Prova su strada

Daewoo Tacuma


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

La famiglia delle monovolume cresce e più che una ‘nicchia’ dedicata a pochi sembra destinata a trasformarsi in un nuovo modo, più libero e democratico di vivere l’auto. Così, anche Daewoo si butta nella mischia e lo fa al grido di Tacuma, la nuova monospace che ruba il nome alla lingua afrikaans (il senso suona un po’ come uno stile di vita gioioso) e la linea alla fantasia made in Italy di Pininfarina.

LA NOVITÀ

Lunga 4 metri e 35 centimetri, larga 1,75 e alta circa 1 metro e 60, (più o meno la stessa taglia di Xsara Picasso e di Mégane Scénic), la Tacuma reinterpreta con fantasia il tema delle tante colleghe che da tempo hanno rinunciato ad avere un muso e una coda. Nella calandra c’è il logo Daewoo stilizzato, i fari sono quelli della Nubira ma sembrano pensati ad hoc e la fiancata è percorsa da veloci nervature che accompagnano l’occhio di chi guarda verso il posteriore. La coda non si dimentica facilmente, con quei due gruppi ottici sporgenti come pinne, così sporgenti da diventare due spicchi rosso fuoco tridimensionali.

SPAZIO DA INVENTARE

Se la funzionalità è la chiave di volta delle monovolume, Tacuma colpisce nel segno. Pininfarina le ha regalato un bell’abito, alla fodera interna hanno pensato in Daewoo confezionando un prodotto ben riuscito. Cinque posti comodi e, dietro, tre democratici sedili singoli da spostare, ribaltare o smontare in pochi istanti. E se nel mezzo del viaggio si volesse improvvisare una riunione di famiglia, a macchina ferma si può ruotare di 180 gradi il sedile del passeggero e guardarsi tutti bene in faccia. A far da tavolino, se il posto non è occupato, ci sarà lo schienale centrale posteriore con tanto di posto per bicchieri e bottiglie per l’oratore di turno.

BELLA DENTRO

Nel villaggio globale, la qualità è una sola. Così, anche i coreani si adeguano agli standard europei, i più severi. Per la Tacuma , Daewoo ha utilizzato materiali di buona qualità, dai tessuti (fiori a parte) alle plastiche e ne ha curato il montaggio con tolleranze molto ridotte.

TANTI PICCOLI NASCONDIGLI

Due cassetti si estraggono da sotto i sedili anteriori e due piccoli gavoni che faranno sentire a casa chi ama le barche si nascondono nel pavimento sotto i piedi dei passeggeri posteriori. Poi, tante tasche per tenere tutto a portata di mano.

MODULARITÀ E FANTASIA

Cinque posti veri, con il sedile di guida da regolare anche in altezza e inclinazione della seduta mentre dietro lo spazio per le gambe vale anche per gli over size. Inoltre, supporto lombare e volante regolabile (solo in altezza, non in profondità) fanno sentire a proprio agio anche chi non è abituato alla monovolume.

BAGAGLIAIO DA FAMIGLIA

Quanto ai bagagli, 455 litri di volume utile dovrebbero bastare per un weekend con figli al seguito. Se così non fosse, i sedili posteriori sono tre e si ripiegano e ribaltano anche singolarmente fino a ottenere 1165 litri di spazio. E se lo spazio non dovesse ancora bastare, sul tetto ci sono di serie le barre portatutto per altri 100 chilogrammi di carico.

SOBRIA CON MODERAZIONE

Due allestimenti senza varianti sul tema semplificano la scelta della nuova Tacuma. Interni in tessuto e finiture in simil metallo satinato sono quel che offre la SX. Sulla top di gamma CDX al tessuto si aggiunge la pelle e sulla plancia e sulle portiere compare generosa la radica (di buon aspetto anche se sintetica). Le fantasie simil-floreali dei tessuti faranno anche un po’ new age ma potrebbero non incontrare il gusto di tutti. La versione di punta CDX offre anche il climatizzatore automatico e un impianto stereo con caricatore nascosto nel bagagliaio per fare il pieno di musica preferita.

OPTIONAL? NO GRAZIE

La Tacuma sceglie la strada della semplicità e regala tutto o quasi di serie. Dall’Abs al doppio air bag, dal servosterzo ai cerchi in lega fino ai quattro vetri elettrici, tutto fa parte della dotazione di bordo. Poi il climatizzatore manuale è l’unico optional sulla SX mentre sulla CDX nulla è previsto. Non male se si pensa che bastano 30,9 milioni per la 1.8i SX e 36,9 per la 2.0i 16V CDX.

SOTTO IL COFANO

c’è un 1,8 litri monoalbero da 105 cavalli (e 151 Nm di coppia a 2.800 giri) o, in alternativa, un 2 litri 16 valvole da 130 cavalli a 5.600 giri. Un motore a gasolio dovrebbe arrivare presto ma molto dipenderà da chi sarà per il futuro il partner in affari di Daewoo (GM, Fiat, Ford o DaimlerChrysler?). Il cambio è manuale e per ora non è prevista una versione con la trasmissione automatica.

AL VOLANTE

Pensata per la famiglia la Tacuma ha un carattere pacato che infonde relax ma certo non risveglia sopite fantasie corsaiole. Al volante si gode di una vista quasi perfetta; fanno eccezione quei due piccoli deflettorini anteriori che sommati al generoso montante oscurano un po’ la visuale, specie nelle curve strette.

BRACCIOLO A UNA PIAZZA

Il sedile di guida si regola a dovere e il volante sa inclinarsi come su un’auto quasi sportiva; sembra però poco democratico che il bracciolo anteriore sia solo per il guidatore. La strumentazione è chiara, i comandi del climatizzatore automatico ben visibili e facili da azionare anche se lo schermo è a volte illeggibile a causa dei riflessi. Anche per azionare i vetri elettrici lato guida bisogna arretrare in modo innaturale l’avambraccio per raggiungere i comandi, montati un po’ troppo verso il montante centrale.

SICURA MA MORBIDA

la Tacuma si fa condurre sul misto con una certa facilità. Il rollio è piuttosto evidente e la Tacuma tende a sdraiarsi verso l’esterno nelle curve, senza porre limiti alla tenuta di strada ma rendendo più impegnativa la guida soprattutto sulle strade con continue curve e controcurve, dove la carrozzeria ondeggia come un pendolo da una parte e dall’altra. Anche le frenate e le accelerazioni scuotono la carrozzeria ma, per contro, le irregolarità della strada si assorbono con disinvoltura. Il terreno ideale sono però i lunghi nastri autostradali dove la monovolume coreana corre per niente disturbata dal rumore, che lascia i passeggeri liberi di parlare a bassa voce anche a velocità ben oltre quelle consentite dal Codice.

STRADISTA SÌ, SPORTIVA NO

Portarsi a spasso con disinvoltura quasi 1500 chilogrammi di peso (a vuoto) non è cosa da tutti, specie con rapporti del cambio un po’ lunghi e con due motori dall’indole piuttosto rilassata. I 170 km/h della 1.8i faranno la gioia dei padri di famiglia con moglie ansiosa, grazie ad accelerazioni a prova di cardiopatico (0-100 km/h in 12 secondi). Per gli altri, il 2 litri offrirà certo di meglio con 190 km/h di velocità massima e ‘onesti’ 10,5 secondi per passare da 0 a 100 km/h.

di Roberto Sposini
29 giugno 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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