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Anteprima:Chrysler Crossfire Cabrio


Avatar Redazionale , il 04/01/04

17 anni fa -

Linea meno audace, coda imborghesita e un abitacolo preso pari pari dalla sorellina Slk. La Crossfire perde il tetto ma non il suo potere ipnotico: con lei inutile sperare di passare inosservati

GEMELLE DIVERSE A cambiare è in pratica solo la coda, quanto basta però a scavare un solco profondo con la Coupé. Sparisce infatti quell’originalissimo padiglione arcuato che la faceva sembrare uno sprinter in attesa del via sui blocchi di partenza, un design senza mezze misure, che si ama o che si odia, e si passa alla "normalità". La Cabrio, che mantiene circa le stesse dimensioni (per la precisione 4059 mm x 1766 x 1315) è meno estrema, con un posteriore più "semplice", ma che solo un assoluto profano del settore potrebbe confondere con un’altra.

DRAGSTER Resta l’andamento a cuneo della linea, con l’abitacolo tutto spostato verso il posteriore corto e ben tornito, che si staglia provocante più alto del muso. Ad accentuare questa impressione ottica è anche la diversa taglia delle ruotone :davanti da 18 pollici, dietro addirittura da 19, e con pneumatici 255/35, una soluzione che dà un tocco quasi da dragster.

INDIETRO TUTTA Degni eredi delle muscle car degli Anni ’60 e ’70 sono anche i parafanghi, con una grigliatura di grande effetto, e il frontale. Qui la grande mascherina cromata è sovrastata da un cofano che sembra sia stato pettinato, percorso per tutta la sua notevole lunghezza da sei solchi e da una nervatura centrale.

CLONAZIONI Questo motivo viene ripreso da una gobbetta che corre longitudinalmente sopra la plancia, che per il resto è un inno alla classicità. Come infatti i più informati ricorderanno, se esteticamente la Crossfire può vantare una marcata personalità, tecnicamente altro non è che un clone della Mercedes Slk. Strumenti e arredi ricalcano molto fedelmente quelli già visti sulla spider-coupé della stella a tre punte.

A OCCHI CHIUSI Volete un’esatta misura della clonazione? Prendete il possessore di una Slk, bendatelo e mettetelo su una Crossfire; riconoscerà quasi tutti i comandi, con due unici sussulti. Il primo dovuto al brivido provato una volta appoggiata la mano sul pomello della leva del cambio (soprattutto in inverno), in gelido metallo; il secondo al contatto col rivestimento della plancia in simil-alluminio, che, viste le ambizioni della Crossfire, fa a sua volta rabbrividire, ma per altri motivi…

STOCCARDA Se la parentela con la Slk è stretta nell'abitacolo, la cosa vale ancora di più sotto il profilo telaistico e meccanico. Il motore della Crossfire è infatti l’arcinoto 3200 V6 a 18 valvole di Stoccarda con potenza e coppia rispettivamente di 160 kW e 310 Nm. Valori che vengono scaricati sulle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a sei marce o, in opzione, un automatico a cinque rapporti con funzione sequenziale, entrambi illustrati nei minimi dettagli anche sui cataloghi Mercedes…

AMERICANA? Merito forse del risparmio ottenuto impiegando progetti e impianti già esistenti e ammortizzati (la Crossfire è tra l’altro confezionata in Germania…), fatto sta che la Chrysler si permette il lusso di offrire la Convertible soltanto con un paio di optional, e cioè: il cambio automatico di cui sopra e il navigatore satellitare. Per il resto tutto è rigorosamente di serie, dalla vernice metallizzata ai sedili elettrici rivestiti in pelle, dal sistema di controllo della pressione dei pneumatici a un raffinato impianto stereo.

ROLL-BAR La capote è poi ad azionamento elettrico: al pilota è richiesto solo di sganciare il fermo che si trova sopra il parabrezza e di dare una spintarella all’insù di una ventina di centimetri. Dopo di ciò, bastano una pressione sull’apposito bottone e circa ventidue secondi per vedere scomparire il tetto nell’apposito comparto che si apre subito dietro i due roll-bar tubolari di chiara ispirazione pistaiola.

SPOILER In mezzo a tanta voglia di stupire e di apparire va invece in controtendenza lo spoiler posteriore, che spunta timido dalla carrozzeria solo lontano dallo sguardo dei passanti, quando ci si avvicina ai limiti autostradali, per rientrare automaticamente nella sua sede quando ci si va a fermare.

BAGAGLI A MANO La presenza di questo congegno e la necessità di lasciare spazio al tetto riducono ai minimi termini il bagagliaio, che supera solo a fatica una banale prova supermercato e impedisce di andare via con la Crossfire per più di un weekend a chi non abbia grande dimestichezza con il Tetris o con i puzzle.


Pubblicato da Paolo Sardi, 04/01/2004
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