Prova su strada

Peugeot 307 il camaleone


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Berlina, familiare o MPV? È la prima domanda che sorge spontanea guardando questa innovativa francesina. Un’auto in cui i tecnici della Casa d’Oltralpe hanno cercato di condensare il meglio di ciò che oggi piace agli automobilisti. Insomma, il primo passo (perché saranno in molti a seguirla) sul sentiero di un’altra era di auto tutte uguali.


COM’È

Le forme esasperate, le "misure fuori misura" e un look studiato per stupire, fanno della Peugeot 307, la prima astuta interpretazione dell’auto tuttofare pensata per il pubblico medio alla perenne ricerca di una rinnovata individualità. E così gli stilisti della Peugeot (perché questa volta il mago Pininfarina non c’entra) "l’hanno fatta grossa". Alta quasi come una monovolume, con il padiglione esteso a oltranza verso il posteriore come una station wagon, la 307 ha l’aspetto della berlina lievitata al forno. Un vero ibrido, insomma, che finirà comunque per incontrare i gusti di un pubblico ormai condannato alla ricerca del nuovo a oltranza.

IL PARTICOLARE DESIGN

fa della 307 la portabandiera di una moda esteticamente discutibile, ma che per le sue caratteristiche funzionali diverrà sicuramente diffusa: quella delle berline doppia altezza. Un nuovo trend, insomma, di cui fanno parte, fra le altre, l’ultima Honda Civic e, ahinoi, la nostra Fiat Stilo che non è certo la più bella del reame. La scelta di sviluppare l’auto in altezza è voluta per fare grande lo spazio interno, persino a scapito di una linea esterna un po’ forzata e tutta da discutere.

MONTANTI INGOMBRANTI

Nella 307, ad esempio, il contrasto fra la dimensione di cristalli e padiglione e la caduta in discesa del cofano e del frontale è, a nostro avviso, tutt’altro che gradevole. Alla Peugeot, infatti, mettono le mani avanti cavalcando l’eccesso, vantandosi di avere il parabrezza più grande della categoria (circa 1,42 mq). Gli osservatori più attenti avranno notato che la scelta crea un problema non da poco. Tanta grazia nella superficie vetrata, infatti, ha costretto i progettisti a ricorrere a due lunghi e robusti montanti anteriori che finiscono per ridurre fastidiosamente la visibilità durante la guida.

IL LOOK È DI FAMIGLIA

Il frontale, ovviamente, si ispira senza mezze misure alla piccola 206. Linea vincente non si cambia, infatti. Ma la piacevole trasgressione formale che rende unica la 206, diventa sproporzione nelle linee della 307. Le profonde nervature ai lati del cofano anteriore, ad esempio, volute per ammorbidire la "crescita" del padiglione, finiscono per ricordare il frontale di alcuni veicoli commerciali francesi di qualche tempo fa.

IL RE LEONE

Sulla calandra anteriore, poi, troneggia il leone Peugeot, ancora una volta di dimensioni esagerate. Sicuramente un pleonasmo, visto che non è certo facile confondere la berlina francese con la concorrenza. Osservata di lato, poi, la 307 mette in mostra l’accentuata curvatura del tetto, ammorbidita, in parte, dall’andamento discendente della parte posteriore. Ispirata a quella della Golf, infine, la coda della 307 si distingue con decisione da quella della berlina tedesca per i gruppi ottici posteriori. Un po’ poco, in realtà, per affermare la personalità della marca, anche se l’altro grande leone al centro del portellone sembra voler ricordare ai distratti che l’auto è una Peugeot.

ALL’INTERNO VINCE LO SPAZIO

. Entrati nella 307 sembra di essere a bordo di una monovolume. E d’altro canto era proprio ciò a cui aspiravano i signori della Peugeot. Con una lunghezza di 4,20 m (come la Golf), una larghezza di 1,73 m e un passo di 2,61 m, i passeggeri sono circondati dall’abbondanza dimensionale e dai numerosi e comodi ripostigli. Sopra la testa, poi, resta uno spazio quasi esagerato, almeno per chi conserva una posizione di guida normale. La regolazione verticale dei sedili, infatti, e la generosa altezza del padiglione consentono di portare molto in alto la seduta. Si può quasi trasformare la posizione di guida della 307 in quella di un veicolo commerciale. Una scelta astuta di Peugeot dedicata soprattutto ai numerosi utenti che prediligono la posizione di guida "tutto in alto", molto in voga, oggi, fra gli amanti delle monovolume.

