Prova su strada

Saab 9-5 SW


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -


Dopo 30 anni, Saab torna alla station wagon. L'ultima, negli anni 60, si chiamava 95 e ora è il momento della 9-5. Una wagon di taglia grande, 480x179 centimetri, come la berlina da cui deriva, anche se la versione wagon nasce da un progetto dedicato, non è, come tutte le wagon moderne, frutto di un reimpasto della versione berlina. Pronta a fare concorrenza alle super wagon tedesche, leader del mercato delle wagon di lusso, la 9-5 wagon ha tutte le carte per piacere: un design piacevole ed elegante, qualità nei materiali e nei montaggi, tecnologia e un marchio di prestigio.

LA NOVITA' Al frontale riuscito della 9-5 berlina, si aggiunge una coda originale, con il montante dietro ai sedili posteriori molto massiccio e con una forma concava che ricorda la coda delle 900 che hanno fatto conoscere il marchio Saab fuori dai confini svedesi. A ciò unisce anche tutto quanto si può desiderare da una station wagon: tanto spazio e praticità. In 480 centimetri di lunghezza la 9-5 wagon contiene 5 comodi posti (l'abitacolo mantiene la stessa impostazione della versione berlina LINK) e un grande bagagliaio capace di nascondere da sguardi indiscreti 416 litri di oggetti, fino a 1.490 litri se si ripiega il divano posteriore.

CARICO FACILE Per caricare senza far fatica, Saab offre (come accessorio aftermarket) un geniale sistema di scorrimento del piano di carico: si solleva il piano, si mette in posizione un rullo nascosto nel vano sotto il piano (utilizzabile) e vi si appoggia sopra il piano che diventa scorrevole, senza ingombri supplementari, strutture ad hoc e spreco di spazio e di peso. Il piano scorre verso l'esterno di mezzo metro e perfino Pavarotti ci si può sedere sopra: regge fino a 200 chilogrammi di peso. Geniale come le guide in alluminio ai lati del vano per fissare i bagagli con cinghie o reti elastiche: sono di derivazione aeronautica, le stesse utilizzate per fissare i sedili degli aerei, su cui si fissano appositi ganci a scatto con anelli. La cappelliera è rigida, ripiegabile in tre parti, su cui si possono appoggiare oggetti e ottima per isolare l'abitacolo dai rumori che si possono formare nel vano bagagli. Il portellone, poi, si apre fino a ospitare sotto una persona alta fino a 185 centimetri e, di sera, illumina bagagliaio e suolo con luci potenti. Il lunotto viene mantenuto pulito da una spazzola tergicristallo che si attiva automaticamente in retromarcia quando i tergicristalli anteriori sono attivati.

QUATTRO MOTORI tra cui scegliere, con turbine a bassa o ad alta pressione, gli stessi disponibili anche per la versione berlina. 2.0t (110/150 kW/Cv, 240Nm a 1.800 giri, 210 km/h, 0-100 km/h in 10,2 sec), 2.0T (140/190 kW/Cv, 300Nm a 3.500 giri, 230 km/h, 0-100 km/h in 8,8 sec), 2.3T (125/170 kW/Cv, 280Nm a 1.800 giri, 220 km/h, 0-100 km/h in 9,3 sec), 3.0V6t (147/200 kW/Cv, 310Nm a 2.500 giri, 230 km/h, 0-100 km/h in 8,7 sec).

DUE ALLESTIMENTI, S e SE (la 3.0V6 disponibile soltanto SE) che differiscono nel prezzo per 4.250.000 lire e nella sostanza per i fendinebbia, il bracciolo anteriore regolabile, il cruscotto in radica di noce, i rivestimenti in velluto più pregiato, volante e pomello cambio rivestiti in pelle e i cerchi in lega da 16 pollici (invece che in lamiera da 15).

