Prova su strada

Volkswagen Sharan


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Dopo aver conquistato l’intera Germania e aver sedotto buona parte dell’Europa, la monovolume tedesca si ripropone con una seconda generazione migliorata nello stile, nel comfort, nella tecnica e nelle motorizzazioni. Ecco allora che la tedescona sfoggia un look più sofisticato, un abito più elegante, interni più rifiniti, una dote migliorata e una ricca offerta di cubature che spaziano dall’astemio 1.9 Tdi all’esuberante 2.8 V6.

 

LA NOVITA’

Stile sapientemente rinnovato, interni più moderni e più curati nello stile, una gamma di motori adatta a soddisfare le esigenze di tutti. I primi esemplari sono previsti per giugno e si parte da circa 43 milioni di Lire, ma chi saprà resistere qualche mese in più, verrà premiato in autunno con l’arrivo delle versioni 1.9 Tdi (115CV) e 2.8 V6 impreziosite dalla trazione integrale 4Motion.

FACCIA ACQUA E SAPONE

Ma procediamo con ordine e scopriamo tutte le novità di questa seconda generazione di monovolume sette posti made in Germany. Gli interventi di maquillage hanno interessato principalmente il frontale e la parte posteriore. La fanaleria anteriore sfoggia ora il più raffinato e accattivante vetro trasparente con la possibilità di montare, anche per la Sharan, i proiettori con luci allo xeno, mentre la nuova griglia del radiatore si mimetizza con la tinta della carrozzeria.

FASCIA DI SICUREZZA

Posteriormente, invece, i fanali sono allineati in verticale, sono più grandi e sono uniti da una discutibile fascia orizzontale rossa e riflettente che integra le luci per la retromarcia e i fendinebbia. Certo, le possibilità di essere notati anche in condizioni di scarsa visibilità sono maggiori, ma il posteriore della Sharan perde in termini di eleganza e il fascione riflettente riporta la memoria ad alcune appariscenti esercitazioni stilistiche dei preparatori d’oltralpe. Completano il nuovo vestito della tedesca, i paraurti ridisegnati, le sottili bande laterali e una linea del portellone posteriore più arrotondata.

INTERNI MODERNI

Tutto bene, invece, per quanto riguarda gli interni: aprendo la portiera, infatti, si scopre che l’intero abitacolo è stato oggetto di numerose attenzioni da parte dei tecnici e dei designer di casa Volkswagen. La plancia sfoggia un nuovo disegno che richiama da vicino l’impostazione stilistica delle ammiraglie di famiglia, le superfici sono più preziose, le finiture impeccabili e la cura nell’assemblaggio non lascia dubbi sulla capacità di resistenza a qualsiasi tortura.

LUCE BLU

La strumentazione è illuminata dalla caratteristica luce blu, la parte superiore del cruscotto prevede due pratici gavoni supplementari chiusi da uno sportello e la console centrale ospita i comandi del climatizzatore e l’ampio display basculante con sistema di navigazione satellitare (optional). Tutti i comandi sono disposti razionalmente, ma anche la tedescona qualche difettuccio ce l’ha: il display che regola la climatizzazione, ad esempio, è posizionato troppo in basso e risulta un po’ sottodimensionato per consentire una lettura dei dati a colpo d’occhio, il navigatore non eccelle per semplicità d’uso e la strumentazione a luce blu convince più per l’estetica e l’impatto emotivo che per la visibilità.

SU MISURA PER FAMIGLIE Esente da critiche, invece, l’abitabilità interna

che offre le consueta possibilità di configurare l’abitacolo secondo i propri capricci o necessità di carico (da 256 a 2610 litri). I sedili anteriori sono dotati di airbag laterali di serie e possono diventare girevoli (optional), mentre i sedili posteriori vantano un appoggio per le gambe ottimizzato, si smontano facilmente e, nell’allestimento Highline, sono dotati di braccioli individuali.

BEN DOTATA DI BASE

Per quanto riguarda le dotazioni della nuova tedesca, la Sharan è disponibile in quattro versioni che rispondono ai nomi di Base, Comfortline, Trendline e Highline. La "Base" ha già quanto basta per viaggiare comodamente: la dotazione prevede l’ABS, gli airbag frontali e laterali, il sedile guida regolabile in altezza, il climatizzatore, gli alzacristalli elettrici anteriori, i sedili per bambini con attacchi Isofix e la vetratura ad isolamento termico. Con gli allestimenti più dotati si aggiungono gli specchietti e le maniglie in tinta con la carrozzeria, i supporti lombari per i sedili, rivestimenti interni sempre più pregiati, ruote in lega, sedili sportivi e i fendinebbia. E per gli incontentabili? Le soluzioni sono due: catturare una Highline con interni in pelle, radica e sedili sportivi con braccioli individuali, oppure attingere al ricco elenco optional e scegliere tra dispositivo di controllo elettronico della stabilità ESP, fari allo xeno, cambio tiptronic, park distance control, lettore cd e sistema di navigazione.

