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Motor Show 2001


Avatar Redazionale , il 29/11/01

19 anni fa -

Il clima natalizio a Bologna rima con riflettori puntati su auto e moto e ha il rumore di scarichi aperti. E l'atmosfera si estende a gran parte d'Italia: quando cioè il popolo di indemoniati dei motori dà il via all'esodo annuale in quel dell'Emilia. Come quest'anno: semafori verdi fissati per venerdì 7 e luci accfese al pubblico fino a domenica 16 dicembre. Orari: dalle 9 alle 18 (8.30-19 nei giorni prefestivi e festivi).

L’atmosfera è quella nota: vedere, toccare e provare, più gli avvenimenti sportivi, le presentazioni di prodotto, le gare, le esibizioni, le fanciulle. L’edizione numero 26 del Motor Show, insomma: 132 mila metri quadri di capannoni per ospitare gli adepti, con l’obiettivo di superare gli oltre 1.270.000 dell’anno scorso. L’appuntamento bolognese stimola i costruttori che giocano i jolly: una anteprima mondiale, quattro europee e cinquantanove italiane, sono il menu dell’auto. Non molto per chi non si è fatto scappare gli stand di Francoforte, imperdibile per gli altri. Ecco i consigli.

Alfa Romeo
Gran Turismo Alleggerita, ovvero GTA, acronimo che fa brillare gli occhi degli alfisti. Eccola in bella mostra l’ultima novità del Biscione, nella duplice versione berlina e station wagon. E’ la 156 GTA l’eletta dai piani alti per portare avanti la stirpe sportiva, tra alettoni, minigonne, cerchi e prestazioni.

Audi
Sono le ultime occasioni per vederla ancora ferma la A4 cabrio, già che con i primi caldi della prossima primavera inizierà a solcare le strade italiane. Per ora dunque tocca accontentarsi delle linee morbide e pulite, della coda importante con i due terminali di scarico, del muso dalla calandra sdoppiata e della capotte in tela.

Chevrolet
Sono due le novità della Casa statunitense. Il Trail Blazer dalla faccia nuova, quella cioè del model year 2002, ancora più massiccio, imponente, lussuoso e americaneggiante, con i pro e i contro del caso, tipo il V6 di 4200 cc da far sorridere i benzinai. E poi il Trans Sport AWD, il monovolume formato maxi, neanche a dirlo, per trasportare tutto e tutti, nell’immancabile atmosfera a stelle e strisce.

Chrysler
Sembrerà che non ci sia nulla di nuovo allo stand Chrysler, tra PT Cruiser e Cherokee sparsi. Bisogna infatti aprire il cofano della macchina di Al Capone per scorgere la news: il motore di 1600 cc che dovrebbe attirare, nei piani degli uomini ai vertici, nuovi clienti in precedenza intimoriti dal 2.0 litri a benzina.

Citroën
Merita una visita la piccola di famiglia, con quell’aria da simpatica, quelle linee tondeggianti e quelle idee arrivate dal futuro. La C3 si fa vedere sotto i riflettori anche in Italia, con l’obiettivo di dare appuntamento a curiosi e interessati direttamente dai concessionari, nei primi mesi del prossimo anno.

Fiat
Niente di nuovo sotto il sole di Torino. A Bologna ci sarà la Stilo nelle due versioni a tre e cinque porte. Per chi non ha avuto occasione di guardarsela nei minimi dettagli dal concessionario di zona o non è riuscito a coglierne i particolari vedendola passare per strada.

Ford
E’ la Fiesta ad attirare gli sguardi, facile. Piccola che fa la grande, con un aspetto nuovo di zecca, cura nei particolari, ampia scelta di motori, e comfort un tempo sconosciuto alle city car. Arriverà in primavera la 3 porte, mentre per la 5p si dovrà attendere qualche mese in più.

Honda
La famiglia Civic si fa vedere in due modi, quello parsimonioso e quello cattivo. Tradotto: CTDI, il turbodiesel di derivazione Isuzu che dovrà aumentare l’appeal della compatta nipponica, e Type R sigla che etichetta le sportive di razza marchiate H. Ossia un due litri aspirato con tecnologia DOHC i-VTEC e sistema di fasatura variabile delle valvole più 200 cavalli (147kW) a 7.400 giri. Ma Honda non è solo Civic e lo mette ben in chiaro anche in Bologna. Con l’ultimo restyling della CR-V, che si propone di bissare i successi mondiale del modello che sostituisce, e l’offerta tra le monovolume compatte, quella Jazz che fa segnare il debutto del gruppo nella categoria delle subcompact.

