Prova su strada

Jaguar S-Type


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Che cosa spinge a guardare al passato? La nostalgia e il rimpianto oppure il desiderio di trovare identità e certezza? Di sicuro la spinta verso la tradizione, il non rinnegare canoni e particolarità che, nel tempo, hanno contribuito a caratterizzare il presente.Con la S-Type, Jaguar ottiene un duplice risultato: risvegliare i ricordi sopiti di chi amava e ammirava la Mark II degli anni 60 e, al contempo, inserirsi in un segmento finora ignorato dalla Casa di Coventry, quello delle berline di gamma medio-alta.Se questi erano gli scopi, l’intento è stato raggiunto.

LA NOVITA' La S-Type è un concentrato di tradizione e innovazione, concetto molto utilizzato oggi purtroppo anche da chi vi si rifugia per povertà di idee. Non è il caso di Jaguar che dell’innovazione costante e un po’ soft ha fatto la sua bandiera specie nel corso dell’ultimo decennio, passato a dimostrare al mondo che le sue auto, oltre ad essere tra le più affascinanti, avevano anche raggiunto livelli di affidabilità invidiabili. Con il debutto della S il cerchio si avvicina alla sua chiusura, che avverrà con l’ultimo, rivoluzionario tassello rappresentato dalla media X400, che debutterà giusto fra un paio d’anni.

STILE CORAGGIOSO Ma torniamo alla S-Type e principalmente alla sua linea coraggiosa, per lo meno a vedere ciò che offre, tranne rare eccezioni, il panorama automobilistico europeo e asiatico degli ultimi tempi. O piace o non piace: le vie di mezzo non sono ammesse per un modello che deve trasmettere con immediatezza i suoi contenuti "filosofici". Le linee sono rétro nel senso che mantengono caratteristiche classiche rivisitate in chiave attuale secondo l’evoluzione dei canoni di aerodinamica, sicurezza, estetica. Non la semplice riproduzione nostalgica di un ricordo.

TRADIZIONE SCIPPATA La S ricorda smaccatamente la Mark II nella parte frontale, con fari e calandra che sono il festival della rotondità anche se, com’è ovvio, l’inclinazione è aumentata in maniera considerevole, adeguandosi ai più moderni dettami stilistici. Più penetrazione, quindi, e un solo rammarico: che, con qualche anno di anticipo sull’iniziativa Jaguar, sui doppi fari circolari si sia fatta una tradizione e un family-feeling recente la Mercedes con la Classe E, appropriandosi di una personalità che forse spettava più di diritto agli inglesi. Più in linea con i tempi la coda, anche se il ricordo della MkII è evidente nelle proporzioni. Di profilo, infine, la S rivela tutta la sua classicità di "tre volumi" arrotondata di chiara matrice britannica.

ABITACOLO YANKEE Della tradizione Jaguar gli interni hanno la pelle e la radica, ma il disegno della plancia è un po' americaneggiante (i padroni di casa sono i signori della Ford, meglio non dimenticarlo) con tanto di portalattine sul tunnel centrale e cruscotto a palpebra. L'influenza Ford, non si vede soltanto nel design, ma anche dalla razionalità con cui è disegnato il posto di comando, razionalità in cui gli inglesi non sono mai stati forti. Anche se, della più economica produzione Ford si ritrovano anche pulsanti e levette

MECCANICA MADE IN USA Sotto l'aristocratica pelle inglese, si nasconde la meccanica della Lincoln LS presentata nel '98. A partire dall'autotelaio fino al motore V6, della famiglia Duratec. Una meccanica comunque riveduta e corretta per essere in linea con la tradizione sportiva Jaguar. Il motore, costruito in alluminio, ha una testa tutta nuova, collettori a geometria variabile e le sospensioni sono state modificate.

