Prova su strada

Citroën C5 Break


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Un capitolo di scienza elettronica e idraulica, e di ergonomia. È forse la definizione che calza meglio alla Citroën C5 Break. La nuova station wagon francese è riuscita a realizzare la quadratura del cerchio: ottenere una capacità di carico da veicolo commerciale garantendo, nello stesso tempo, una tenuta di strada da supercar su percorsi di ogni tipo e in ogni condizione di carico.

 LA NOVITÀ

In un’era in cui va di moda spacciare le banalità per grandi scoperte, infatti, la Citroën ha saputo produrre un’opera di ingegneria che fa scuola, dando uno schiaffo morale a chi la dava per dispersa. Con il suo vestito sobrio ed elegante, la C5 Break evoca, ancor più della berlina, il ricordo di quella leggenda dell’automobilismo che è stata la Citroën DS. Un’auto in cui il matrimonio fra design d’avanguardia e ricerca tecnologica ha creato uno stile inimitabile. Disegnare oggi un’auto come la DS sarebbe anacronistico, oltre che antieconomico, ma la C5 Break evoca, con la trasgressione delle linee essenziali e l’adozione del rivoluzionario sistema di sospensioni Idrattiva 3, lo stesso spirito d’avanguardia che ha reso famosa l’illustre antenata.

UN BREAK AGLI SCHEMI

Che piaccia o no, se c’è una cosa che alla C5 Break non manca, è la personalità. E la vista anteriore-laterale ne è la prova. Il frontale sottile, il parabrezza sfuggente, l’andamento del tetto e delle fiancate, compongono un’armonia di stilemi di chiara marca Citroën. Il design dei gruppi ottici di grandi dimensioni, poi, domina su una presa d’aria anteriore sottile, sfuggente ma carica d’aggressività, sottolineando la volontà degli stilisti Citroën di uscire a tutti i costi dagli schemi convenzionali del design.

SULL’ALTARE DELLA SPAZIOSITÀ

Più convenzionale, invece, la linea di cintura che sale leggermente verso il posteriore, offrendo una sensazione di movimento e di leggerezza alla fiancata di dimensioni generose. In nome dello spazio e della facilità di carico, però, è stato necessario sacrificare un poco il design del posteriore. Il grande portellone, infatti, scende lineare e deciso fin quasi al bordo inferiore del paraurti. Una scelta che appiattisce un poco la vista posteriore, anche se voluta per rubare ogni centimetro utile all’altezza da terra della soglia di carico. Con la C5 Break, insomma, il messaggio è chiaro si sceglie la novità e la personalità quasi a voler ribadire quella volontà di innovare che in passato ha fatto parte del DNA Citroën. Non ci sono concessioni alle mezze misure, infatti: o la C5 Break non piace, oppure esercita un’indubbia carica di fascino.

SALOTTO AMBULANTE

Da un corpo vettura lungo 4,76m e largo 1,77 non si poteva tirar fuori di più: abitabilità e capacità di carico sono da riferimento. E non solo per le misure vere e proprie, comunque da primato, ma anche per la sensazione di comfort e di spazio disponibile che si percepisce entrando in macchina. Tanto comfort a bordo, comunque, non è certo frutto del caso. L’altezza del corpo vettura (1,52 mt), prima di tutto, è al di sopra della media e contribuisce ad aumentare la sensazione di grande volumetria interna. La distanza fra la seduta delle poltrone anteriori, ad esempio, e il padiglione è di 91,5 cm, mentre dietro sale a 93 cm. Il che significa avere circa una decina di centimetri fra la testa e il tetto.

DA RIMANERE A BORDO

I sedili, poi, sono di maggiori dimensioni rispetto agli standard di categoria. Altro elemento, questo, che fa pensare d’essere a bordo di un’auto più grande. Una filosofia progettuale intelligente, insomma, votata al piacere di fare chilometri in pieno relax. Nello sfruttamento degli spazi interni, somiglia più a una monovolume che a una wagon, trasformando ogni spazio disponibile in un utile ripostiglio.

