Prova su strada

Citroën Xsara Coupé 1.6 16V VTR


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Anche la coupé francese, come il resto della gamma, si è sottoposta a un corposo restyling e porta al debutto un motore 1600 a 16 valvole dal carattere interessante. Il risultato è una sportiva soft dallo sguardo bonaccione, con buone prestazioni e, più di tutto, una grande attenzione al comfort.

LA NOVITÀ

Si è rifatta da capo a fondo la Xsara: nuova linea, nuovi interni, nuovi motori e un bonus di sicurezza in più che non ci sta mai male. La VTR, in particolare è la versione sport soft, equipaggiata con l’inedito motore bialbero di 1600 cc a 16 valvole da 80 kW (110 cv) che va a sostituire addirittura tre motorizzazioni: 1.6, 1.8 e 1.8 16 valvole.

SGUARDO BUONO

La personalità è aumentata di sicuro anche se i due occhioni stralunati forse non rendono giustizia alla cattiveria che la coupé francese vorrebbe esprimere. Il nuovo look, con la vistosa calandra e l’emblema del "double chevron" bello in evidenza, sembra fin troppo coreano per essere adatto a un’auto dalle velleità sportive; sempre meglio tuttavia della faccia anonima della vecchia versione.

E LUCE FU

In ogni caso, i nuovi fari anteriori con vetro trasparente hanno portato un beneficio per la visibilità notturna migliorando l’illuminazione del 20% rispetto ai proiettori precedenti. La fiancata è invece filante e slanciata, mentre la coda è incattivita da un piccolo spoiler, elementi che rendono più grintosa l’immagine della due porte francese. Una grinta che viene sottolineata anche dai nuovi cerchi in lega da 15 pollici (gli stessi della VTR da 167 cavalli) che contribuiscono ad allargare la carreggiata a beneficio della tenuta di strada.

TUTTA RIFATTA

Il lifting ha riguardato un po’ tutta la vettura che ora si presenta con una linea più moderna pur senza perdere i connotati estetici che contraddistinguono dalla nascita la Xsara. La zona posteriore non ha subito modifiche sostanziali: sono arrivati nuovi gruppi ottici monocolore, mentre è stato eliminato il pulsante d'apertura del portellone, sostituito da una levetta invisibile annegata sotto la nervatura superiore del portatarga. Azzeccato anche l’abito "tutto in tinta", fascioni compresi, che rende la coupé d’oltralpe poco vistosa e impegnativa: impone una spesa ulteriore di 250.000 lire ma è assolutamente consigliabile. Eppoi, in questa veste resta forte la somiglianza nella zona posteriore del profilo con la Mercedes Sportcoupé.

STERZA ANCHE DIETRO

Classico lo schema delle sospensioni anteriori, che seguono uno schema pseudo Mc Pherson con molle elicoidali e ammortizzatori idraulici. Al retrotreno ritroviamo invece una soluzione cara alla Citroën con l’assale autodirezionale che spostandosi di qualche millimetro in curva coadiuva la sterzata delle ruote anteriori. La sospensione è composta da una barra di torsione con ammortizzatori disposti orizzontalmente.

COMODI IN QUATTRO

All’interno lo spazio per quattro è abbondante: trattandosi di una coupé, sulla Xsara si viaggia comodi e anche la dotazione di vani è notevole. Oltre all’ormai irrinunciabile buchetto portatelefonino (con tappetino gommato antiscivolo) c’è anche un vano (all’occorrenza porta CD) in mezzo ai due sedili e due tasche sulle portiere. Anche i poggiagomiti sui pannelli delle porte nascondono (molto bene a dire la verità perché si scoprono per sbaglio) due ripostigli, stretti ma molto profondi.

GRINTA SOFT PER L’INTERNO

L’abitacolo è di impronta grintosa, anche se non ha nessuna voglia di stupire con soluzioni o materiali particolari. Ci sono dei richiami sportivi come il rivestimento in simil carbonio della consolle centrale e di alcune parti del cruscotto. Balza subito all’occhio la strumentazione a fondo bianco, utilizzato però curiosamente solo per tachimetro e contagiri, gli altri due strumenti (livello carburante e temperatura liquido) restano invece a fondo nero. Il contagiri incorpora anche il termometro dell’olio, anch’esso un retaggio della supersportiva VTS. Maggiori anche le funzioni del computer di bordo con un display sufficientemente leggibile che offre oltre ai consueti messaggi di allarme, anche la temperatura esterna e le informazioni sul funzionamento della radio.

