Autore:
Federico Sardo

ADDIO MITICO MAGGIOLINO È la fine di un mito, oggi viene messa ufficialmente la parola fine (ma non si sa mai: mai escludere i ritorni) alla storia della Volkswagen Typ1, comunemente nota come Maggiolino. Maggiolino perlomeno in Italia, difatti in molte lingue come il tedesco, l’inglese o lo spagnolo in realtà è soprannominata “scarafaggio”, e “coccinella” in Francia.

NUMERI DA RECORD Si tratta della prima Volkswagen di sempre e di un’auto da record in tutti i sensi. È stata per moltissimi anni l’auto più venduta del mondo, oltre a mantenere tuttora il primato per la più longeva di sempre, essendo stata prodotta ininterrottamente per sessantacinque anni. È stata anche uno dei primi esempi di world car: prodotta, e conseguentemente diffusa, in tutto il mondo. Ne sono stati venduti oltre ventidue milioni di esemplari.

LE ORIGINI DEL MITO Nonostante il Maggiolino faccia subito correre alla mente Woodstock, gli anni Sessanta e il flower power, le origini di questo mito sono in realtà molto più cupe di quanto si potrebbe pensare. La sua produzione infatti inizia per volere diretto di Adolf Hitler, che nel 1934 dichiara di voler mettere in commercio un’auto per tutti, che possa “rompere l’egemonia motoristica delle classi sociali più elevate”. Non è un caso che il nome Volkswagen si traduca letteralmente come “auto del popolo”. I progettisti che vengono chiamati per mettersi al lavoro sull’idea sono due eccellenze del mondo automobilistico tedesco: Ferdinand Porsche e Jakob Welin di Mercedes.

IL PROGETTO A vincere è il primo, con un progetto che segue fedelmente le linee guida di Hitler (che in realtà non aveva nemmeno la patente). Nella sua idea, l’auto doveva essere in grado di viaggiare comodamente sulle prime autostrade, poter trasportare cinque persone oppure tre soldati e un mitragliatore, arrivare oltre i 100km/h e non costare più di 1.000 marchi. Il progetto di Porsche presenta alcune intuizioni geniali come il motore posteriore raffreddato ad aria e la trazione posteriore, che oggi non sembrano nulla di particolare, ma è solo in seguito all’introduzione da parte delle prime avanguardie che le cose possono diventare uno standard. La leggenda narra peraltro che le intuizioni furono appunto i lampi di un momento, schizzati di getto su dei pezzi di carta volanti.

L'INIZIO E LA GUERRA È il 1938 e nasce così la Volkswagen: Hitler fa edificare una fabbrica dedicata in Bassa Sassonia e intorno ad essa una città (Wolfsburg, vicino a Hannover). Il Maggiolino/Typ1 viene prodotto inizialmente, già nel febbraio del 1938, in pochissimi esemplari di uso esclusivamente militare: ogni piano viene interrotto durante la guerra quando tutte le fabbriche vengono riconvertite alla produzione di materiale bellico, ma subito dopo la fine dello scontro mondiale ecco il vero e proprio inizio del mito del Maggiolino. 

UN GRANDE SUCCESSO È il 1947 e il successo è immediato. Nel 1949 Volkswagen porta due esemplari del Maggiolino all’Esposizione di New York, il New York Times se ne innamora e la battezza Beetle: è l’inizio della conquista degli USA. Nel 1955 ne viene venduto un milione di esemplari, moltissimi dei quali negli Stati Uniti: un enorme contributo alla rinascita della Germania piegata dalla guerra.

IL TRASLOCO Negli anni Sessanta il Maggiolino diventa il simbolo del movimento hippie: un inno alla vita libera, all'avventura e all'indipendenza. Solo nel 1968 negli Usa ne vengono acquistati oltre 560mila esemplari e nello stesso anno la Disney lancia la saga di Herbie il Maggiolino tutto matto (The Love Bug), che contribuisce ulteriormente a rendere quest’auto un’icona. Nel 1974 però Volkswagen è in procinto di lanciare un altro suo capolavoro destinato a un enorme successo planetario: la Golf, ideata da Giugiaro. Dopo trent’anni di successi quindi viene interrotta la produzione a Wolfsburg, che verrà dedicata al nuovo modello, per spostarsi dapprima a Bruxelles e poi definitivamente verso il Sud America.

UN'ALTRA GIOVINEZZA Non è un declino, anzi: nel 1992 in Messico si toccherà un picco di venti milioni di esemplari prodotti. Il governo messicano infatti, dopo una partenza non fortissima, intervenne ritoccando i prezzi al ribasso e facendo così triplicare le vendite in pochissimo tempo, rendendo il Maggiolino un vero e proprio simbolo del paese. Soprannominato “el carro del pueblo”, il Maggiolino conosce una seconda giovinezza molti anni dopo la sua nascita.

NEW BEETLE E LA FINE (?) Nel 1998, sulla base della nuova Golf, arriverà il modello disegnato dal nipote dello storico ingegner Porsche, il famoso New Beetle. Altri tempi, altra storia. Oggi, dalla fabbrica messicana di Puebla, è uscito l’ultimo Maggiolino prodotto e verrà conservato in un museo. Sul suo parabrezza gli operai della fabbrica hanno appoggiato una lapide commemorativa, giusto tributo al tramonto di un Mito con la emme maiuscola.


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