Autore:
Paolo Sardi

ARRAMPICATA SOCIALE Dopo essersi guadagnata una solida reputazione nei segmenti delle citycar, delle compatte e delle crossover, per la Kia arriva il momento dell’arrampicata sociale. Ad aprile sarà infatti lanciata la nuova Optima berlina, con cui la Casa coreana intende mettere lo zampino nel segmento D. Sarà poi la versione station wagon ad affondarvi le radici e a reclamare la sua fetta di mercato dopo l’estate.

VIS À VIS Per ora la Kia Optima SW si guadagna le luci della ribalta presentandosi con un paio di settimane d’anticipo rispetto al debutto in società, che avverrà al Salone di Ginevra. Vedendola dal vivo, si capisce come mai i vertici Kia siano così ottimisti: la linea, parente stretta di quella della concept Sportspace, è molto atletica ed è probabile che faccia breccia nel cuore degli italiani.

A TUTTO VOLUME La Optima SW è lunga 486 cm, larga 186 e alta 147, misure che definiscono una silhouette filante e resa sportiva da dettagli come i parafanghi posteriori spallati e il diffusore posteriore. Restando in coda, non si può non parlare del bagagliaio, cui si accede attraverso un portellone motorizzato e che ha il pregio di spingersi bene verso terra, abbassando la soglia di carico. La capacità base è di ben 553 litri ma, al di là dei numeri, vanno sottolineate la versatilità regalata dallo schienale diviso in tre parti (40-20-40) e la presenza di soluzioni furbe (rete, binari, occhielli, etc) per fissare borse e bagagli vari.

LA MOLLEGGIATA Nella parte anteriore dell’abitacolo gli sguardi sono invece tutti per la plancia, che appaga tanto la vista quanto il tatto. Il suo stile è lineare ed elegantele molte parti morbide danno una sensazione di buona qualità. Ottima è anche l’abitabilità, per i passeggeri anteriori come per quelli posteriori. Se per loro si annunciano viaggi in tutto relax è però anche per merito di altri fattori. I tecnici si dicono particolarmente orgogliosi dell’assetto, con una taratura studiata ad hoc per la Optima SW, che ha – come la berlina – un retrotreno multilink. Per i più esigenti, è tra l’altro disponibile un sistema di molleggio a controllo elettronico, capace di regolarsi da solo in funzione della posizione del volante, dell’acceleratore e dei G di accelerazione rilevati, dopo che il pilota ha scelto tra un programma sportivo e uno più turistico (Normal). Roba da vera ammiraglia, insomma.

HI TECH La tecnologia è presente anche su molti altri livelli per aumentare il comfort e la sicurezza. Tra i sistemi montati di serie o a richiesta spiccano il cruise control adattivo, la frenata autonoma di emergenza (coadiuvata da un radar che individua anche i pedoni), il riconoscimento dei limiti di velocità, il parcheggio assistito e il Rear Cross Traffic Alert, che segnala l’eventuale sopraggiungere di altri mezzi mentre si fa manovra in retromarcia. Anche in materia d’infotainment, la familiare coreana è sul pezzo, con uno schermo touch da 7 o 8 pollici, i Kia Connected Services proposti in collaborazione con TomTom e l’integrazione con Android Auto e, a seguire, con Apple CarPlay.

IL PREDESTINATO Passando dal software all’hardware, la Optima SW sfoggia una scocca robusta, che impiega ben il 51% di acciai ad alta resistenza. Quanto invece ai motori, a fare la parte del leone nella raccolta ordini sarà il 1.700 turbodiesel CRDi da 141 cv e 340 Nm, che potrà essere ordinato con cambio manuale a sei marce o robotizzato a doppia frizione DCT a sette rapporti. Poco più che simbolica sarà invece la presenza in listino delle due versioni a benzina, con un due litri aspirato da 163 cv e uno turbo da ben 245 cv, montato sull’allestimento sportivo GT. Nei primi mesi del 2017 l’offerta si completerà poi con l’arrivo della Optima SW ibrida plug-in.


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