A SISTEMARE I CASSETTI

Nel cassetto anteriore, ad esempio, un vano refrigerato può contenere la classica bottiglia da 1,5 litri, mentre nel coperchio ci sono spazi dedicati a penna, bloc notes e occhiali. Guardandosi intorno, insomma, si trova di tutto e di più: dal vano per il cellulare (finalmente qualcuno che ci pensa!), con tanto di presa 12V per la ricarica, al portalattine, dal cassettino per i guanti e le chiavi di casa ai grandi cassetti negli sportelli e a quelli disponibili per i passeggeri posteriori.

ARREDAMENTO D’INTERNI Il design tutto curve della plancia

avvolge guidatore e passeggero, mentre il cockpit e il vano per il display del navigatore satellitare sono ben riparati da ampie e morbide palpebre. Il display satellitare, inoltre, messo sopra a tutto, a centro plancia, è finalmente in posizione intelligente e funzionale. Non riusciamo a capire, infatti, perché molte Case automobilistiche continuano a piazzare il display nella consolle, in una posizione che costringe il guidatore a distogliere, pericolosamente e a lungo, lo sguardo dalla strada. Tutto è pensato per non affaticare durante il viaggio: dalla possibilità di regolazione dei sedili a quella del volante (in altezza e in profondità), e persino dei braccioli.

VAI COL WAGON

Il vano bagagli merita sicuramente un discorso a parte. Il progetto C5 Break, infatti, nasce con lo scopo di offrire spazi di carico da primato vestiti con una carrozzeria di classe. E il volume destinato ai bagagli va da un minimo di 563 litri ad un massimo di 1658 litri, il che non è poco per un’auto che ha le dimensioni esterne della C5 Break. Il bagagliaio poi, ha un’altezza massima totale di 92cm, mentre sotto la cappelliera l’altezza disponibile è di circa 49cm. Ma la misura più interessante riguarda la larghezza della soglia di ingresso che con 1,18m circa consente di far entrare nel bagagliaio persino un sofà.

OLTRE LA SOGLIA

Va rilevato, inoltre, lo studio accurato della forma. Non si nota quasi, infatti, la presenza dei passaruota o di altri impedimenti che possano limitare lo sfruttamento ottimale dello spazio disponibile. Un’altra chicca della C5 Break, infine, riguarda l’interruttore all’interno della cornice del portellone, che consente di regolare le sospensioni della vettura variando così la soglia di carico di circa 16cm. Una funzione, questa, voluta per adattare la soglia alle diverse esigenze, facilitando così le operazioni di stivaggio del bagaglio.

AUTO INTELLIGENTE

La prima cosa che viene in mente, pensando alla tecnologia della Citroën C5, è il sistema Idrattiva 3 che provvede alla gestione delle sospensioni. Occorre spiegare, prima di tutto, a cosa serve il sistema Idrattiva 3. In curva, come in salita e in discesa, il movimento e le relative forze in gioco provocano un inevitabile spostamento dei pesi che si traduce, in pratica, nel coricamento laterale e nel cambio di assetto in accelerazione e decelerazione. Con il sistema Idrattiva 3, le sospensioni sono collegate da una rete idraulica, gestita da una centralina di comando e da una serie di sensori che intervengono "regolando" le sospensioni sotto sforzo e mantenendo la vettura in piano.

KART FAMILIARE

Una soluzione, questa, che risolve un problema eterno. Le auto sportive, infatti, per avere un assetto impeccabile e non innescare fenomeni di rollio, ricorrono alle sospensioni rigide, così come le auto votate al comfort sono più morbide ma mostrano spesso dei limiti nella guida veloce. La possibilità di autoregolarsi in tempo reale dell’Idrattiva 3, invece, consente di avere sempre il massimo comfort, ma anche l’auto perfettamente "in assetto" ove necessario. Lo stesso sistema, poi, entra in funzione quando si carica il bagagliaio. Con l’aumento di peso, infatti, la vettura tende ad abbassare il posteriore perdendo gli equilibri ottimali. Con Idrattiva 3, invece, le sospensioni riportano la C5 Break in assetto consentendo di avere la tenuta di strada ottimale anche a pieno carico.

