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Anteprima: Mazda Verisa


Avatar Redazionale , il 21/07/04

17 anni fa -

Giusto il tempo di passare in camerino per togliersi il trucco e la MX-Micro Sport, vedette del Salone di Detroit, arriva nei concessionari Mazda giapponesi. Con il nome di Verisa. Un tributo all'Europa, nato dalla fusione delle parole "verità" e "satisfaction". Arriverà anche da noi?

VOLTO NOTO

Se vi state chiedendo dove l'avete già vista il dubbio è presto fugato: all’ultimo Salone di Detroit, con il nome di MX- Micro Sport, dove era stata presentata come concept car. Una bufala clamorosa, cui nessuno aveva abboccato: che quella piccola cinque porte sarebbe entrata in produzione era assolutamente evidente.

PRONTI? VIA!

Detto e fatto. Dopo un semestre dalla rassegna statunitense e a soli dodici mesi dal varo del progetto, senza che si sia fatto ricorso a prototipi, la Verisa fa bella mostra di sé nelle vetrine dei concessionari nipponici. Un miracolo industriale? Di sicuro è un buon lavoro, reso possibile dall’enorme potenza degli attuali mezzi informatici, come il Mazda Digital Innovation, che permettono di simulare al computer quello che un tempo andava provato e riprovato in laboratorio e su strada.

UN AIUTINO

Non bisogna tuttavia dimenticare che anche se l’aspetto di questa berlina è inedito, sotto la sua pelle si trova una meccanica stracollaudata. Pare infatti che il 70% dei componenti sia condiviso con la Mazda2. Progettare con una simile base bell’e pronta non sarà proprio come fare "copia e incolla" ma è innegabile che ci sia una notevole semplificazione .

MENO VISTOSA

A livello estetico, rispetto alla MX-Micro Sport, la Verisa presenta solo minime differenze. Qualcosa di diverso si nota nel frontale, con una sola fenditura in luogo delle due precedenti e con il paraurti che ha ora un aria meno grintosa. Le ampie prese d’aria laterali lasciano il posto ai fendinebbia mentre quella centrale si fa meno aggressiva. I passaruota restano piuttosto marcati ma sono meno sporgenti che sulla MX, tanto che per la Verisa viene dichiarata una larghezza inferiore di circa 50 mm, pari a 1695 mm.

RIDIMENSIONATA

Interventi simili toccano anche nella zona posteriore in cui scompaiono sia gli sfoghi per l’aria sia il doppio terminale di scarico centrale. Il perché di questa scelta è chiaro una volta aperto il cofano, sotto il quale non c’è più traccia del duemila da 148 CV, in luogo del quale viene adottato un millecinque che eroga 113 CV a 6000 giri, con una coppia massima di 140 Nm a 4.000 giri. Quanto basta comunque per lasciare supporre una certa brillantezza.

MUSICA, MAESTRO

Anche nell’abitacolo le modifiche sono tutto sommato marginali. La plancia ripropone infatti le forme semplici e arrotondate della prima concept, senza tuttavia gli effetti speciali da Salone, come l’ampio display multifunzione. Di tecnologico vi sono invece la chiave elettronica (di serie) e il sistema audio Music HDD (optional) che prevede un hard disk capace di memorizzare circa 3.000 brani. La notevole altezza del padiglione, che arriva fino a 1530 mm, e l’ampiezza delle superfici vetrate dovrebbero regalare una notevole sensazione di spaziosità agli eventuali cinque occupanti della Verisa (e non quattro, come annunciato a suo tempo per la MX).

E NOI?

Realizzata in versione a due e a quattro ruote motrici, la Verisa è venduta in Giappone a prezzi piuttosto interessanti. Al cambio attuale, si parla infatti di circa 11.500 euro per quella a trazione anteriore e di 12.900 per quella integrale. Se si pensa che in Italia la versione Club della Mazda 2, con motore da 1,2 litri e 75 CV, costa qualche centinaio di euro più quanto pagato dai giapponesi per una Verisa 4x4 ce n’è abbastanza per avere un immediato travaso di bile.
Pubblicato da Paolo Sardi, 21/07/2004
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