SEI MARCE

Tutte le nuove Sharan nascono già dotate di un nuovo cambio manuale a sei rapporti accoppiato alle diverse motorizzazioni. Si parte dal 1.9 turbodiesel a iniezione diretta da 90CV capace di erogare la notevole coppia massima di 240Nm a 1900 giri e assetato di soli 6,2 litri di gasolio per 100Km per arrivare al più performante 1.9 Tdi da 115CV in grado di esprimere una robusta coppia di ben 310NM a soli 1900 giri. Con questa motorizzazione sotto il cofano, la tedescona scatta da 0 a 100Km/h in 13.7 secondi, si lancia fino a 181Km/h e si accontenta di bere 6.3 litri per 100Km. Chi invece non vuole rinunciare alle motorizzazioni a benzina, può scegliere tra il classico due litri da 115CV, il più ambizioso 1.8 T da 150CV e l’esuberante 2.8 V6 da 204CV.

AL VOLANTE

Ma come si comporta la tedescona alle prese con il traffico, i posteggi e le autostrade? Diciamo subito che la posizione di guida è buona, con il sedile e il volante regolabili, la seduta leggermente rialzata e una visibilità anteriore panoramica. La visibilità posteriore è limitata dal gran numero di poggiatesta, ma una volta prese le misure, si posteggia senza panico anche in spazi ristretti. Lo sterzo è leggero ma preciso, la pedaliera è ben disposta e il nuovo cambio a sei marce si lascia manovrare senza impuntarsi, si sposa bene con le caratteristiche di tutti i propulsori e consente di risparmiare in termini di consumo. Perfetta poi l’accoppiata 2800cc e cambio automatico tiptronic.

SILENZIOSA

A bordo viaggiano tutti comodi, i fruscii aerodinamici si fanno sentire solo a velocità sostenute e la rumorosità meccanica è limitata anche con le motorizzazioni a gasolio, ma il lavoro svolto dalle sospensioni non sempre è ineccepibile e le asperità dell’asfalto vengono incassate senza la necessaria souplesse.

FACILE E SICURA

Una volta in velocità, l’assetto si rivela sempre prevedibile e anche nella guida più disinvolta, la Sharan non sembra risentire troppo dei 463cm di lunghezza e degli oltre 1600Kg di peso. Anche i freni lavorano bene, l’elettronica sorveglia le quattro ruote e la possibilità di montare il dispositivo ESP tranquillizza tutti gli occupanti.

I MOTORI

Ma non tutte le motorizzazioni sono adatte al carattere della nuova tedescona. Il "piccolo" turbodiesel di famiglia risente un po’ del sovrappeso di una carrozzeria a sette posti e si deve accontentare di 17.2 secondi per passare da 0 a 100Km/h, ma una volta lanciato si ferma a 166Km/h e consente lunghe trasferte autostradali senza troppe visite al distributore di benzina.
Decisamente meglio la sorella con il Tdi da 115CV: la notevole coppia motrice consente di scattare con agilità, ci si muove con un filo di gas e le doti di ripresa fanno rabbia a molte berline motorizzate a benzina. Una volta in temperatura, il turbodiesel abbassa la voce, riduce al minimo le vibrazioni e si comporta sempre in maniera esemplare trasformando la Sharan in un autentico incrociatore autostradale dal range europeo.
E la tedesca a benzina? Il due litri sviluppa la stessa potenza del Tdi, ma soffre di una coppia di 170Nm a 2600 giri, regala prestazioni peggiori e consuma di più, mentre il 1.8 turbo da 150CV trasforma la Sharan in una monovolume dalle ambizioni più corsaiole, ma l’erogazione della potenza diventa più nervosa, il ricorso al cambio più frequente e le prestazioni sono ancora penalizzate del peso (0-100Km/h in 10.9s e velocità max di 199Km/h).
Vogliamo esagerare? Motore V6, 2800cc, 204CV, una velocità massima di 217Km/h e uno scatto 0-100Km/h in 9.9 secondi. Il tutto accompagnato da una souplesse di marcia invidiabile, da una fluidità di erogazione riservata solo ai sei cilindri e magari accoppiato alla trasmissione 4Motion con tiptronic. Conto in banca permettendo, semplicemente perfetto.

di Chris Winters
10 aprile 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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