PER VECCHI E NUOVI JAGUARISTI La sensazione generale offerta dalla S è comunque quella di un'auto di alto lignaggio, insolitamente compatta (è un effetto estetico: è lunga 486cm…) anche in considerazione di quanto sono abituati a ricevere dalla loro Casa preferita gli utenti Jaguar. Ma gli intenti sono quelli di cercare nuovi clienti, per la quale la serie XJ rappresenta un investimento economico e d'immagine troppo oneroso. E le porte della S si aprono per i 35/45enni pronti a farsi coccolare da un prodotto di classe ma non per questo eccessivamente esibito e anche per i giaguaristi più anziani, che chiedono maggiore praticità e agilità nel traffico cittadino.

LA GAMMA Disponibile con due motorizzazioni a 6 e 8 cilindri, entrambe a V, la S-Type conta tre versioni: V6, normale ed Executive, e V8. Tre alternative che si sovrappongono alla gamma delle berline Xj, a parte la V6 base tre litri, che costa circa 18 milioni meno della più piccola delle XJ, la 3.2 a otto cilindri. Il discorso perde però importanza economica appena si passa alla S in versione Executive il cui costo è inferiore alla XJ di cui sopra di poco, circa 2,5 milioni. E la qualità della Xj, nella precisione degli accoppiamenti delle lamiere, nella qualità delle plastiche dell'abitacolo e in altri dettagli è superiore a quella della S-Type.

CONCORRENTE PERICOLOSA Completa è la dotazione di serie con sedili elettrici e computer di bordo, rivestimenti in legno d’acero scuro e sedile posteriore sdoppiabile (prima assoluta su Jaguar), climatizzazione separata e cerchi in lega, airbag frontali e laterali, impianto stereo e sedili a regolazione elettrica, oltre all'ottima abitabilità e alla sensazione "salottiera" degli interni: quanto basta per impensierire seriamente la flotta di tedesche e svedesi che, nel segmento, l’hanno sempre fatta da padrone.

AL VOLANTE La sensazione di essere avvolti dall'abitacolo e dall'auto, può diventare un valido argomento per chi, non frequentando abitualmente la marca inglese, vuole un prodotto un po' fuori da quella formalità che invece si respira sui modelli superiori. Si trova facilmente la posizione di guida migliore, grazie a volante e sedile regolabili elettricamente in ogni direzione che ben si adattano a tutte le taglie.

JECKYLL-HYDE Veloce, scattante, di ottima guidabilità e manovrabilità grazie ai limitati sbalzi anteriore e posteriore, la S-Type ha dalla sua una potenza di 238 CV nella versione 3 litri V6 che la rendono frizzante nell’utilizzo sportivo e confortevole nell’uso più consono alla marca. Nella guida relax, il motore si avverte appena, tanto da sembrare spento quando gira al minimo. Fino a 4.000 giri il V6 sale di giri con calma, spingendo con souplesse l'ago del tachimetro verso l'alto ma, insistendo e superando la fatidica soglia si sveglia di soprassalto e tira fuori tutta la potenza quasi con brutalità. Il comfort è sempre molto elevato sia dal punto di vista acustico, sia grazie al lavoro delle sospensioni che, pur votate al comfort, sopportano bene anche la guida sportiva senza farsi mettere in crisi.

CAMBIO A 6 MARCE Molto divertente il cambio manuale a 6 marce Getrag (di serie sulla base, optional senza sovrapprezzo sulla Executive), ben rapportato e dolce negli innesti, che limita il rischio di impuntamenti e grattate, sempre preciso e veloce. La vettura che lo monta, tra l’altro, è più veloce di 8 km/h rispetto alla corrispondente automatica, con 234 km/h contro 226 e si sfrutta al meglio la doppia personalità del motore V6.

IL MOTORE V8 I 40 cavalli in più (per un totale di 276) della versione spinta dal V8 4 litri si sentono, eccome! Con questo propulsore la S diventa una vera sportiva anche se le sospensioni, pure in modo "Sport" (è possibile, optional, selezionare due diversi assetti) diventano con la V8 fin troppo morbide, specie sui percorsi misto stretti, sollecitate dalla coppia generosa del V8. Invece, messi alla prova anche dal maggior peso e dalla maggiore potenza della versione V8, i freni si sono dimostrati sempre potenti e mai affaticati anche dalla guida sportiva.

di Alessandro Giudice
3 giugno 1999


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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