Prova su strada

Suzuki Wagon R+


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

C'era da aspettarselo: dopo le monovolume, le mediovolume, le minivolume sono arrivate anche le microvolume. Arrivano dal Giappone, dove di necessità hanno fatto virtù: a causa degli spazi limitati, i giapponesi sono diventati gli esperti delle miniaturizzazione, anche per le auto. Piccole auto per un grande futuro è lo slogan ispiratore della Suzuki che, con la sua Wagon R, ha conquistato 700.000 clienti giapponesi dal lancio avvenuto nel 1993.

LA NOVITA' Ora è il momento della Wagon R+, dove il + fa la differenza: dimensioni più europee, nuovo motore, porte e portellone più grandi come il bagagliaio. Le dimensioni esterne sono contenute in 341 centimetri di lunghezza per 157 di larghezza. Con i suoi cerchi da 13 pollici e il disegno squadrato, sembra un cubetto. Il design è tipicamente Japan Style, uno stile che non guasta su un'auto di cui i giapponesi sono specialisti. Troppe maniglie ne tormentano il disegno, rendendola simile a una valigia: due grandi mancorrenti sul tetto (peraltro pratici e utili) e un maniglione da arredobagno ne guasta il portellone, rendendolo soggetto a urti da posteggio. In arrivo è anche un ricco catalogo di accessori e parti per personalizzare il cubetto secondo i propri gusti, dalle cromature agli spoiler, dalla calandra cromata alla radica.

MINIFURGONE All'interno, lo spazio è sufficiente per le quattro persone per cui la Wagon R+ è omologata: molto comodi gli anteriori, più misurati i posteriori se chi siede davanti è molto alto. Ribaltando in avanti il cuscino del sedile del passaggero, si accede al cestino per la spesa, un capace secchiello con manico che si sfila, si utilizza e si ripone pieno. Anche sotto il sedile di guida si trova un cassetto e geniale e inedito è il sistema di ribaltamento dei due sedili posteriori: sbloccata la sicurezza tirando una maniglia, il cuscino scorre in avanti intanto che lo schienale vi si appoggia sopra, consentendo con una sola manovra di avere un piano di carico piatto e ben sfruttabile per 633 litri. Sotto il tappetino del bagagliaio si trova una ruota di scorta di dimensioni normali e spazio per riporre piccoli oggetti. Facile è anche spogliare i sedili per lavare il tessuto che le ricopre, con zip e velcro. Completa è la dotazione di serie, con doppio airbag, servosterzo elettrico, alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata, antenna per autoradio, contagiri e immobilizer.

AL VOLANTE La posizione di guida, abbastanza verticale come sulla maggior parte delle monovolume, è comunque confortevole anche se il volante non è regolabile e anche il sedile non si regola in altezza. Tutti i comandi sono a portata di mano e il bel cruscottino dotato di contagiri è sempre ben visibile. L'interno, spazioso e luminoso, crea un buon habitat anche dopo molte ore al volante. Il 4 cilindri da 996cc alimentato da un impianto di iniezione multipoint e con distribuzione a 4 valvole per cilindro, è capace di erogare 65 cavalli con 85Nm di coppia massima a 3.500 giri e mostra subito una buona propensione a salire di giri. Abbinato a un peso in ordine di marcia di 850 chilogrammi ha un buon rapporto peso/potenza. Lo sterzo, servoassistito elettricamente, mantiene la giusta leggerezza a tutte le andature e con un diametro di sterzata pari a 9,6 metri consente facili manovre anche in spazi minimi.

DIVERTENTE E FACILE Al volante, il piccolo cubetto è una vera sorpresa: accelera con molto brio e ispira subito la guida sportiva. Il motore sale bene di giri e l'ottima coppia sterzo/telaio amministra bene la guida. MotorBox ha messo alla prova il magico cubetto sulle corniche della costa azzurra, piene di belle curve, anche anomale e con un fondo stradale non sempre perfetto, ma il Wagon R ha mostrato tutti i suoi +. Unico limite è il cambio con innesti non sempre facili da trovare nelle cambiate veloci, a causa anche della lunga leva: non per nulla in Giappone l'80% delle Wagon R è venduto con il cambio automatico che per ora non è previsto per il mercato italiano. I dischi dei freni anteriori sono autoventilanti (al posteriore ci sono i tamburi) e a richiesta è disponibile l'ABS a quattro canali e quattro sensori: un impianto che si è dimostrato sempre all'altezza della situazione, con una frenata potente ed equilibrata. Stabile e facile da guidare offre anche un comfort che, in tutta sincerità non ci si aspettava. Da Montecarlo ci siamo infilati sull'autostrada verso Genova, con curvoni veloci, gallerie, camion e vento, e anche in questa situazione, il Wagon è stato sorprendente, mostrando la sua propensione anche ad uscire dall'ambito cittadino per cui è stato pensato: si viaggia alla velocità prescritta dal Codice della Strada (la massima dichiarata è 140 km/h) senza preoccupazioni e con un comfort degno di una berlina compatta. Anche i consumi, pur viaggiando con il pedale sempre affondato al massimo sono sembrati contenuti: Suzuki dichiara infatti più di 13 chilometri con un litro in città e 20 nel ciclo extraurbano.

Insomma un cubetto magico in città, dove con un motore scattante, lo sterzo leggero e preciso e dimensioni ridotte si può dar del filo da torcere a uno scooterone. Ma anche pronto alla gita fuori porta.

di M.A.Corniche
30 gennaio 1998


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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