Autore:
Michele Perrino
Pubblicato il 25/03/2020 ore 15:05

LA CINA RIPARTE Dopo circa due mesi dall'inizio dell'epidemia arrivano dalla Cina notizie incoraggianti. Mentre gran parte della produzione mondiale è infatti ferma a causa del Coronavirus, nella Repubblica Popolare le cose iniziano a ripartire. Tornano in funzione i voli aerei (+2,4% pe oltre 9 milioni di posti), aumenta il traffico della metropolitana (+ 21% la scorsa settimana), riaprono le fabbriche. Anche quelle di automobili.

AUTOMOTIVE AVANTI TUTTA La vendita di auto in Cina ha toccato il fondo lo scorso mese, ma in molti a febbraio avevano già riaperto gli stabilimenti: tra questi ci sono BMW, Fiat Chrysler, Ford, Honda, Nissan, Tesla, Toyota, Volkswagen e Volvo, solo per citare i più celebri. Proprio la casa bavaresre che aveva riaperto lo stabilimento di Shenyang il 17 febbraio, si è detta fiduciosa che il governo cinese possa gestire la crisi e sconfiggere l'epidemia, dichiarando: ''Rimaniamo fiduciosi nelle prospettive di business a medio e lungo termine del nostro mercato n. 1 in tutto il mondo''. Anche Fiat Chrysler ha affermato che le attività produttive si sono riavviate, con il 90% dei rivenditori e il 95% del personale della joint venture con Guangzhou Automobile Group in attività. Tesla, invece, è persino riuscita ad aumentare il numero di auto prodotte rispetto al periodo precedente la chiusura, arrivando a 3.000 vetture a settimana.

BUONE SPERANZE PER L'ITALIA Anche se per il nostro Paese la situazione è ancora delicata, tra scioperi dei distributori di carburante, un nuovo modello di autocertificazione e un'ulteriore stretta sugli spostamenti con multe più severe per chi si muove ingiustificatamente, forse la situazione in Cina un motivo per sorridere deve darcelo. Certo, la strada è ancora lunga ed è ancora fondamentale restare a casa, ma tanto più saremo fedeli ad imitare le regole del regime di Pechino tanto prima vedremo la luce in fondo al tunnel.


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