IN MACCHINA COI CHIP

Ma le innovazioni tecnologiche della C5 Break non si limitano alle sospensioni. Per offrire il massimo del comfort i tecnici della Citroën hanno dotato la vettura di numerosi accessori. Il black panel, ad esempio, spegne tutte le luci della strumentazione, lasciando acceso il solo tachimetro, per rendere più riposante la guida notturna. I tergicristalli partono automaticamente quando le prime gocce di pioggia bagnano il parabrezza, mentre i fari si accendono da soli al calar della luce o quando si entra in galleria. In caso di pioggia, inoltre, si chiudono automaticamente i cristalli e il tetto apribile. Non mancano, poi, il sistema di navigazione, con schermo multifunzioni, e il computer di bordo. Sulla versione Exclusive, infine, sono di serie il sistema di assistenza al parcheggio e il dispositivo di controllo della pressione dei pneumatici che consente di verificare, mediante un segnale visivo e sonoro, l’eventuale perdita di pressione di un pneumatico.

COME VA

Mettersi al volante di una C5 Break significa veramente vivere una nuova esperienza di guida. Una volta presa velocità, si preme il pulsante Sport e si dimenticano immediatamente le dimensioni della vettura e la sua vocazione al trasporto e al viaggio. L’assetto gestito dal sistema Idrattiva 3, infatti, mantiene sempre la vettura in assetto. Non si sentono più buche o avvallamenti, e in curva scompare ogni accenno di rollio o coricamento. Stupiti da questo comportamento abbiamo sottoposto la C5 Break a un vero e proprio tour de force.

QUASI DA SPECIALE Siamo andati a cercare le strade sterrate più sconnesse, gli asfalti più rovinati, i cordoli sassosi, come pure i curvoni autostradali affrontati in piena velocità. In ogni situazione la C5 Break è riuscita a stupirci per la sua capacità di digerire ogni ostacolo o imprevisto restando sempre sotto controllo. La risposta dello sterzo, poi, è sempre immediata e trasmette, senza false impressioni o reazioni, l’esatta sensazione della traiettoria percorsa. Ad ogni comando del pilota la risposta è precisa, e se si sbaglia la correzione è immediata e non crea mai situazioni di pericolo. La sensazione, insomma, è quella di correre sempre sui binari. Una vettura diversa, sicuramente, anche sui terreni a scarso coefficiente di aderenza, dove le reazioni, per risposta e capacità di controllo, si avvicinano a quelle di un’auto da rally. E se si vuole andare piano, si agisce di nuovo sul pulsante sport e l’auto torna docile e morbidosa come una berlina presidenziale.

PER TUTTI I GUSTI Cinque i motori disponibili sulla Citroën C5 Break, di cui tre nuovi: due a benzina e uno diesel. Nella gamma benzina troviamo, oltre al già conosciuto 2.0 16V da 100 kW, il 2.0 Hpi da 103 kW (143 Cv) a 6000 giri. La coppia erogata è pari a 193 Nm a 4000 giri. Un motore, quindi, che soddisfa soprattutto la clientela alla ricerca dei bassi consumi e del funzionamento fluido e regolare più che delle prestazioni. Il nuovo 2.0 Hpi, inoltre, garantisce una sostanziale riduzione delle emissioni nocive grazie ad un nuovo sistema antinquinamento (Hpi) brevettato dal gruppo PSA. Per chi cerca il massimo in termini di prestazioni, è disponibile il 3.0i V6, un sei cilindri da 2946cc che eroga la potenza di 152 kW (210 Cv) e un valore di coppa pari a 285 Nm a 3750 giri. Prestazioni più che valide, quindi, soprattutto se si considera che sono ottenute rispettando gli standard Euro 4 relativi alla normativa antinquinamento.

UN FILTRO PARTICOLARE Passando all’alimentazione a gasolio, sempre in ascesa nel gradimento della clientela, il motore di riferimento è sicuramente il 2.2 Hdi FAP, con una potenza dichiarata di 98 kW (136 Cv) e un valore di coppia pari a 314 Nm a 2000 giri. Ma la particolarità tecnica che rende unica questa motorizzazione è l’adozione del filtro per il particolato (FAP), un sistema che, integrando le funzioni del common rail e quelle dell’impianto di scarico catalizzato, consente una drastica riduzione delle emissioni dannose alla salute. Il listino della Citroën C5 Break va dai 45 milioni della versione SX 2.0 16V ai 59,4 milioni della lussuosa e accessoriata 2.2 Hdi 16V Exclusive.

Valerio Monaco
12 giugno 2001


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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