Prova su strada

Ford Mondeo my2001


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Messe da parte le velleità da "world car", la seconda generazione della ex best seller di casa Ford punta sulla qualità per tornare a fare i grandi numeri in Europa. Il corpo da ammiraglia e la linea aggraziata (ma non troppo originale!) si sposano con un abitacolo curato nei dettagli e spazioso per tutta la famiglia. Completano il menù nuovi motori a benzina e turbodiesel, prezzi accattivanti e un comportamento su strada ineccepibile.

 

LA NOVITÀ

Non guarda più al mondo la Ford Mondeo, come è stato per la prima edizione venduta in 60 Paesi (oltreoceano però è stata un flop: solo 600 mila Ford Contour e Mercury Mystique su 2,5 milioni di esemplari costruiti), che ora si concentra sull'Europa. Dove l'obiettivo è quello di riacchiapparsi l'etichetta di best seller della sua categoria, tentando di spiazzare la più che mai agguerrita concorrenza (così è stato nel 1994 e nel ’95).

PRONTA A TUTTO

Le armi? Un abito elegante cucito su un corpo cresciuto di una taglia, in aggiunta a una batteria di cuori tutti nuovi e a un inedito pianale. Lo stesso utilizzato per la sontuosa Jaguar X-Type e, nel caso della Mondeo, base per tre tipi di carrozzeria: 4 porte, station wagon e hatchback. La prima al debutto entro fine anno, e presa in esame qui di seguito, la seconda attesa a inizio 2001. Quanto alla terza, in Italia non avrebbe gran fortuna. Due i livelli di allestimento: a una dotatissima entry level dal prezzo competitivo si affianca una Ghia super accessoriata.

PER CONQUISTARE A 360°

L'occhio esperto avrà colto qualche somiglianza della Mondeo con alcune blasonate rivali tedesche. Un clamoroso caso di plagio? Niente affatto. Il merito è dei vertici della Ford che hanno strappato alla concorrenza l'abile designer Chris Bird, mettendolo a capo del centro stile europeo. Non sorprendano dunque il taglio del parafango anteriore tipo A4 o i fianchi che fanno il verso a quelli della Passat (e che dire delle maniglie apriporta!): la mano è la stessa.

EDGE DESIGN

D'impatto il frontale in stile "edge design" (come Ka, Fiesta, Focus, Galaxy), mentre la coda della 4 porte è impreziosita dai fanali triangolari con spot rotondi. Belli da vedere anche se simili a quelli della Mercedes Classe C. Il salto di classe è evidente, anche se a ben guardare l'impressione è che la Mondeo sia stata disegnata per piacere a tutti costi. E per non rischiare troppo siano state scelte forme poco innovative.

LA SOSTANZA È SOTTO PELLE

L'obiettivo è stato comunque centrato. Se le linee della carrozzeria a qualcuno possono sembrare già viste, agli occhi di tutti il portamento della Mondeo ha indiscutibilmente una bella dose di classe in più. E poi all'eleganza delle forme fanno eco dimensioni più importanti (4,73x1,81x1,43) allo scopo di riempire il posto lasciato vacante dalla Scorpio.

DA TOP DI CLASSE la dotazione di sicurezza e il nuovo telaio,

più resistente agli urti e in grado di garantire un migliore comportamento dinamico, grazie anche a sospensioni raffinate. In caso di urti fino a 15 km/h, poi, il corpo della Mondeo non si deforma, basta cambiare un supporto nascosto dal fascione. Per sostituire una lampadina, invece, è sufficiente rimuovere il faro sfilando due fermi e senza dover ricorrere all'elettrauto. Un gioco da ragazzi rubarli? Nessun timore, come sulla Focus il cofano ha la serratura con la chiave.

APPAGANTE ANCHE AL TATTO

Anche all'interno il richiamo alla famiglia Audi-Volkswagen è forte. Specie guardando la scelta dei materiali e la struttura della plancia. La sensazione di elevata qualità è immediatamente palpabile. Comandi di gomma per le bocchette di ventilazione, piacevoli al tatto come le plastiche e le stoffe dei rivestimenti; maniglie sul padiglione "ammortizzate" per non fare rumore appena rilasciate. Non mancano le luci per gli specchi nelle alette parasole e il portabicchieri a scomparsa: in posizione d'uso urta però il ginocchio del passeggero. Riportano alla realtà il cruscotto illuminato di verde e l'orologio analogico ovale stile orologio del nonno al centro della consolle.

TUTTI UGUALI

Peccato anche che il climatizzatore automatico, offerto di serie, non sia dotato della regolazione separata per i due lati dell'abitacolo, così come non sia prevista almeno una bocchetta di ventilazione dedicata ai passeggeri posteriori. Dietro stanno comodi anche tre adulti, ciascuno con poggiatesta e cintura di sicurezza a tre punti. Il bagagliaio è una piazza d'armi: 500 litri di capacità,

DUE VERSIONI AL TOP

Il salto di classe è evidente anche guardando la dotazione di serie. Inappuntabile per quanto riguarda la sicurezza: due airbag frontali a doppio stadio, due laterali ad altezza torace e due a tendina anche per la testa dei passeggeri posteriori. In aggiunta, i poggiatesta anteriori limitano le lesioni al collo in caso di colpo di frusta, la pedaliera è collassabile e l'ABS è corredato dal ripartitore della frenata. Da aprile è previsto anche l'EBS (riduce gli spazi di arresto in caso di emergenza), mentre è a pagamento l'ESP (controllo della stabilità).