MONOLOCALE A QUATTRO STELLE

Il design e le finiture degli interni hanno compiuto un notevole salto di qualità rispetto alla precedente 306 e allo standard Peugeot in generale. La 307, infatti, rischia quasi di sembrare un’auto tedesca. La plancia, ad esempio, ha perso quelle rotondità tutte francesi per una linea più essenziale. Peccato che la console centrale emerga con eccessiva prepotenza a centro plancia. L’avremmo preferita più discreta. I rivestimenti della plancia, della console e degli sportelli, infine, sono di buona qualità, ben assemblati e piacevoli al tatto. L’unico appunto, forse, si può fare alla scelta delle tonalità bicolore dei rivestimenti. Ma la classe non si conquista in un sol giorno.

SICURA E BEN COLLAUDATA La meccanica della 307

, anche se in realtà non racconta nulla di particolarmente rivoluzionario, è di pregevole livello. Le sospensioni sono a quattro ruote indipendenti con le pseudo Mc Pherson all’avantreno. La sospensione posteriore, invece, è composta da una traversa ad U in lamiera d’acciaio, con due bracci e una barra antirollio: un sistema non nuovo, insomma, ma efficace e realizzabile a basso costo. Ai bracci, poi, sono collegati due ammortizzatori idraulici filtrati da tamponi in gomma per evitare la trasmissione delle vibrazioni all’interno dell’abitacolo. Per lo sterzo, infine, la Peugeot è ricorsa ad un sistema a servoassistenza che modula la durezza del volante in funzione della velocità della vettura e dell’angolo di sterzata. Per l’impianto frenante la 307 si serve di quattro dischi con gli anteriori ventilati. Il sistema è dotato di servofreno e assistito dall’ABS di serie (ormai obbligatorio per legge).

TRE MOTORI DISPONIBILI

Anche qui niente di nuovo sotto al sole. Due benzina a quattro cilindri 16 valvole, di cui un 1.6 litri con monoblocco in ghisa e testata in alluminio e un due litri interamente in lega leggera sono i motori previsti al lancio della berlina francese. Sul fronte diesel, invece, è disponibile, per il momento il 2.0 HDI common rail da 90 cv con testata a 8 valvole. Il motore 1.6 litri (1587 cc) dispone di una potenza di 80 kW (110 cv) a 5750 giri, con un valore di coppia massima pari a 147 Nm a 3900 giri. Con questo cuore la 307 arriva, secondo la Casa, a 100 all’ora in 11,6 secondi e raggiunge la velocità massima di 190 Km/h. Al vertice della gamma benzina, invece, c’è il già noto 2.0 litri (1997 cc) che sviluppa una potenza di 100 kW (138 Cv) ed eroga una coppia massima pari a 170 Nm a 5750 giri. Il 2.0 litri consente alla 307 – secondo quanto dichiarato dalla casa – di raggiungere i 100 Km/h in 9.8 secondi e la velocità massima di 205 Km/h. Il motore a gasolio, infine, è il collaudato HDI 2 litri (1997 cc) common rail da 66 kW (90 CV), capace di una coppia massima pari a 205 Nm a 1750 giri. Con questo motore la 307 arriva – sempre secondo i dati ufficiali – a 179 Km/h e va da 0 a 100 Km/h in 13,6 secondi.

COME VA

In realtà, ci aspettavamo qualcosa di più dall’enfant di casa Peugeot. Purtroppo le dimensioni ipervitaminiche della 307 si pagano con prestazioni più da commenda che da ruggente mangiatrice d’asfalto. L’altezza superiore allo standard, infatti, comporta un più accentuato coricamento laterale che fa perdere quella sensazione di piacevole nervosismo che ha reso celebri le "Peugeottine" del passato. Nonostante il peso non sia esagerato – oscilla comunque intorno ai 1300 Kg – la 307 trasmette al volante un feeling da vettura di dimensioni ben maggiori.

AUREVOIR DNA SPORTIVO

L’inserimento in curva è sufficientemente preciso ma non fulmineo, così come la tenuta di strada che è buona ma offre sempre la sensazione di essere al limite. Ma la cosa che ci ha creato un certo disappunto è stata, soprattutto, la prestazione del diesel HDI common rail da 90 cv. Provato sulla 206 ci aveva colpito positivamente, ma sulla più pesante e ingombrante 307 ansima e fatica ricordando quanta più grinta trasmetta, al contrario, il 90 cv Volkswagen della Golf. La 307 si è dichiarata su strada, quindi, mostrando di aver perso il DNA sportivo di casa Peugeot, per votarsi al ruolo di spaziosa berlina da famiglia.

Valerio Monaco

15 maggio 2001
Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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