Prova su strada

Chrysler PT Cruiser


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Chi compra la PT Cruiser lo fa perché si innamora dello stile, non per la funzionalità dei suoi interni o per la sua dotazione di serie. E chi ama l’understatement forse si farà convincere dalle 25 configurazioni possibili dei suoi sedili. Fun nello stile e smart nella praticità, l’unico limite della PT Cruiser sta nel motore due litri, messo alla frusta a ogni semaforo.

 

LA NOVITA’

La PT Cruiser segue il filone rètro, ispirata alle auto degli anni 30/40, tenute in vita nell’immaginario collettivo dalle Hot Rod (Bielle Roventi), le loro trasformazioni in dragster stradali. Al contrario di altri esempi, la PT è anche un’auto furba che, alla bisogna, si trasforma facilmente in un furgoncino. Furgoncino nella forma della carrozzeria, ma con una grinta quasi sportiva (almeno nello stile…).

HOT ROD

Abitacolo allungato e arrotondato come l’auto di Al Capone, griglia frontale enorme, parafanghi sporgenti e protezioni laterali che ricordano i predellini: lo stile spudoratamente rètro è molto forte e ben disegnato, ma inadatto ai fanatici dell’understatement anche se le sue origini USA forniscono l’alibi al suo look esuberante. Allo stile da show car si abbinano dettagli votati alla praticità, come i paraurti non verniciati (e quindi non graffiabili in posteggio), i paracolpi laterali sotto le portiere e i binari sul tetto su cui applicare barre portatutto scorrevoli.

ABITACOLO YANKEE

Anche all’interno lo stile è smaccatamente rètro, con dettagli cromati e con una plancia perfettamente simmetrica che incorpora due guance in tinta con la carrozzeria: in quella di sinistra si trovano i tre strumenti circolari separati e quello di destra copre l’airbag per il passeggero. Una soluzione che permette di montare guida a destra o a sinistra cambiando poche parti. Votati all’economia anche i comandi degli alzacristalli elettrici: gli anteriori sono al centro della plancia, i posteriori sono soltanto sul tunnel centrale, davanti ai piedi dei passeggeri posteriori. Di buon livello, soprattutto per un’americana, sono le finiture e la qualità dei materiali, adeguati al prezzo e agli standard europei. Non possono mancare su un’americana almeno 20 vani portaoggetti mentre singolare è invece l’idea di una piccola antenna per la radio manuale e sul lato destro, molto carina ma scomoda.

COME IL LEGO

Lo stile stravagante nasconde un abitacolo versatile, con sedili posteriori abbassabili e smontabili, dotati di maniglia e rotelle per essere trasportati facilmente nel box di casa. Il sedile del passeggero si abbassa in avanti, trasformandosi in tavolinetto o in piano di appoggio allo stesso livello degli schienali posteriori abbassati. Anche la cappelliera sta al gioco e continua il piano di carico lasciando al disotto uno spazio protetto e nascosto. La cappelliera, poi, si gira ed è pronta a diventare il fondo del bagagliaio per accogliere oggetti che sporcano oppure si può montare in verticale dietro i sedili posteriori.

LO SPAZIO

Pur con dimensioni esterne da media berlina (428x170cm) l’abitacolo è spazioso e accogliente sfruttando l’effetto monovolume dell’altezza, con un soffitto che non crea problemi nemmeno ai pivot del basket, soprattutto dietro, grazie alla forma a cuneo della carrozzeria. Il bagagliaio offre spazio a 538 litri di bagagli se si viaggia in cinque, fino a 1820 litri se si smontano i sedili posteriori. Una rete elastica tiene fermi gli oggetti piccoli nel bagagliaio.

