Prova su strada

Daewoo Matiz my 2001


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Sensazione magica, è questo il significato della parola Matiz in coreano. Un nome impegnativo per qualsiasi modello, anche per un’utilitaria realizzata da un maestro del design come Giugiaro. Pur non facendo gridare al miracolo, la piccola monovolume orientale continua a mietere successi per i suoi indubbi contenuti di praticità. Oggi, grazie a un leggero restyling dà una rispolverata alle forme e alla sostanza che l’hanno consacrata al ruolo di bestseller e si assume l’incarico di traghettare la Casa asiatica in acque più serene. Senza la bacchetta magica…

LA NOVITÀ

Con ben 95.000 immatricolazioni dal 1998 fino a oggi, la Daewoo Matiz è riuscita a conquistarsi in Italia il ruolo di best seller. Il merito è della linea simpatica, della praticità dei suoi contenuti, della economicità di acquisto e di gestione che la rende un’auto alla portata di tutti. Buona parte del merito va tuttavia anche all’aspetto moderno, aggraziato e accattivante, che ricorda molto da vicino un progetto sfilato dai cassettoni degli archivi di Casa Fiat… La versione del 2001 della piccola coreana conserva tutti quegli ingredienti che l’hanno consacrata al successo, e dà solo una spolveratine all’immagine, ancora più attuale, oltre che un aggiustamento alle dotazioni, senza perdere però quegli ingredienti che l’hanno portata a entrare nei cuori (e nei box) delle famiglie italiane.

MONOVOLUME ANTITRAFFICO

Uno dei punti di forza della piccola coreana è la praticità delle cinque porte e dei cinque posti (quattro, quando si tratta di adulti) in soli 3 metri e mezzo di lunghezza e una carrozzeria che sembra costruita per esaltare la spaziosità dell’abitacolo. Sia chiaro, con misure così piccine non è lecito pretendere un granché, ma la Matiz in città e un’autentica reginetta che sgattaiola alacremente tra code e viuzze piccole piccole. Parte del merito va anche al valido tre cilindri di 800cc parco nei consumi, affidabile e adeguato più per lo scatto al semaforo che alla cavalcata fuori porta.

COMODI IN QUATTRO, VALIGE PER DUE

Il bagagliaio permette di stipare comodamente due borsoni e, a seconda delle dimensioni, anche due valige rigide, ma reclinando lo schienale si riescono a caricare oggetti più ingombranti. Si può viaggiare anche in quattro, sempre che il pilota non mantenga il sedile in posizione totalmente arretrata, e per brevi periodi, persino in cinque; sul posto centrale però è consigliato metterci un bambino.

CARRERA O MAGGIOLONE?

Le vistose gobbe che gonfiano i parafanghi anteriori e racchiudono i grossi occhi rotondi e il taglio del cofano motore possono ricordare, a scelta, lo stile di due famose vetture tedesche: VW Beetle, o Maggiolone, per i nostalgici, Porsche Carrera, per i sognatori. Anche gli indicatori di direzione riprendono il motivo tondeggiante, spostandosi, come sulla 911, alla base dei proiettori e sopra il fascione, in una posizione più protetta dai piccoli urti cittadini. Dietro salta subito all’occhio lo spostamento della targa, dal paraurti al centro del portellone (ora dotato di una comoda maniglia per l’apertura) e il nuovo disegno dei fanali a forma di goccia, cresciuti nelle dimensioni. Non si tratta di stravolgimenti radicali, a dimostrazione che la Matiz piace così com’è.

ABITACOLO PIÙ COLORATO

Allegra e spensierata nei colori esterni, la Matiz ha ora anche nuovi rivestimenti interni. La versione più lussuosa, la Star, ha inserti in tessuto anche nei pannelli delle porte, dotati di appoggiabraccia. Sempre nelle porte sono stati spostati i pulsanti degli alzacristalli elettrici, che prima erano sul tunnel. Nuovo anche il piccolo pozzetto davanti alla leva del cambio, che può ospitare due bicchieri e piccoli oggetti. Anche la strumentazione ha subito una rinfrescata, con una nuova grafica dal curioso sfondo azzurro, insieme alla consolle centrale ospita i comandi della climatizzazione, l’autoradio e due bocchette della ventilazione. Sul passaruota sinistro è stato ricavato un poggiapiedi per il guidatore, molto comodo nei lunghi tratti autostradali.

ANCORA PIÙ SICURA

Pur essendo una vetturetta destinata prettamente alla città, la Matiz non si fa mancare le principali dotazioni di sicurezza. Ma non su tutte le versioni. I due airbag frontali e le cinture dotate di pretensionatore sono offertI di serie a partire dall’allestimento Planet, mentre restano una chimera per gli allestimenti d’ingresso alla gamma (Smile e City). Sempre sulla Planet, a pagamento c’è l’ABS a quattro canali, di serie sulla top di gamma Star. Con l’adeguato corredo di sicurezza, la Matiz ha superato con successo i severi crash test dell’ ente indipendente EuroNCAP, che prevedono l’impatto disassato contro una barriera fissa a 64 km/h. Vale la pena dunque spendere qualcosa di più.