PIÙ SICURA

Ma le novità sono anche sotto la pelle. L’abitacolo della Xsara è stato rinforzato per rispondere meglio ai crash test, più robusti i longheroni, i montanti centrali, i rinforzi delle porte, tutto per offrire una maggiore sicurezza. Di serie la Xsara offre anche quattro airbag (quelli frontali sono a doppio stadio, hanno due livelli d'innesco a seconda dell’intensità dell’urto). Tutto per un prezzo di 28.030.000 lire a cui però occorre aggiungere una cifra che si aggira sui tre milioni per avere una dotazione sufficientemente completa; ABS a parte, infatti, la Xsara coupé di serie ha una dotazione piuttosto francesacana...

AL VOLANTE

Si fa in fretta a trovare la posizione più adatta al guidatore (il sedile ha la regolazione in altezza, ma non il supporto lombare) l'ergonomia è curata anche se c'è qualche tasto sparpagliato qua e là (vedi lunotto posteriore nella consolle centrale in basso, stessa posizione dei pulsanti degli alzacristalli elettrici). Se poi sono una comodità i comandi illuminati al volante per la radio, una distrazione in meno quando si guida, è una seccatura il comando del clacson alla francese sulla levetta degli indicatori di direzione a sinistra del volante: capita, al momento di mettere la freccia, di suonare a chi precede. E trattandosi di uno sbaglio si rischia di essere mandati gratuitamente a quel paese.

SPORTIVA COMODA

La sportività traspare dai particolari già citati prima, i sedili, invece, sono un compromesso tra comfort e tenuta laterale. Il retrotreno autosterzante caratterizza il comportamento della coupé francese, occorre solo farci l'abitudine perché sulle prime si percepisce una strana sensazione di minimo sovrasterzo. Sia chiaro si tratta solo di una sensazione, perché la Xsara coupé si difende egregiamente quando si parla di tenuta di strada. Il primo tratto d’escursione delle sospensioni è morbido, privilegiando quindi il comfort poi la due porte francese si acquatta sulle sospensioni accusando poco rollio anche quando si guida dando fondo al gas.

POCA GRINTA

Ci si aspettava un po' di più dal motore. Il nuovo millesei sedicivalvole è potente quanto basta per assicurare prestazioni brillanti (si superano agevolmente i 200 indicati) ma non tira mai fuori davvero gli artigli; insomma, da una coupé ci si attenderebbe un po’ più di "carattere". Più che per la potenza assoluta (110 cavalli erogati morbidamente) però, il quattro cilindri si fa apprezzare per una erogazione molto lineare della coppia che trova il suo apice a 4000 giri quando sono disponibili 147 Nm. Sale di giri velocemente e con un rombo sommesso, che si fa avvertibile solo ai regimi più alti, anche se affondando il gas nell'abitacolo giunge una specie di "raglio" che di sportivo ha ben poco. A smussarne il carattere aggressivo contribuisce anche il cambio, un po' lento negli innesti e rapportato piuttosto sul lungo. In particolare è evidente il salto di giri tra prima e seconda.

FRENATA MORBIDA

Buone notizie arrivano invece dal reparto freni, i quattro dischi si fanno trovare sempre pronti all'appello e vantano anche una buona modulabilità anche su fondi scivolosi. L'ABS entra in gioco solo quando si esagera, e questo non dispiace.

NON È UN’UBRIACONA

Per la sua coupé intermedia, la Citroën ha quindi scelto la linea soft, con un motore brillante ma non "gasante". Tra l’altro anche poco assetato: andando molto allegri con l’acceleratore è difficile scendere sotto i dodici chilometri litro. Un vero peccato che l’altro motore 1600 di Citroën, quel peperino che spinge la Saxo VTS da 122 cavalli, non sia a norma Euro 3. Poco male, comunque, per i "piedoni pesanti" c’è sempre la versione VTS. E con quasi 170 cavalli a disposizione è tutta un’altra storia.

Stefano Cordara

11 aprile 2001
Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
Logo MotorBox