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La redazione

GLI INGLESI FANNO FATICA Lo dice a chiare parole una nuova ricerca condotta nel Regno Unito: il 65% degli automobilisti inglesi non capisce la segnaletica stradale che incontra quando lascia la Gran Bretagna per avventurarsi sulle altre strade dell'Unione Europea. E questo, nonostante il 60% degli intervistati abbia dichiarato di aver già guidato all'estero in precedenza. Un'incomprensione forte, quella tra gli automobilisti della Regina e quelli del Continente, che si somma alla tradizione tutta britannica di guidare dal lato sbagliato – per noi – della strada. Che ci sia anche questo tra i motivi che hanno scatenato la Brexit? Che siano stati il neo primo ministro Boris Johnson e, prima di lui, Theresa May a finanziare la ricerca di cui sopra? Chiaramente stiamo scherzando, ma una ricerca è stata commissionata davvero e i risultati ottenuti dalla Nextbase, società britannica leader nella produzione di dash cam (le telecamerine da parabrezza per registrare quanto accade durante la guida) portano all'attenzione della comunità più di un dubbio...      

 

VIETATO SBAGLIARE, MA... Insomma secondo questa nuova ricerca, due terzi dei conducenti del Regno Unito ammettono di non capire la segnaletica europea. Il sondaggio è stato condotto su un campione di 2.000 automobilisti, un numero non elevato, ma significativo. I conducenti sono stati testati sul senso dei segnali stradali europei e in media hanno identificato appena due segnali su cinque. Tre quarti degli intervistati non hanno riconosciuto il cartello che segna il termine dei limiti di velocità su un'autostrada tedesca, con numerosi soggetti che lo confondono con il segnale del limite di velocità nel Regno Unito.

FACCIAMO DUE CONTI Proviamo a tirare le somme: tenuto conto che ci sono 40 milioni di britannici in possesso di patente di guida, ciò equivale a 18 milioni di persone che non sono in grado di comprendere i segnali stradali stranieri, il che è particolarmente preoccupante durante la stagione estiva, quando si prevede che quattro milioni di automobilisti inglesi guideranno all'estero, spingendosi fino sulle strade italiane. Più in dettaglio, circa il 60% degli intervistati ha dichiarato di aver guidato ben oltre 500 km all'estero – oltre la distanza tra Londra e Parigi – mentre circa un quarto ha percorso almeno 1.000 km su strade straniere.

POSSIBILITA ELEVATA D’INCIDENTI Il sondaggio ha poi rivelato che oltre un quarto dei conducenti intervistati ha ammesso di essere stato coinvolto in un incidente e per oltre la metà dei sinistri si è reso necessario l’intervento della polizia, con oltre un terzo dei conducenti britannici implicati, che si sentivano discriminati per essere stranieri. I numeri di questa ricerca fanno riflettere. E del resto, avete mai visto James Bond che non distrugge una delle sue macchine?


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