UPGRADE

Chi esige qualcosa di più, optando per la Ghia Upgrade (costa 3 milioni e mezzo in più) si aggiudica la consegna con il pieno di carburante, il telepass, gli interni in pelle, il computer di bordo, i cerchi in lega e finiture ad hoc.

CUORI D'AVANGUARDIA

Eccezion fatta per il V6 di 2,5 litri da 170 CV (coppia 220 Nm a 4250 giri), già in forza sulla vecchia Mondeo, i motori sono tutti nuovi. Due 4 cilindri a benzina di 1,8 e due litri, rispettivamente da 125 e 145 CV (170 e 190 Nm di coppia entrambe a 4500 giri), e un 2.0 turbodiesel da 115 CV (coppia 280 Nm a 1761 giri) che in barba alle più recenti tecnologie fa impallidire la concorrenza con l'iniezione diretta con pompa rotativa, ma nella evoluta configurazione Bosch VP 44 (spinge il gasolio a 1900 bar). L'anno prossimo è tuttavia prevista un'evoluzione con tecnologia common rail e qualche cavallo di più. Nel futuro della Mondeo, con buona probabilità, saranno presenti anche motori a iniezione diretta di benzina.

QUALITÀ PREMIUM E IL PREZZO...

Pur avvicinandosi per molti aspetti al segmento Premium, quello che vede protagoniste Audi, BMW e Mercedes, la Mondeo punta su prezzi competitivi per fare grandi numeri. Per accaparrarsi una 1.8 o una 2.0 allestita di tutto punto occorrono infatti 39 milioni di lire (la station wagon costerà due milioni di più). Due milioni in aggiunta dovrà sborsare chi sceglie la turbodiesel. Chi opta per la 2.5 V6 deve preventivare 44 milioni. Cifre accattivanti, è vero. Ma se la qualità è ormai paragonabile a quella di Volkswagen, lo è sempre più anche il prezzo. In alcuni casi, per una Passat ben equipaggiata bastano un pugno di milioni in più.

IDEA MONDEO

Raccogliendo l'esperienza fatta con gli altri modelli della Casa, la Ford ha messo a punto un sistema di acquisto specifico per la Mondeo. Come anticipo il concessionario accetta l'auto di seconda mano e dopo tre anni garantisce un valore minimo dell'usato del 33%. Inclusi nelle 36 rate mensili ci sono 4 tagliandi di manutenzione, l'estensione della garanzia a 3 anni o 100 mila km (scelta ormai dal 100% della clientela) e l'assicurazione furto e incendio. I costi? Ecco un esempio: chi sceglie una station wagon turbodiesel e possiede un usato da 12 milioni, pagherà 835 mila lire al mese e dopo tre anni potrà contare su 16 milioni 340 mila lire di valore della sua Mondeo.

AL VOLANTE

Una volta il piacere di guida era un'esclusiva delle automobili sportive. Più curate, perché votate alla velocità, nell'assetto, nel comportamento in curva, nella frenata. Oggi non è più così. Come già la Focus a suo tempo, anche la Mondeo diventa un'auto al top come comportamento dinamico. Il merito è delle raffinate sospensioni multilink al retrotreno (addirittura differenti tra berlina e familiare) e dell'avantreno Mc Pherson modificato per assecondare bene i movimenti dello sterzo. Il risultato è un'auto straordinariamente precisa in inserimento di curva (la diesel è perfetta) e neutra in uscita. Con la tendenza più a chiudere le traiettorie con la coda che a puntare con il muso. Come piace a chi ama guidare. Unica pecca è il cambio ancora un po' legnoso, ma sufficientemente preciso. I freni a disco di grande diametro sono ok.

2.0 16V

Duratec Per chi non ha particolari pretese questo è un motore più che adeguato sotto il cofano della Mondeo. Silenzioso a tutti i regimi è abbastanza elastico anche sui percorsi più tortuosi. I 15 CV guadagnati rispetto alla precedente edizione migliorano impercettibilmente i tempi nello scatto da 0 a 100 km/h (9,8 secondi contro 9,9), ma assicurano un miglior allungo in velocità (215 km/h contro 206). La spinta non è generosa, ma questo 4 cilindri sale bene sino a 7000 giri. Uno dei punti di forza è la scarsa sete di carburante: in media si coprono 12,5 chilometri con un litro. Certo che l'ottimo telaio di questa berlina farebbe pensare a qualcosa di più. Perché non optare per la 2.5 V6?

2.0 Turbodiesel Duratorq

Avranno un bel dire alla Ford che i livelli in materia di prestazioni e consumi toccati con le più recenti tecnologie sui motori a gasolio possono essere raggiunti anche con i sistemi tradizionali. In effetti, i risultati ottenuti dal due litri della Mondeo sono encomiabili. Ma avviato a freddo questo turbodiesel canta come un trattore di campagna e agli alti regimi l'ottimo comfort è penalizzato dal suo frullare. Resta il fatto che grazie alla turbina a geometria variabile e alla distribuzione a 16 valvole la spinta è notevole a tutti regimi e prosegue, costante, fino a 4500 giri. La coppia elevata gratifica la guida ben oltre il più potente due litri a benzina. Scatto da fermo (10,6 secondi per passare da 0 a 100 km/h) e velocità di punta (195 km/h) lasciano qualche perplessità sui due milioni di spesa in più. Dubbi prontamente eliminati dalle percorrenze: 16,9 km/litro. Ma qualche concorrente tedesco fa di meglio…


di David Giudici
14 novembre 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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