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Ferrari 550 barchetta


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Un'altra "scoperta" arriva a infiammare i cuori degli appassionati della rossa. Dopo la 360 Modena Spider è la volta della 550 barchetta pininfarina che, ricalcando le forme della coupé erede della testarossa, si riallaccia a una importante tradizione di Maranello.

Segue uno schema tanto caro anche al Commendatore, già adottato da alcuni dei bolidi che hanno scritto a caratteri maiuscoli la storia della Casa del Cavallino Rampante. Motore anteriore a 12 cilindri a V, due posti secchi e trazione posteriore, come la 166 MM del 1947, la prima auto a fregiarsi dello stemma di Maranello, a cui hanno fatto seguito la 250 California del 1960 e la 365 GTS/4 Daytona del 1967.

A volere quest'ultimo capolavoro è stato il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo in persona. L'ha chiesta a Sergio Pininfarina per suffragare l'eterna collaborazione che lega le due aziende e per celebrare i 70 anni della Pininfarina. L'entusiasmo del figlio del grande Pinin non si è fatto attendere: sua la firma su una targhetta nell'abitacolo di ognuno dei 500 esemplari che vedranno la luce a partire dalla prossima primavera.

La linea ricalca fedelmente quella della 550 Maranello, la coupé da cui deriva. Muscoli pompati e bene in vista, un cofano enorme e sinuoso per racchiudere il monumentale V12 di 5,5 litri da 485 CV a 7000 giri e 569 Nm di coppia massima a 5000 giri. Nel profilo spicca il parabrezza ribassato e maggiormente inclinato rispetto alla 550 Maranello (che è più alta di due centimetri) e con montanti più corti (ma la rigidità strutturale è più elevata), insieme ai cerchi in lega a stella componibili da 18".

Risagomato il cofano posteriore che dietro le spalle di guidatore e passeggero forma due gobbe che convergono nei rollbar ad arco rivestiti in pelle. Nella parte alta del parafango posteriore destro il tappo del serbatoio del carburante in alluminio è a vista. Di fronte, nella stessa zona, una piccola presa d'aria. Solo per le situazioni di emergenza c'è una piccola capote a comando manuale.

L’abitacolo a due posti secchi ha molti elementi in comune con la maranello. Come la plancia e il tunnel centrale. Differenti i sedili di tipo racing in pelle e carbonio, a richiesta con cinture di sicurezza a quattro punti. Gli stessi materiali sono utilizzati per rivestire la palpebra di fronte al guidatore insieme al tessuto nero tipo Lorica.

Il motore è un'opera di alta ingegneria

e assicura alla 550 barchetta prestazioni fulminanti: 300 km/h di velocità di punta e 4"4 per essere fiondata da 0 a 100 km/h. Basamento, teste e coppa dell'olio sono in lega leggera con canne in alluminio rivestite in Nikasil. Le bielle sono in lega di titanio, il disegno dei condotti delle valvole deriva dalle F1. Il cambio a 6 marce è in blocco con il differenziale, per una migliore distribuzione dei pesi. A proposito la massa è invariata rispetto alla coupé. Il prezzo no. Costerà 440 milioni di lire.

25 settembre 2000

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Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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