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Unrae 2005: gli italiani e l'auto


Avatar Redazionale , il 20/12/05

15 anni fa - Si compra a rate e aumentano le spese.

Si compra come lo scorso anno, più al Centro-Sud che al Nord. Ma crescono gli acquisti a rate, le spese di gestione, le alimentazioni alternative, mentre tra i modelli continua il boom delle monovolume compatte e delle fuoristrada. Ecco la radiografia dell'Italia automobilistica tracciata come ogni anno dall'Unrae.


PARADOSSI
Ma non c'era la crisi? E il caro benzina? E il problema dell'Euro? Tutto normale. Le auto si comprano sempre. Nel 2005, stando alle previsioni Unrae, se ne sono vendute 2.240.000, solo l'1,1% in meno (circa 25.000 unità) rispetto all'anno prima. Che, considerando i tempi non certo rosei per i bilanci familiari della maggior parte degli italiani, è un ottimo risultato.

CICALE O FORMICHE?

Le ragioni ci sono, e non hanno molto a che fare con l'attitudine nazionale a cicalare invece di fare le formichine. La spinta ad acquistare un'auto nuova è da imputare in gran parte dalla valanga di novità (circa 60 nuovi modelli) introdotte nel corso dell'anno, una quantità tale da sedurre oltre due milioni di nuovi proprietari. Molti dei quali sono stati allettati all'acquisto anche da sconti (in media del 9,5%) e forme di pagamento estremamente vantaggiose. Senza dimenticare quanti per ragioni pratiche (leggi blocchi del traffico e consumi eccessivi dei vecchi motori) hanno voluto passare direttamente a vetture Euro 4. Non va scordato infatti che in Italia circolano ancora 7,5 milioni di auto non catalizzate e oltre tre milioni di Euro 1.

TUTTO A RATE

Che siano stati anche i finanziamenti a tasso zero a favorire le nuove decisioni d'acquisto lo dimostra in particolare il dato relativo ai pagamenti rateali, passati dal 50% del 1994 all'82% del 2005. Praticamente quasi più nessuno paga in contanti. E la formula è talmente apprezzata che si acquista nonostante i costi di gestione siano cresciuti a dismisura. Secondo l'Aci, dal 2000 i prezzi dei carburanti sarebbero aumentati del 18%, le assicurazioni del 27%, le tasse automobilistiche del 22,9%, i pedaggi autostradali del 29,4% e i parcheggi del 10,8%. "Solo" il +5,4% l'aumento del costo dei pneumatici e quasi invariate invece le riparazioni auto (+1,4% dal 2000).

CARA AUTO

Non ci sono dati comparabili per quanto riguarda gli aumenti di listino delle auto. Ci ha provato a ricavarli l'Unrae, ma solo su base annua. Con un risultato comunque confortante: solo il +0,9% in 12 mesi, provocato per lo più dai nuovi modelli alto di gamma. Il prezzo medio di un'auto nel 2005 sarebbe infatti stato di 18.700 euro (da listino) o di 16.924 euro al netto degli sconti. Nel 2004 erano rispettivamente 18.424 e 16.692 euro. Sta di fatto che nel 2005 gli italiani hanno speso per l'acquisto di un'auto nuova ben 37,9 miliardi di euro (più di 70 mila miliardi di vecchie lire) che salgono a 155 miliardi (300 mila miliardi di lire) se si sommano anche le spese di gestione. In pratica il 20% della spesa totale di ogni famiglia italiana va per il trasporto privato.

STRANIERA PIACE DI PIU'

La parte del leone la fanno ancora una volta le vetture di provenienza estera, che si aggiudicano il 72,3% del mercato, esattamente come lo scorso anno. Così come per il diesel, fermo al 58,5% del mercato, pari a 0,45 punti percentuali in più rispetto al 2004. In compenso crescono le alimentazioni alternative, anche se irrisorie nei volumi. 

SUV IN SALITA

Quanto ai modelli le preferenze maggiori in termini di quantità vanno come al solito alle berline (59,9% del mercato) che tuttavia perdono ancora due punti percentuali rispetto al 2004. La loro è una discesa continua e l'esito dei prossimi anni dipenderà da come andrà in futuro il segmento B, il più consistente del mercato caratterizzato, appunto,da una forte presenza di berline. La tendenza generale vede così in continua crescita i segmenti di nicchia, fuoristrada e monovolume in particolare, a testimonianza del gradimento degli italiani per modelli dotati di grande flessibilità d'uso, spaziosi e pratici. Oggi su dieci auto nuove immatricolate due sono monovolume mentre le fuoristrada sono cresciute dell'8,5% in un anno, nonostante i divieti di circolazione e le critiche verso l'uso e gli sprechi di queste vetture. Fuoristrada e Suv rappresentano oggi il 6,5% del mercato. In leggera ripresa anche le station wagon (rappresentano l'11% del mercato) anche qui grazie ai successi di Focus, Croma, A4 e Astra. E alle motorizzazioni diesel, preferite su queste vetture dal 90,4% dei nuovi clienti.

AUTOMATISMI

Una tendenza che sembra inarrestabile è anche quella riguardante i cambi automatici, in crescita intensa da cinque anni, e ora giunti a una quota del 7,3% del mercato. La situazione economica più stabile e un parco circolante più vetusto hanno prodotto un andamento crescente della domanda di auto nel Centro e nel Sud Italia, mentre la crisi della grande industria e un rinnovo anticipato del parco hanno portato a una diminuzione della domanda nel Nord Italia. In tutto questo saliscendi chi ci ha rimesso di più è stato il comparto dell'usato, sceso in un anno del -5,1% rispetto al 2004. Le ragioni vanno ricercate soprattutto nella volontà di disporre di vetture Euro 4 (il 61,94% dei nuovi acquisti) e contemporaneamente delle allettanti offerte di pagamento dilazionato, che hanno spinto molti a indirizzarsi su vetture nuove piuttosto che di seconda mano.

PREVISIONI

Quanto al 2006, non c'è molto da fare salti di gioia. Se le previsioni Unrae sono corrette anche il prossimo anno trascorrerà all'insegna della incertezza economica. Il Prodotto interno lordo (Pil) crescerà di un "misero" 1,3% (contro lo 0,2 del 2005) mentre i prezzi al consumo saliranno del 2,3% e in crescita sarà anche il costo del denaro. In questo panorama poco esaltante gli italiani continueranno però ad acquistare auto. Vuoi perché non ne possono fare a meno, vuoi perché a solleticare le voglie interverrà una valanga di nuove proposte a cui sarà difficile resistere, con il lancio di 120 novità, il doppio del 2005.
Pubblicato da Gilberto Milano, 20/12/2005
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