Autore:
Massimo Grassi

IT’S A LONG ROAD Pochi giorni fa abbiamo provato la Seat Ateca, ovvero la prima suv della Casa spagnola. Durante la conferenza stampa abbiamo chiesto ai vertici Seat quali siano le aspettative di vendita, quali saranno le motorizzazioni più richieste e se arriveranno altre versioni. Insomma: abbiamo parlato al futuro, senza pensare a quello che c’è stato prima. Poi, ecco arrivarci un video che ce lo spiega e che ci porta a 1.400 giorni fa.  

CORREVA L’ANNO Se non avete una calcolatrice alla mano vi aiuto io a fare i conti: 1.400 giorni sono quasi 4 anni. Torniamo quindi nel 2012. Barcellona. In un ufficio che sulla facciata reca il marchio Seat inizia una riunione. Tema del giorno: la nuova suv da lanciare sul mercato. Non c’è un nome, non ci sono linee guida. Solo il classico foglio bianco da riempire con idee, proposte, bozzetti… È solo l’inizio.

PRIMI BOZZETTI Riunione finita, ora tocca ai designer tradurre su carta tutto quello che è emerso nel corso del briefing. Per uno come me, che anche in una classe d’asilo verrebbe rimandato in disegno, è una specie di magia. Bozzetti su bozzetti (alla fine saranno circa 1.000) vengono prodotti e sottoposti a chi dovrà dare l’ok sullo stile dell’auto. La Seat Ateca sta prendendo forma ma manca ancora un bel po’ di tempo prima che i suoi tratti vengano definiti al 100%.

CI PENSA IL COMPUTER Proposta dopo proposta finalmente iniziano ad arrivare gli ok ai designer che, per ottenere disegni tridimensionali ed evitare mortali crampi alle mani, passano tutto al computer. Dati su dati elaborati da cervelli in silicio. Dite che da qui in poi il computer sarà il solo attore sul palcoscenico della nascita della Seat Ateca? Sbagliato.

METTI L’ARGILLA, TOGLI L’ARGILLA Prendete 4 Seat Ateca col 1.0 benzina e otterrete un peso di circa 5,2 tonnellate, ovvero la quantità di argilla utilizzata da un artigiano per creare un modello in scala 1:1 dell’auto che andrà in produzione. Sì: 5.000 chilli di argilla sapientemente lavorati così da ottenere una copia tangibile e tridimensionale della miriade di bozzetti prodotti a matita e con l’ausilio del computer.

MATERIA VIVA Il modello di argilla, una volta completato, subisce numerosi cambiamenti. Ogni minima variazione delle linee dell’auto viene riportata sul modellone. Con buona pace dell’artigiano che dovrà lavorare di cesello per mesi e mesi. Poi, finalmente, si arriva al cosiddetto modello congelato, ovvero la fedele riproduzione in argilla dell’auto che arriverà nelle concessionarie.

PASSANO GLI ANNI Nel frattempo sono passati circa 2 anni, 730 giorni. A questo punto si attiva il reparto che dovrà decidere quali colori utilizzare per carrozzeria e abitacolo. Anche in questo caso la quantità di materiale utilizzato non è certo poco: 1.000 litri di vernice.

TUTTO INTORNO ALL’INFOTAINMENT Una recente ricerca ha svelato che comprare un’auto nuova è questione di connettività. Tradotto: la tecnologia di bordo è sempre più importante per i guidatori e, di conseguenza, capire dove mettere il monitor touch dell’infotainment non è importante, di più. “L’importanza  del touch screen è tale che prima si decide dove andrà inserito lo schermo, poi tutto il resto a seguire” racconta Jaume Sala, responsabile del reparto Interior Design di SEAT.

 

 


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