disciplina i noleggi con conducente. Risponde al nome di "disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea" e riprende parte del decreto già visto nell'iniziale maxiemandamento della manovra poi "scartato" per problemi di copertura. 

COSA CAMBIA Gli Ncc potranno operare in ambito provinciale senza dover più tornare in rimessa a patto di avere già nel "foglio di servizio" più prenotazioni oltre alla prima. Chi avesse già stipulato contratti con società di altri territori nei 15 giorni precedenti all'entrata in vigore del decreto avrà una deroga di due anni. Moratoria di 90 giorni, invece, per le sanzioni sempre dalla data d'entrata in vigore del decreto. In attesa della piena operatività del nuovo "archivio informatico pubblico nazionale" con conseguente registrazione di tutte le licenze, anche dei taxi, viene bloccato il rilascio di nuove autorizzazioni.

RIVOLTA NCC La categoria dei noleggi con conducente non ci stanno. Sono durissime le parole di Giulio Aloisi di Anitrav (Ncc) che arriva a chiedere pubblicamente le dimissioni del ministro Toninelli, reo di essersi schierato totalmente a favore della categoria dei tassisti: "Quello approvato è un decreto devastante che non permetterà alle imprese di noleggio con conducente di poter svolgere il proprio lavoro anche prima del 31 dicembre".  Viene anche sollecitato l'intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella come garante di una situazione, a dire di Aloisi, molto sbilanciata che prosegue: "Adesso l'ultima possibilità che è rimasta è il presidente della Repubblica, l'unico che può salvare una categoria di 80000 imprese. Non accettiamo che un ministro della Repubblica possa favorire in questo modo una categoria contro un'altra. Le associazioni si stanno organizzando per riunirsi e per capire come affrontare questo ennesimo incubo". 

OK TAXISTI Il decreto appena approvato, invece, ha trovato il favore della categoria dei taxisti che hanno liberato le zone degli aeroporti e stazioni precedentemente occupate per protesta tornando normalmente a servizio.


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