Riecco il verde-blu delle valli del cioccolato. Leggi C21, il nome, accompagnato da Sauber, il cognome: quello di Peter, lo svizzero della Formula 1. La squadra del cantone presenta - con scontata precisione sulla tabella di marcia - la monoposto per la stagione 2002. Umiltà e consapevolezza del proprio ruolo di spettatori per il podio mondiale, ma l'obiettivo di bissare il quarto posto dello scorso anno.
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È un po’ come per le "provinciali" della Serie A: campionati passati a soffrire tra le grandi, qualche soddisfazione qua e là, e il destino di vedersi portar via quel che c’è di buono a colpi di assegni. Vedi KimiRaikkonen, gioiellino della scorsa stagione, volato nella reggia McLaren dopo aver spremuto a dovere la propria C20. Tant’è.
C’è provinciale e provinciale, comunque. E quando sotto la carrozzeria tappezzata Petronas pulsa un cuore Ferrari, la definizione sta ovviamente stretta. Perché del propulsore fornito dalle lande di Maranello si tratta: Ferrari 050, con i suoi dieci cilindri a V di novanta gradi, il monoblocco in alluminio microfuso, le quaranta valvole (quattro per cilindro, se la matematica non è un’opinione), la distribuzione pneumatica e i 2997 cc di cilindrata.E poi poche rivoluzioni e nessun esperimento di sorta per il conservatore
Willy Rampf, direttore tecnico. Solo: qualche ritoccatina all’aspetto aerodinamico e un paio di interventi sul sistema di raffreddamento, oltre alla consueta dieta per la riduzione del peso motore e un abbassamento del baricentro della vettura, per incollarla per bene agli asfalti mondiali.
Ecco dunque il telaio monoscocca in fibra di carbonio, le sospensioni con sistema pushroad a molle e ammortizzatori interni, Brembo a curarsi dell’impianto frenante e il cambiosemiautomatico longitudinale a sette rapporti con frizione Sachs in carbonio, più Bridgestone che pensa agli pneumatici.
Pubblicato da Ronny Mengo, 26/01/2002
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