Autore:
Gilberto Milano
Pubblicato il 27/01/2003 ore 16:33

Cambia la Y, ma sarà un cambiamento nella continuità, senza stravolgere le linee che l’hanno premiata dal 1985, anno del debutto, sempre a Ginevra: due volumi, un abitacolo spazioso e comodo per quattro persone, allestimenti di qualità superiore e un portellone che si apre su un bagagliaio sufficientemente ampio.

Il tutto condito con il solito stile elegante, molto riconoscibile, accentuato nella nuova versione dalla nuova calandra, da un andamento del tetto più arcuato e da un posteriore che potrebbe essere particolarmente attraente. Il condizionale è dovuto all’incertezza che ancora regna sulla definizione di questo particolare da parte dei vertici Lancia.

Il segno distintivo più forte sarà comunque la calandra, imponente, a punta verso il basso, da piccola Thesis, nel bene e bel male. Se sull’ammiraglia torinese il muso è la parte che ci ha meno impressionati, nella piccola Ypsilon tutto ci sembra più proporzionato: i fari carenati di dimensioni vistose ben si accordano con la mascherina che occupa gran parte della superficie frontale. Un paraurti nero attraversa in senso orizzontale tutto il muso collegando tra loro i due parafanghi e separando la calandra dalla altrettanto vistosa presa d’aria anteriore: un tocco di sportività su un viso altrimenti troppo austero.

Dietro invece è ancora tutto da decidere. Le opzioni, come si vede dai bozzetti, sono due: una tradizionale, con un portellone ad andamento quasi verticale, solo un poco più bombato rispetto al passato; l’altra, originalissima a nostro parere, molto più arcuata, che chiude a punta su un paraurti posteriore integrato nella carrozzeria. Qualcosa di simile al concept della Lancia Granturismo vista al Motor Show o, se si vuole, una citazione Anni 40 della Ardea.

La Ypsilon sarà più alta e più lunga dell’attuale, raggiungerà i 3,75 metri, che in pratica vogliono dire cinque centimetri in più della Punto, con la quale ha molti elementi in comune. Tra questi l’avantreno McPherson e il retrotreno a ruote interconnesse che offono stabilità e comfort di classe superiore. Inizialmente sarà dotata di motori a benzina da 1.2 e 1.4 litri, entrambi a 16 valvole, a cui dovrebbe seguire il nuovissimo Multijet 1.3 16V da 70 cv.

Dalla Ypsilon verrà ricavato anche un monovolume compatto (quattro metri in tutto) del quale sono già disponibili alcuni bozzetti, ma che arriverà solo nel 2004. Niente a che vedere dal punto di vista estetico con la berlina, la linea è più tradizionale, ma con finiture e accessori di qualità Lancia. Per entrambe, e per tutte le Lancia future, il tetto sarà trasparente di serie e optional apribile.

Nel 2005, infine, sarà la volta della nuova Lybra, in fase di defizione negli studi del Centro stile di Giugiaro. Non una semplice berlina, ma un misto tra una tre volumi, una station wagon e una monovolume. Sicuramente anticonvenzionale visto l'autore.


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