TRE CILINDRI SPRINTOSI

Anche il piccolo motore tricilindrico di 796 cm3 ha subito alcune modifiche, per sottostare alle normativa antinquinamento Euro 3, senza per questo essere penalizzato nelle sue doti di elasticità o economia. Dotato di distribuzione monoalbero in testa, eroga 51 CV a 5900 giri, con una coppia massima di 68,6 Nm a 4600 giri. Non è certo un mostro di potenza, ma sa farsi apprezzare. Riposizionando i supporti del motore e regolando le boccole di fissaggio una particolare cura è stata prestata alla riduzione delle vibrazioni, che sulla vecchia versione erano un po’ troppo evidenti, specialmente in accelerazione o tirando le marce al regime massimo. Grazie anche a nuovi pannelli fonoassorbenti, alla ventola di raffreddamento modificata e al nuovo comando del cambio in acciaio anziché in plastica la rumorosità nell’abitacolo della Matiz risulta drasticamente ridotta (meno 5 dB).

PER SOPRAVVIVERE IN CITTÀ…

A introdurre all’universo Matiz è ancora la versione Smile, che per 14.600.000 lire offre lo stretto necessario per sopravvivere nella giungla cittadina: l’antifurto immobilizzatore, la predisposizione radio, il lunotto termico con tergi, i vetri azzurrati e il regolatore di assetto dei fari. Per aggiudicarsi anche chiusura centralizzata, alzacristalli elettrici, paraurti in tinta, sedile posteriore sdoppiato, orologio digitale e specchietti regolabili dall’interno, bisogna scegliere la City, che costa 15.700.000 lire.

UNA PICCOLA AMMIRAGLIA

Aggiungendo un milione e 100 mila lire ci si aggiudica la più raffinata Planet, che dispone dei due airbag frontali e del servosterzo. Al top della gamma c’è la Star, nella quale si sta al fresco, grazie al climatizzatore e che si riconosce al volo dall’interno per la vistosa cornice metallescente della consolle centrale, tanto in voga in Oriente. Nella dotazione include anche lo specchietto destro a regolazione elettrica, le maniglie e i retrovisori in tinta con la carrozzeria. Tutto questo per 19.300.000 lire. Per tutte, da rimarcare la garanzia di tre anni o 100.000 km. 

AL VOLANTE

Grazie alle ampie porte, salire sulla Matiz è un gioco da ragazzi, anche per guidatori sovradimensionati... Certo, lo spazio non è moltissimo, visto che la vettura è larga un metro e mezzo, ma è sufficiente per non sentirsi chiusi in una scatoletta. Il posto guida poi è in posizione rialzata e la visibilità è davvero buona, visto che le superfici vetrate abbondano.

UN ROMBO DECISO

La voce è quella tipica dei piccoli motori a tre cilindri: quasi dal timbro sportivo, piacevole, simile a quella di una motocicletta inglese. I progressi svolti per migliorare l’insonorizzazione sono stati davvero notevoli e ora la Matiz fa sentire il suo rombo solo tirando le marce allo spasimo. Le prestazioni sono modeste, ma adeguate alla classe della vettura e alla cilindrata; risentono infatti solo della presenza di un eventuale carico, di pendenze o dell’accensione del climatizzatore. In autostrada tuttavia si possono tenere i 130 km/h con tranquillità, disponendo ancora di un leggero margine di potenza. A questa velocità è possibile conversare tranquillamente con i compagni di viaggio.

IN CITTÀ È UNA REGINA

Nei percorsi metropolitani la Matiz si muove con grande disinvoltura e, tirando a fondo ogni rapporto, il carattere è persino brillante. La manovrabilità del cambio è eccellente così come sono apprezzabili la dolcezza dei comandi a pedale e dello sterzo, pensati a misura di donna. La velocità massima dichiarata è di 144 km/h, e l’accelerazione da 0 a 100 km/h dovrebbe richiedere 17 secondi. Le percorrenze sono da city car: quasi 12 km con un litro nei percorsi metropolitani, 19,2 sulle statali e 15,6 km in media.

IN CURVA SI BALLA

Guidare la Matiz in città è un piacere: certo la potenza disponibile non è molta, ma sufficiente per disimpegnarsi agilmente da ogni situazione. Mettere in crisi la coreana nel traffico è praticamente impossibile. Fuori porta le cose cambiano un po’. In curva la taratura molto morbida delle sospensioni, unita ai pneumatici dal fianco abbastanza alto (155/65) suggerisce una buona dose di prudenza per non compromettere la stabilità della vettura, anche se i limiti sono sufficientemente elevati. Il rollio consistente sconsiglia di adottare andature sportive ma assicura un buon comfort per i passeggeri, anche se nell’abitacolo si balla il valzer... Molto potenti e ben modulabili i freni integrati dall’ABS: un accessorio consigliabile anche su una vettura da città.

di Marco Zamponi
20 dicembre 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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