Hyundai
Fermi tutti: si fa sul serio. Dimenticati i primi passi, gli studi, le idee, ecco un’auto che darà fastidio alla concorrenza e piacerà a molti. Hyundai fa la voce grossa e dopo aver fatto parlare di sè non poco con i successi di Santa Fe, dichiara guerra alle coupé alleggerendo la pressione del nome di battesimo dalle spalle. Se lo merita già di più infatti questa, l’etichetta generalista e presuntuosa, più della serie uno, senza dubbio. Da vedere dal vivo l'ultima Coupe.

Jaguar
Un leggero ritocco per entrare nell’elenco delle news. E’ la Limited Edition della XJR 100. Finiture, dettagli e lusso ad abbellire una signora dell’ambiente.

Jeep
Dietro a quei fari rotondi, omaggio al passato, ecco l’ultima versione della Cherokee, in vendita in Italia dall’ottobre scorso. Si chiama New Cherokee, semplicemente, e accompagna un altro paio di novità nello stand: il Grand Cherokee 270 CRD e il 4.7L V8 Overland.

Kia
Gamma al completo per il marchio coreano, con qualche spunto inedito: vedi la Carnival ritoccata esternamente e perfezionata nell’abitacolo, la concept car Kia Advanced Concept Van già vista a Francoforte o l’anteprima italiana della Pregio: si tratta del nuovo veicolo commerciale leggero per ora a tre posti, in futuro a sei.

Lancia
Sarà al centro dell’attenzione con il suo nasone opinabile, i led della coda, le scelte estreme e forse azzardate dell’aspetto esterno. Lì per farsi guardare prima di passare alla fase B, quella dei concessionari (ad aprile sono previste le prime consegne) e dei contratti di vendita. E' Thesis.

Maserati
Il meglio del Tridente: la Spyder Cambio Corsa. E’ la punta di diamante dello stand Maserati: otto cilindri a V di novanta gradi, 4244 cc di cilindrata, testate a quattro valvole per cilindro e 390 cavalli a 7000 giri al minuto, il tutto senza tetto. Con le leve up e down dietro al volante.

MCC
Una Smart che non è una Smart. Già vista al salone di Francoforte, ecco la Tridion4: si aggiungono un metro di lunghezza, due portiere sui lati e due posti all’interno. Il ruolo è ancora quello del prototipo con lo scopo di far parlare di sè, ma non è detto che le cose possano cambiare in un futuro neppure così remoto.

Mercedes
Un salto nell’area della Casa di Stoccarda merita, retorica pura. Ma ancor di più per dare un occhio al concetto di roadster stralussuosa che si ha da quelle parti. SL 500, tradotto in sigle: l’ultima per capirsi della nobile schiatta di due posti. E non solo lei, anche la versione forte, la 55 Kompressor AMG. Si torna invece alla realtà con una Classe G motorizzata 270 GDI e una Classe ML 400 CDI.

MG Rover
Fibrillazione dietro le due lettere della Morris Garage. Bologna è l’occasione per mettere in mostra le ultime chicche. Sono le "Z" ossia le versioni spinte dei noti modelli borghesi: ci saranno la ZR (pompata della "25") e la ZT (la "75" anabolizzata) berlina e station wagon. Non solo: la X80 si farà vedere dal pubblico italiano nella sua linea da coupé 2+2 sportiva e elegante, di fianco alla sportività pura, quella della EX 258, la monoposto che ha partecipato all’ultima ventiquattrore di Le Mans.

Mini
Alettoni, prese d’aria, bombature, doppio scarico centrale. Amate la nuova Mini? Perderete la testa per la Cooper S, la proposta pepata di una delle piccole più carismatiche del momento. I 163 cavalli e tutto il resto sono la premiere riservata dal marchio di Bmw al Motor Show.

Nissan
Monosilhouette la amano definire in famiglia, per il profilo inedito tra le tre volumi. La nuova Primera è la novità maiuscola a Bologna per la Casa nipponica, con i dettagli che si scoprono pian piano: la telecamera sopra il portatarga per aiutare in parcheggio, l’unica tastiera per tutti i comandi e lo schermo TFT a colori, il regolatore di velocità intelligente, e il nuovo 2.0 litri benzina. In arrivo a febbraio la 4 porte e la station wagon, successivamente la 5 porte.

