Prova su strada

Chrysler 300 M


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Negli USA vetture di questo tipo sono definite medie cilindrate, mentre in Italia i 3500 cc, la lista degli accessori di serie e i 5 metri di lunghezza la posizionano decisamente tra le ammiraglie. Tranne che per il prezzo.


LA NOVITA' La 300M arriva in Italia con l’intento di proporre una vettura super accessoriata a un costo relativamente contenuto. Interni in pelle con sedili anteriori a regolazione elettrica e riscaldabili, condizionatore automatico, doppio airbag, ABS, computer di bordo, cambio automatico. Cerchi in lega, 4 alzacristalli elettrici, fendinebbia, lavafari, autoradio con 11 altoparlanti, controllo della trazione e della velocità di crociera. E come ciliegina, un motore sei cilindri 24 valvole da ben 254 CV. Tutto questo installato a bordo di una berlina tedesca oltrepasserebbe la soglia dei cento milioni, mentre Chrysler ne fa risparmiare un quarto.

LO STILE E poi la 300M fa girare la testa a tutti, con la sua linea particolare, quasi da astronave: a noi è piaciuta molto nella parte posteriore, alta e ben proporzionata, mentre il frontale è più pesante e difficilmente digeribile. L’insieme è, a piacimento, spettacolare o sconcertante, e difficilmente passa inosservato.

GUSTO YANKEE L’interno non esprime un gusto particolarmente americano ed anzi, alcuni pulsanti, come quelli della climatizzazione, peraltro efficiente, hanno un aspetto un po’ antiquato, e i listelli che incorniciano la parte centrale sono, ahimè, in finto legno. A salvare la situazione ci pensa la il cruscotto, con gli strumenti bordati da un filo cromato che fa molto rétro, e che di notte si accende di un verde chiaro molto appariscente. All’interno del tachimetro è previsto un piccolo display per indicare il rapporto selezionato.

SPAZIO PER TUTTI Lo spazio in 5 metri abbonda, ma la posizione di guida è un po’ infossata, nonostante le numerose regolazioni elettriche offerte dal sedile: non si entra nella vettura ma ci si scende, come in una coupé. Inoltre l’accesso del guidatore è facilitato dall’arretramento automatico del sedile ogniqualvolta si estrae la chiave dal quadro. I passeggeri posteriori potranno assaporare il piacere di essere a bordo di una limousine, allungando le gambe o appoggiandosi ai comodi schienali. Nessun problema anche per i bagagli: il baule ha una capienza di 530 litri, più che sufficienti per contenere le valigie di una famiglia intera.

Il propulsore installato nel basso cofano della 300M deriva da una precedente unità, ha la distribuzione a 24 valvole e sprigiona 254 CV a 6400 giri, con una coppia poderosa di 34,7 kgm a 4000 giri, trasmessa alle ruote da un cambio automatico a 4 marce, con funzione autostick. A frenare la notevole massa di 1605 kg ci pensa un impianto frenante a quattro dischi, integrato dall’ABS. Inconsueti i pneumatici, dei Michelin XGT V4 225/60x16 dal disegno un po’ antiquato, che non capita spesso di vedere sulle vetture di recente produzione.

CURIOSITA' USA Superando i 40 km/h, le serrature si bloccano automaticamente, e per aprirle da fermo, bisogna azionare due volte il pulsante di sblocco posto sul telecomando, operazione che è accompagnata da un non sempre opportuno colpo di clacson. Incredibile poi che su una vettura di questa caratura, per aprire il tappo del serbatoio, sia necessario agire con una seconda chiave, diversa da quella di accensione, per giunta facendo uno sforzo non indifferente. Considerando la frequenza con la quale questa 300M si presenterà dal benzinaio, ci è sembrata una scelta poco azzeccata.

AL VOLANTE I primi metri percorsi con la 300M sono stati imbarazzanti: sotto una pioggia torrenziale era sufficiente sfiorare il pedale del gas per provocare vistose sgommate delle ruote motrici. Ma questo è anche uno dei ricordi più piacevoli, cioè la prontezza di risposta del motore ai comandi del pilota. La coppia elevata trae d’impaccio in ogni situazione e cercando l’allungo la 300M accelera in fretta, sedendosi un po’ solo alle alte velocità. Il cambio automatico, a quattro rapporti, è utilizzabile anche manualmente, portando la leva nella posizione Autostick: in questo modo si possono sfruttare tutti i cavalli e aiutarsi con il freno motore in discesa. Gli innesti sono discretamente veloci (per essere un automatico) e la logica di funzionamento provvede a cambiare in caso di fuorigiri o fermandosi al semaforo con la quarta innestata. Questo rapporto è molto lungo e consente di raggiungere la velocità massima, circa 230 km/h, solo dopo un lungo lancio.

CONSUMI DA JET Tragica la situazione dei consumi: è vero che il proprietario ideale di questa macchinona americana non dovrebbe avere problemi di budget settimanale, ma si percorrono 10 km con un litro solo fino a 110/120 km/h costanti. In qualsiasi altra situazione e soprattutto in città, il computer di bordo situato sopra lo specchietto retrovisore, inesorabile, ci informa che i sei cilindri stanno consumando 30, 50 e anche 70 litri per percorrere 100 km. Cioé, 3.3, 2 e 1.5 km con litro. I principali indiziati di questa scempio petrolifero sono sicuramente la cilindrata e il cambio automatico, dalla logica di funzionamento molto particolare, e non sempre economica. Dopo continue visite al benzinaio, sorpreso di vederci anche due volte al giorno, la conclusione è che la 300M beve sempre, e tanto! Ma è sufficiente una bella accelerata per riempire l’atmosfera con il rombo del sei cilindri, e dimenticare in un sol colpo quanto costa accudire il sei cilindri di 3500 cc. Il rumore è rabbioso, corsaiolo e sicuramente piacerà ai più sportivi.

COMFORT DA JET Il confort di marcia è elevato, ma alle alte velocità aumentano i fruscii aerodinamici. L’assetto della 300M è stato appositamente irrigidito per meglio adattarsi ai gusti europei e l’assorbimento delle buche è un po’ secco: in questo modo si è sicuramente limitato il rollio, ma non il sottosterzo, che sul bagnato raggiunge livelli elevati, facilitato dai pneumatici non certo performanti. Il controllo elettronico della trazione, che agisce sui freni, è solo un palliativo ad una malattia che sembra fisiologica. Su una berlina di questa classe, avremmo visto molto bene la trazione posteriore, soluzione ideale per tenere a bada così tanti cavalli e una coppia da trattore.

di Marco Zamponi
17 marzo 1999


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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