IL MOTORE

Il primo motore con cui la PT Cruiser si presenta in Europa è un due litri 16 valvole da 104 kW (140CV) a 5.700 giri e 188 Nm a 4.150 giri. Seguiranno un turbodiesel 2.2 con tecnologia common rail (Mercedes) Cdi e un millesei a benzina. Può essere abbinato a un cambio manuale a 5 marce o a un automatico a 4 marce. Si parla anche di un motore da 200 cavalli…

LA GAMMA

Motore unico, tre allestimenti: Classic, Touring e Limited. Prezzi, nell’ordine, di 36, 38,9 e 43,9 milioni. La Classic offre di serie: Abs, airbag anteriori e laterali, sei altoparlanti, climatizzatore manuale, controllo elettronico di trazione, retrovisori esterni elettrici regolabili e riscaldabili elettricamente, sedile guida regolabile in altezza elettricamente con bracciolo, volante regolabile. La Touring offre in più cerchi in lega 16 x 6.0 con pneumatici 205/55R16, fendinebbia, volante rivestito in pelle, mini consolle (bussola + temperatura esterna + faretti di lettura) sul soffitto, impianto audio con autoradio, riproduttore di cassette e lettore CD, portapacchi sul tetto. La Limited aggiunge: cerchi cromati da 16", vetri atermici scuri, antifurto volumetrico e perimetrico, cruise control sedili con rivestimento in pelle o scamosciato a scelta, sedili anteriori riscaldabili, lato guida e passeggero (da luglio 2000) e supporto lombare sedile di guida (da luglio 2000).

AL VOLANTE

La PT (Personal Transportation) è una di quelle auto in cui né si sale né si scende, si entra. La posizione di guida è infatti un poco più alta della media, quanto basta per entrare agevolmente (anche grazie a portiere che si aprono quasi a 90° rispetto alle fiancate) e per avere una visione panoramica della strada.

SEDILE ALTO

I sedili anteriori hanno una seduta corta che non sostiene adeguatamente le cosce e che può rivelarsi stancante nei viaggi. Alla guida ci si sente un po’ dei pappagallini sul trespolo, con il sedile che è sempre troppo alto rispetto al volante e alla plancia per chi ama guidare seduto e non in piedi: unito al parabrezza basso, poi, può costituire un problema per la visibilità dei più alti. Visibilità che, altrimenti, è ottima in tutte le direzioni malgrado la forma strana della carrozzeria, ostacolata soltanto un poco all’indietro dai tre poggiatesta posteriori.

CONFORTEVOLE E SICURA

In marcia la PT è comoda, con sospensioni attente a interpretare al volo i comandi del pilota, con un appoggio sicuro anche in situazioni di emergenza e se il pilota è in vena sportiva. Anche i freni sono altrettanto pronti e attenti a seguire i voleri del pilota, potenti e facili da dosare. All’interno regna un comfort acustico di buon livello, sia in termini di fruscii aerodinamici sia di rotolamento delle ruote sull’asfalto. L’unica nota stonata è nel motore.

MOTORE STANCO

Il motore è decisamente sottodimensionato rispetto alle potenzialità del telaio della PT, pronto a ricevere quei 200 cavalli che sembrano arrivare nelle prossime evoluzioni. Il duemila è pronto e facile nella guida cittadina, nelle partenze e nel traffico lento, generoso e silenzioso fino ai primi 2000 giri. Poi sembra fermarsi, sembra non avere più nulla da dire fino a 4000 giri, regime a cui si mette a urlare e a spingere fino alla zona rossa. Nella pratica, se ci si vuole muovere velocemente, la lancetta del contagiri è sempre ai piani alti e la voce del motore impera sempre all’interno dell’abitacolo.

CAMBIARE I CAMBI

Il cambio manuale è facile negli innesti e preciso, ma forse marce un poco più corte avrebbero reso la PT più agile e scattante. Anche con il cambio automatico (1.900.000 lire) la guida non migliora di molto se si ha fretta: se si preme sul pedale il cambio sceglie tra i quattro disponibili il rapporto a cui corrisponde un regime sopra i 4000 giri. In autostrada l’automatico raggiunge i 170 km/h in terza marcia ma appena si solleva il piede dall’acceleratore e si innesta la quarta il tachimetro scende rapidamente intorno ai 150 km/h. Cinque rapporti avrebbero potuto sfruttare meglio il motore.

di M.A.Corniche
5 giugno 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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