GRANDE VIAGGAITRICE Sulle Saab si sta comodi e rilassati al punto giusto. La wagon mantiene l'impostazione della berlina e la posizione di guida più comoda e più corretta si trova subito grazie alle regolazioni in profondità e in altezza del volante e del sedile (che dispone anche del supporto lombare regolabile). Grazie anche a una impostazione di base studiata con l’attenzione che i progettisti Saab da sempre dedicano all’ergonomia. All’interno non c’è molto da scoprire: tutti i comandi sono al posto giusto nella grande plancia avvolgente tipica del marchio svedese e ispirata all’esperienza aeronautica, schema ormai collaudato e che fa parte ormai dello stile della Casa. Da scoprire ci sono piccoli dettagli. Come il tachimetro con la scala asimmetrica: ampia sino a 140 chilometri l’ora, stretta sino al limite massimo. O le doppie alette parasole, una per il parabrezza e una per i finestrini laterali, e il vano portaoggetti refrigerato sino a 6 gradi grazie a una bocchetta del condizionatore. Il parabrezza è poi spruzzato da sei ugelli riscaldati. L’impianto stereo di buona qualità offerto di serie adatta automaticamente il volume alla velocità e, per i più fanatici, è disponibile anche l’impianto sviluppato da Harman Kardon.

AL VOLANTE La 9-5 wagon non si comporta in maniera molto differente dalla berlina, pur pesando circa un quintale in più e con una distribuzione dei pesi più sbilanciata verso la coda. Il peso si fa sentire sulle strade strette e nei trasferimenti di carico bruschi dovuti a scarti rapidi o a curve in successione ravvicinata, ma è sufficiente adottare uno stile di guida pulito per tenere ben piatta la 9-5. I più nervosi possono scegliere una gommatura più ribassata o soltanto ammortizzatori più rigidi in estensione.

IL MOTORE 2.0t, duemila turbo a bassa pressione, si è dimostrato ottimo sia con il cambio manuale sia con la trasmissione automatica. La sua dote più evidente è l'agilità: dopo una prima abbastanza corta, le marce si allungano e il quattro cilindri regge bene regimi appena sopra i 1.000/1.500 giri anche con la quinta, marcia che si può lasciare inserita da 50 a 210 chilometri l’ora. La potenza accontenta anche i piedi sportivi: la guida più redditizia si ottiene senza tirare troppo le marce poiché dopo i 4.500 giri la curva di potenza si appiattisce e l’erogazione non si incrementa. Un motore silenzioso, di cui si avverte soltanto un poco la ruvidità da quattro cilindri. Ottimo abbinato alla trasmissione automatica a quattro rapporti.
IL 2.3t mantiene le medesime caratteristiche di fluidità del 2.0t, ma con un poco di coppia in più, quindi con più brio in accelerazione e più elasticità in ripresa.
IL 2.0T, turbo ad alta pressione, non viene meno alla tradizione della Casa e segue una filosofia improntata a ottenere prestazioni sportive, ma anche tanta sicurezza e un comportamento a prova di signora. Il motore 2.0 full turbo ha infatti una potenza sufficiente per garantire prestazioni brillanti, ma non trasforma la 9-5 in una bruciasemafori. La turbina ha un funzionamento regolare, la progressione è buona e il motore non alza mai la voce. Purtroppo, con una coppia massima di 300Nm a 3500 giri e una spinta che finisce già a 5000 giri, il campo di utilizzo del motore si riduce notevolmente e, per riprendere sotto i 2500 giri, conviene ricorrere al cambio.
IL 3.0 V6 asimmetrico, disponibile esclusivamente con il cambio automatico è una vera belva: 200 cavalli erogati con una rapidità incredibile. La curva di coppia piatta è tra 1.800 e 4.000 giri, con tutta la potenza disponibile nel regime di utilizzazione più favorevole. I valori di accelerazione, da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi, non sono i migliori della categoria, ma la sensazione di chi è al volante è che i rilevamenti Saab siano sbagliati: docile e facile nella guida rilassata, la 3.0V6 si scatena appena si sfiora l’acceleratore. Merito anche dell’ottima trasmissione automatica, di derivazione General Motors come il motore.

di M.A Corniche
5 dicembre 1998


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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