Pubblicato il 10/04/20

CORONAVIRUS ''BRANDIZZATO'' LAMBORGHINI

Taglienti aculei anziché le ormai famose spicole di glicoproteina, un ''diamante'' sfaccettato come nucleo. Sul quale, immancabile, campeggia il Toro di Sant'Agata. Sulla situazione sanitaria e sul quadro socioeconomico c'è poco da scherzare, l'emergenza COVID-19 ha mandato il mondo intero in terapia intensiva e i conti veri li faremo solo quando questa maledetta pandemia sarà alle spalle. L'umore collettivo non è stato mai così appiattito verso il basso, ed è proprio con l'intento di risollevare stato d'animo e passione per le cose belle, che il designer Rezo Lomaia ha voluto condividere la sua visione immaginaria. Il Coronavirus come ''mostriciattolo'' di ispirazione auto, come se nel microcosmo lavorassero minuscoli designer, e di un virus - prima di mandarlo in giro a combinare guai - ne modellassero pure l'aspetto. 

Coronavirus ''made in Fiat''

VIRUS-CARICATURE Sul proprio profilo Instagram, Lomaia pubblica così il Coronavirus Lamborghini, sorta di fantasiosa navicella spaziale, ma declina il tema pure in chiave Porsche e non trascura neanche la verniciatura. Curiose anche le interpretazioni di un Coronavirus salsa Fiat: le particelle che trasmettono l'idea di una corona si trasformano in più morbide palline che ricordano lo stile di una Panda o di una 500. Più ''ortogonale'' il virus che uscirebbe dalla mente dei designer Jeep: nucleo squadrato come i fari di una Renegade, e a margine, l'evocativa scritta ''1941'', la data di nascita di un mito dell'off-road. Ma il Coronavirus più originale in assoluto avrebbe il logo Polestar, la divisione electric vehicle della Volvo: stile minimalista, nucleo bianco, protuberanze nere. Il COVID-19 miete sofferenza, tratteggiarlo come una ''caricatura'' è un modo come un altro per esorcizzare la paura di un male invisibile. 

Un Coronavirus ''elettrico''? Sarebbe così


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