CHIP AL POTERE Aspettando l’auto che guida da sola, l’automobilista contemporaneo guida con l’aiutino: quello della tecnologia. Sotto l’acronimo ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) si nasconde un mondo di chip nati per semplificarci la vita, e renderci più sicuri, sotto forma di dispositivi di assistenza alla guida che vanno dalle citycar alle berline più lussuose. I sensori pioggia e il sensore crepuscolare, ma anche il cruise control adattivo, la frenata automatica d’emergenza, i sensori di parcheggio, l’avviso di cambio corsia, il riconoscimento automatico dei segnali, sono tutti esempi di ADAS, più o meno complessi a seconda dei loro meccanismi di funzionamento (ad esempio, se sono collegati alla centralina o meno). E proprio la loro crescente complessità fa sì che, in caso di interventi strutturali come la sostituzione del parabrezza, si renda necessaria anche la ricalibratura degli ADAS.

COME SI FA? Ecco, allora, le procedure che dobbiamo richiedere al nostro specialista dei vetri auto per ripristinarne il corretto funzionamento e la totale sicurezza degli ADAS. Il primo, fondamentale passaggio per una corretta diagnosi e una ricalibratura che rispetti i parametri della garanzia della'uto, consiste nell’inserire i dati necessari nello strumento di diagnosi. Per dati si intende quelli relativi alla ricalibratura forniti da ciascuna Casa per ciascun modello e riportati dal libretto di istruzioni, che l’officina dovrebbe custodire in un apposito database. Carglass, ad esempio, si avvale nei suoi interventi di una banca dati in aggiornamento con i modelli di auto che necessitano di ricalibratura in caso di sostituzione del parabrezza. Attualmente il database copre il 97% del parco circolante.

DIAGNOSI Lo strumento utilizzato per la diagnosi – in Carglass fornito dalla Hella Guttmann - somiglia vagamente a un POS e si interfaccia esclusivamente con la centralina elettronica per dialogare con la telecamera e gli eventuali sensori interessati, evitando così di intaccare altri parametri elettronici, come ad esempio quelli legati al funzionamento del motore. Almeno, questo è quanto dovrebbe accadere se lo specialista lavora per bene. E dopo aver inserito i dati, il nostro uomo di fiducia collega il tool diagnostico alla porta OBD dell’auto, posizionata di fronte al pannello di calibratura CSC (Camera and Senso Calibration tool) secondo le 4 misure che permettono di rilevare la sua posizione nello “spazio”: distanza, centratura, parallelismo e altezza.   

VERIFICA A questo punto inizia la procedura di ricalibratura vera e propria, un dialogo tutto telematico tra il computerino di diagnosi e la centralina della nostra auto. Subito dopo, la palla ripassa allo specialista, che analizza i parametri e verifica che tutto combaci. Se così è, significa che la calibratura è riuscita. Seguono stampa dei parametri corretti e consegna di un’adeguata documentazione attestante l’avvenuta operazione.