Opel
L’Astra cabrio salta all’occhio, ovvio. E’ lei la principale novità del marchio dell’ala GM. Ma è solo la più evidente o quella contornata ancora da un velo di mistero. Basta poi fare due passi per lo stand ed ecco due Zafira particolari: quella spinta dal 2.0 litri da 192 cavalli e griffata OPC (Opel Performance Center GmbH), il settore cattivo di Casa e quella Hydrogen 3 per indicare la mobilità del futuro. E poi versioni speciali a fare da cornice: l’Agila Njoy, la Frontera Olympus, la Vivaro Vip, oltre alla Signum 2, la trasformista in abiti da concept che passa da due volumi a station wagon a coupé che è un attimo.

Peugeot
Presenza all’insegna della station wagon quella del Leone. Due prototipi che lasciano presagire un imminente versione concreta e tangibile: si tratta della 307 e della 206, entrambe in configurazione familiare, pronte ad affiancare sul mercato le rispettive berline. Si resta poi al capitolo 206 per altre due news: la versione Ciel con il tetto in vetro panoramico e la XR HDI con il motore di 1400 cc. Chiudono la Ranch Taxi Pac e la 406 equipaggiata con il 2.0 HPI e, nemmeno a dirlo, Station Wagon.

Porsche
Il corpo è quello della 911, le anime due, distinte. La Targa è per avere una cabrio sempre e comunque, anche quando fuori è inverno e se la capotte è preferibile non levarla c’è il tettuccio in vetro a ricrearne l’effetto. Il lunotto apribile completa le chicche della coupè con 0,45 metri quadrati di apertura sopra la testa. La 4S è invece la Carrera 4 aspirata che fa la faccia da Turbo, con prese d’aria frontali anteriori, il ritorno della striscia catarifrangente posteriore e un’altezza da terra inferiore (di 10 mm, rispetto alla Carrera 4).

Rolls Royce
Giù il cappello e rigoroso silenzio. La doppia R più famosa del mondo festeggia e commemora. Le candeline sono per il 97esimo anno di produzione della prestigiosa Casa anglosassone, la fascia a lutto per l’addio alla sede di Crewe dopo 55 anni di onorata carriera. Tutto in uno, nella Silver Seraph Last of Line, l’ultima insomma vera Rolls. 170 unità, non una di più, per veri amanti e cultori del genere. Benestanti.

Seat
Va bene non lo diremo, nemmeno un accenno, niente. Che non compaia la cifra 147 preceduta magari dal nome Alfa, no. Qui si parla di Seat, Ibiza nello specifico. Che poi la matita sia di De Silva, papà della compatta del Biscione, è un dato di fatto, non un’allusione. Prima mondiale per la spagnola. Per smentire o confermare.

Skoda
Ha i panni dello studio di design pronti da togliere, per vestire giacca e cravatta e buttarsi nel mucchio delle ammiraglie. La Superb, omaggio alla Superb 400 di cinquant’anni fa, continua la strada intrapresa da Fabia e Octavia, quella di concretezza e affidabilità non senza gusto e design. Garantisce Volkswagen.

Subaru
Impreza si fa STI, diventando ancora più cattiva ed eliminando le timidezze – poche – nel farlo vedere. Sotto a prese d’aria, alettoni, minigonne e molto altro ci sono più di 260 cavalli: il minimo indispensabile per raggiungere i cento in 5,2 secondi.

Tata
Alla versione a cinque porte in commercio dal 1999 si affiancherà la tre porte, per dare quel tocco di sportività che non guasta. Parliamo di Safari, il jeeppone di Casa, che nell’aspetto corto a tre porte fa il suo debutto a Bologna. Arriverà Nei primi mesi del 2002.

Toyota
È un trionfo di Corolla in Toyota. È lei la regina anche qui a Bologna, dopo gli appuntamenti internazionali del resto dell’anno, anzi loro: tre porte, cinque porte, station wagon, TS e Verso. Basterà? Per gli irriducibili del piccolo genio invece sponda Yaris: sugli scudi il nuovo D4D, il diesellino che equipaggia la "normale" e la Verso.

Volkswagen
È la piccola che fa parlare, come in molte famiglie. La Polo, giunta alla generazione quattro e immemore del passato: oggi è grande e grossa, meno affascinante di un tempo, ma possente e concreta, da salto di classe.

Volvo
Nessuna novità di prodotto, e una simil novità dell’ala studi. La SCC (Safety Concept Car) ha girato il mondo per saloni, Detroit, Ginevra, Francoforte: arriva in Italia nella sua carrozzeria arancione e nei montanti anteriori trasparenti. Un crogiolo di elementi inediti votato alla sicurezza attiva e passiva, fiore all’occhiello da sempre della gente di Svezia.


Pubblicato da Ronny Mengo, 29/11/2001
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